Roma, 22 gennaio. Ore 12,05.
Vi scrivo dalla postazione che l’organizzazione del convegno “Ritratti di poesia” ha gentilmente messo a disposizione de La poesia e lo spirito.
Proprio in questo momento il Presidente della Fondazione Roma, nostro ospite, Emmanuele Emanuele, ha dato la parola al ministro dei beni e delle attività culturali, Sandro Bondi, presentandolo come un ministro che, malgrado la crisi economica, riesce ugualmente a fare molto per la cultura, ma “soprattutto grande poeta”…
Ora, io capisco tutto, ma in una manifestazione di questo tipo, alla quale saranno presenti poeti laureati e non, non si può, proprio non si può definire Sandro Bondi “grande poeta” (non si può nemmeno dire che stia facendo molto per la cultura, e non so cosa sia peggio).
E’ un piccola cosa, un neo, un tic, nel grande mare dei problemi che sconvolgono quotidianamente la vita di ognuno di noi. Ma è un segno di disprezzo verso tante persone che lavorano seriamente e duramente, sulla propria pelle, e che non cercano gloria né facili consensi. Un piccolo segno dei tempi. Brutti.

…che tristezza…
http://www.poetastri.com/?q=taxonomy_menu/1/291
Bondi è un grande nulla, e il tipo che lo ha definito in quel modo è un grandissimo leccaculo. Ma che schifo! Che schifo!
Alessandro Seri
ah guarda che il sig. Bondi tutto sommato mi è simpatico…
scrive roba esilarante, magari poco poetica, ma almeno esilarante….
te ne lascio un assaggio:
A Silvio
Vita assaporata
Vita preceduta
Vita inseguita
Vita amata.
Vita vitale
Vita ritrovata
Vita splendente
Vita disvelata
Vita nova
*
A Giuliano (Ferrara)
Antro d’amore
Rombo di luce
Parole del sottosuolo
Fiume di lava
Ancora di salvezza
***
nemmeno Fede arriva a tanto!
A Natalia (e a tutti): il link sottostante “Bondi” rimanda proprio alle poesie che Giorgio Morale pubblicò proprio qui, su La poesia e lo spirito qualche mese fa.
non è una fisima restare colpiti da una simile definizione. è una pugnalata, invece. e soprattutto perché a monte di tutto c’è la nomina di una figuretta come quella del bondi a ministro della cultura. prima egli imperversava sul video a tessere le lodi dell’ineffabile, poi, scomparso (elevatur ut amoveatur: quando il movimento si fa regime i tromboni l’è mej c’al tasa), persosi nei meandri del palazzo, stordito da tanta grascia, o forse in silenzioso pensamento dei bei versi, mostraci quanto la cul-tura importa in codesto paesello.
chi mettiamo alla cul-tura dotto’? e mettiamoci il bondi che scrive quelle belle poesiole su mammetta. a l’è un ca quand mi spiro nota e a quel modo ca mi DITTO denter va significando.
ma emanuele emmanuele: dio s’era distratto un attimo, però!
ops… scusa non me ne ero accorta e vedo che è ricco d’altre perle…
CARO EZIO,
come stai? su Bondi no comment in ogni senso.
Mi avrebbe fatto piacere esserci e rivedervi ma sto inchiodata a mille doveri e invece della pausa caffè faccio la pausa LPELS.
Io attendo che, nonostante qualche “nota stonata”, domani ci racconterai un grandissimo successo o chi con te, per tutta la redazione.
In Spirito sono lì.
un abbraccio
Stella
ezio, grazie per l’aggiornamento in tempo reale.
spero che il convegno sia valido, al di là di queste – come dire – *roboanti* definizioni (“grande poeta”? non sapevo che il titolo venisse in omaggio col ministero), più consone al megadirettore galattico che al signor bondi…
ma forse la cosa fa parte delle frasi di rito in uso nel galateo degli eventi culturali (avete presente? tutta la trafila degli amministratori da r/ingraziare e che r/ingraziano, ecc.), e non bisogna darle troppo peso (a proposito di peso…che il “grande” non si riferisca proprio alla stazza del nostro?!)
un saluto
r
quelle parole destinate a Giuliano(Ferrara), dico parole, scusate, i versi, la poesia, sono altro da questo, sanno proprio di rombo, anzi di scurreggia. Evviva. Evviva gli uomini di cultura e i poeti laureati che si prestano a questo gioco di svilimento della poesia. Hanno cominciato con i giudici e gli avvocati poeti, poi con gli imprenditori poeti, e ora con la politica tout cour. Dopo le veline portate in parlamenti, ora portiamo i Bondi-Boldi, il grado zero della cultura, magari a Stoccolma. Bravi, complimenti. Mario Luzi e Giuseppe Ungaretti si stanno rivoltando nella tomba.
ragazzi, mi unisco nel “disagio” espresso da Ezio…
in più testimonio l’espressività assunta dal suo volto durante la “battitura” del “rammaricato” post.
direttamente dalle postazioni internet…
roberto, divertito.
@redmaltese: beato te che ti diverti. Io proprio non ci riesco, se solo penso ai tanti poeti che faticano una vita per non ottenere che magre gratificazioni (Mariella Bettarini, la Annino, la Cascella, la Bemporad, Achille Serrao, Baldassari, Gianni Fucci, Nadiani, Doplicher, Scalise, Fabio Franzin…). Quanto scommettiamo sul fatto che il ‘grande poeta’ Bondi troverà al più presto una ‘degna’ collocazione editoriale?…Mondadori, ad esempio…
cmq. nulla di nuovo sotto il sole – il classico del potente adulato (dal Mussolini ritenuto uomo di pensiero ce ne sono a bizzeffe…) – tuttavia, come si dice in Sicilia “unn’è oru ‘llusthra e unn’è medda feti” (trad.: ciò ch’è d’oro brilla e ciò ch’è merda puzza”), nonostante ogni infiocchettata apparenza…
Fa tutto schifo!
Caro Ezio,
ben fatto e ben detto.
Un caro saluto,
Roberto
Per quel che serve mi unisco al coro, ma credo che certi personaggi siano impermeabili anche al ridicolo.
Qual fulmine redatto
in crimine rifatto
esso volveasi in turbine
onde badar all’ordine
strigeasi a coorte a Silvio
onde pugnar al Ponte Milvio
per l’onor d’Italia tutta
mica la vedea brutta….
dedicata umilmente
A sua Eccellenza Riveritissima
il Gran Ciabellano Mons.
Alessandro Vitaliano Numanzio BONDI de’ Sanfedisti
Tanto disagio anch’io… E’ fascismo.
Rifiutarsi di prendere parte a manifestazioni sponsorizzate o presenziate da simili tromboni. La poesia e la letteratura non ne hanno bisogno; si resta (e poi per quanto?) o si scompare a prescindere.
lanciategli una scarpa. a lui e a rondoni, se è nei paraggi.
Il mio eccellente istituto ha già fatto adottare il nuovo manuale di poetica e stilistica: “Le strutture della poesia” a cura di Sandro Bondi. Sottotitolo: “in un linguaggio semplice ed elegante, come avvicinare gli adolescenti all’uso dell’encomio e del peana moderni” Ganzo no?
Se Sandro Bondi
è un gran poeta,
farà gran versi
uno che peta.
Stupenda la poesia di Mozzi:)
non è un po’ come la fiaba dei vestiti nuovi dell’imperatore? possibile che siamo solo noi a dire che il re è nudo? che poi, sandro bondi nudo…ohibò
no no il bondi nudo no, please
Carmine, ma non era proprio questo
Dove gettare lo sguardo e le immondizie sembra essere la stessa cosa
Si gioca al futuro e sussulta ancora il cuore a volte per un rumore
Il cielo ricomincia daccapo e con forza a distendere colori
Trasportare versi cosi che ognuno possa leggere
Nessun nome né indirizzo hanno qui le nuvole
storcere il viso verso un altro volto come sulle tombe
Soltanto della voce non ci si dovrebbe mai dimenticare oppure di un ricordo come fosse già racconto
Una preghiera come ognuno la intenda
svelare il caos o le origini di una città
Ma è divagare questo
Quello che non c’è
L’indice di un principio
Il sommario finale
E la ricerca delle risposte
lo sguardo ? prenderlo in prestito per qualche ora dagli occhi di un bambino
chiudendo gli occhi non per sempre
mettersi in volo
Ma guardare guardare il transito delle maree
È possibile certo come bruciare ali al suono del vento
Niebosky è nell’arca
La signorina tal dei tali sorride e aspetta
Si occulta il corpo di dio
Come i doni della befana
Come stralci tronchi morti
Il tempo lineare è ora circolare
Ferma il moto delle nubi
E anche il cadere della pioggia
si odono voci e profumi forti come odori di terra
Una volta vissi
Potevo seguire il sentiero ora a destra ora a sinistra
Non mi ricordo mai di aver pianto dopo
Ma adesso qui,si
Rilegato e cucito in un certo qual modo
Come la nostalgia imperfetta quasi priva di pace di un mondo segreto
Cosa significa vedere l’esistenza
O delle cose cosi come son fatte
Di materia e di sogni
Di muro contro muro
Come sono poi in fondo le chimere
Alte semplici irraggiungibili
O di quelle cose a cui non si pensa mai
Come il mercurocromo sulle ferite
L’articolazione scapolo-omerale
Il setto nasale
L’ospedale
Il fosforo
Le risate
Com’è triste la poesia
Ridotta a professione
carmine
Io ero alla manifestazione, per fortuna sono arrivato nel pomeriggio e mi sono perso cotal perla: posso dire, però, che guardando in giro i partecipanti, era una cosa che ci si poteva benissimo aspettare.
I brutti tempi danno brutte poesie. Per questo Bondi è un “grande poeta”. Ora possiamo aspettarci anche uno scoop su un qualche camorrista “grande poeta”. Nei pizzini chissà quale grande letteratura è nascosta.
i grandi artisti, quelli che diciamo pionieri, non sono “avanti”, semplicemente sono al passo con l’orologio della storia – è il pubblico che, invece, ha quasi sempre l’orologio indietro
(cito a spanne da “Il suono organizzato”, del grande musicista Edgar Varèse)
l’allegra brigata cantata e suonata dal Bondi e musicata dall’Apicella ha semplicemente scoperto che falsificando sistematicamente il proprio orologio si fa credere al pubblico, alla gente, di essere sempre in perfetto orario, e la gente è contenta, si sente ognuno nel suo piccolo un grande artista, un pioniere, un convitato del reality della cultura che va in onda ogni giorno in luoghi di lusso e manifestazioni di prestigio, dove la tivù, per somma discrezione!, non interferisce coi suoi monocoli
Quando qualcuno di quelli che si credono “dalla parte giusta” avrà il coraggio di ciò che suggerisce Giovanni Nuscis (che saluto caramente), allora forse sì qualcosa starà cambiando (ma ci credo poco)… Fino ad allora, ben ci sta codesto italico andazzo, a tutti… Lo scorso anno nelle Marche si è verificato un episodio molto significativo, presenziato e benedetto appunto dal ministro. Obiettori di coscienza non ne ho visti…anzi ho visto una notevole affluenza. Chi è potuto andare, ci è andato. Molti altri hanno rosicato. Semplicemente. Il mondo delle patrie lettere è questo. Saluti a tutti.
..e senza infierire sulle capacità poetiche del ministro (che forse sono il male minore nella situazione attuale), vorrei invece sottolineare una chicca ben più concreta ed esemplificativa dei tempi: la nomina da parte sua del nuovo Supermanager dei musei italiani (che sembra accentrerà poteri mostruosi, gestiti in che modo ,è tutto da vedere…): ebbene, tale figura di consulenza non è stata scelta tra i tanti valenti studiosi e intellettuali e professionisti che hanno fatto dello studio dell’arte la loro vita, ma si è ovviamente preferito conferire l’incarico a uno che coi beni culturali non ha nulla a che vedere, e che in passato è stato però direttore di Mc Donald Italia…. Una sottoscrizione contro questo scempio è stata firmata da migliaia di persone, tra cui alcuni dei massimi critici e studiosi d’arte e direttori di istituzioni museali italiane e internazionali (ma di tale petizione è stata data pochissima nota sui giornali, guardacaso). La Carlucci (componente della commissione cultura alla camera – e anche questo è significativo….) ha molto democraticamente invitato coloro che ricoprono incarichi istituzionali nelle pubbliche amministrazioni e che hanno sottoscritto la petizione a DIMETTERSI…in quanto evidentemente portatori di un pensiero dissimile a quello del gioverno. Beh questo è bestiale, questo è davvero grave, questo merita davvero una reazione. Contro la politica televisiva che ci ha portato ad avere un’ex signorina calendario ministro (Carfagna), un ex presentatrice alla commissiomne cultura (Carlucci), una (ex?) cantante (la Zanicchi!!!!!!!!!!!!) al Parlamento Europeo – perchè si sa che le cose migliori vanno esportate. E ora un ex manager Mc Donald a gestire i nostri beni culturali. Non è ora di fare qualcosa?
Cristina il tuo sfogo mi trova partecipe, ma mi chiedo cosa si può fare e come?
Gli italiani hanno uno strumento, il voto e lo hanno usato e sembrano contenti seppur sguazzanti …
possiamo firmare centomila petizioni, scrivere nei nostri blog, lasciare commenti come il tuo, e non cambia nulla se la maggioranza inebetita del popolo continua a credere alla sua patinata espressione politica.
quest’è purtroppo.
brutti tempi, sì.
Macondo (commento 27), arrivi in ritardo. Lo scoop c’è già stato: il poeta Raffaele Cutolo.
Peraltro, non è scritto da nessuna parte che per essere poeti sia necessario essere persone perbene. O che sia necessario non essere persone di potere. Eccetera.
Sì, cara Cristina, è ora di fare qualcosa. Iniziando proprio dal non fare, dal non accettare certi patrocini e certe connivenze, si può ripartire senza chiedere l’investitura di nessuno, mettendo però in conto che il prezzo da pagare può essere anche elevato: pena l’esclusione dalla mensa dei vincitori, la derisione da parte dell’establishment, la rinuncia a finanziamenti ‘pubblici’ per attività culturali…i lacché sono dovunque, come pure gli opportunisti… per tutti gli anni ‘Novanta nelle Marche ho condotto una rassegna di narrativa (autofinanziata) e che aveva come sede una sala da tè. oltre a una serie di incontri di poesia svolti in un pub autogestito ( sono venuti in tanti, da Lolli a Lello Nove,da D’Elia a Scataglini, Volponi, Sandro Onofri, Andrea Carraro…)e tutti gratuitamente. Per la stessa ragione tra il 1994 e il 1998 ho intrapreso una vera tourné per i centri sociali e i circoli culturali autogestiti, un recital poetico accompagnato da amici alla chitarra e al violino… poi ti stanchi di ciclostilare le tue cose…e passi per un povero coglione… Ma una cosa è certa, hai ragione da vendere: ripartiamo dal non accettare questi compromessi, non svendiamola la poesia e l’arte tra veline e starlettes, e fischiamoli pubblicamente. baci baci, brava la mia tamara 🙂
questa chicca del Supermanager dei musei formatosi tra gli hamburger mi era sfuggita… ma si sa che in Italia ci tengono tutti al patrimonio culturale: ieri il nostro eroico ministro dell’interno ha vietato manifestazioni nei pressi dei luoghi di culto…considerato che in questo paese c’è una chiesa ogni venti metri dove andremo a manifestare d’ora in poi? IN SPIAGGIA??
ah, ma era solo per far smettere di pregare quei tizi lì sui tappettini… in effetti è molto meglio che invece di manifestare civilmente e pubblicamente si vedano solo tra di loro e di nascosto, no?
mah…
Invito Cristina Babino (commento 30) a dare un’occhiata al curriculum di Mario Resca. Che a me pare di tutto rispetto.
Poi: d’accordo, che le belle donne di successo televisivo – tipo Carlucci, Carfagna o Zanicchi – siano necessariamente delle cretine, è un vecchio pregiudizio maschilista. Io però ne avrei abbastanza.
tappetini, ovviamente intendevo tappetini
(che fosse un significativo laspus riferibile allo psico-nano??)
Giustissimo. Indignarsi e parlarne non cambia nulla. Ma non indignarsi e non parlarne nemmeno per me è un’altrettanto colpevole complicità alle scelte della “maggioranza inebetita”.
@Natalia Castaldi: si può cominciare rifiutando ad esempiodi partecipare a certo convegni patrocinati dal Ministero della Cultura. Esiste un’arte e una letteratura non di Regime che necessita di critici e o esegeti.
la maggioranza non è inebetita, purtroppo. Semplicemente fiuta è con una classe politica di un certo tipo è molto più facile farsi…i fatti propri
un refuso: è in luogo di che
nani e saltimbanchi e ballerine e corte dei miracoli e soprattutto grandi poeti. questo è il panorama della classe politica italiana e della sua intellighenzia. e noi alla finestra a guardare?
Caro Manuel e cara Cristina, sono d’accordo con quanto dite e per quel che mi riguarda non partecipo proprio a un bel nulla né mai mi sono inchinata davanti a nessuno.
Sui miei blog spesso e volentieri esprimo il mio dissenso e con il mio dissenso resto nulla nel nulla.
a presto, grazie.
Aggiungo una cosa.
Io non sono un poeta, non scrivo poesie e cerco di fare della narrativa. Ero lì, ieri, in rappresentanza di questo blog.
Quindi al di là di una generica costatazione molto amara e indignata non sono potuto andare.
Ma la sala era piena di “poeti”. Nessuno ha sentito il bisogno di alzarsi e dire, con tutta semplicità: che cazzo stai a di’?
Per cortesia verso il nostro ospite? verso il ministro? Per un laissez-faire alla fine più tranquilllo per tutti? Per acquiescenza? perché erano tutti d’accordo? perché alla fine chissene? per noia?
Ma una bella caciara avanguardista e rivoluzionaria! Non ci sarebbe stata bene? O sarebbe stata sommersa dai fischi? Dai lasciatece diverti’?
Ezio
Ezio perdonami, ma solo i poeti dovevano fischiare? la poesia è fatta per i poeti? o per tutti? e se per tutti, potevi insorgere anche tu, o no?
è una provocazione non personale, ché non ti conosco e non ne avrei ragione, solo mi pare che si faccia tanto dire e poco “fare”…
se mai mi capiterà di trovarmi in situazioni del genere ti garantisco che fischierò.
p.s.: hai scritto questo post ed è già qualcosa.
@Ezio: la sala piena di poeti, ma non è un assioma che tutti i poeti abbiano qualcosa contro quel ministro…d’altro canto, se stanno al governo, qualcuno li avrà pur votati…e comunque, ha ragione la Natalia Castaldi: sta a vedere che ora le responsabilità ricadono sui poeti: cioè il due di picche della società 🙂
Penso che in qualche misura, in un consesso pullulante di poeti, avrebbero dovuto essere loro i primi a sentirsi colpiti da quella affermazione. Anche se ovviamente ha una portata “universale”. IO purtroppo non ero proprio in sala, ma relegato in una stanzetta un po’ separata. L’amplificazione e la diretta web mi hanno portato la voce commossa di Emanuele. Non voglio tuttavia giustificarmi! Ma almeno (ho i testimoni) mi sono immediatamente messso a scirvere quella nota….
@Manuel: nel mondo perfetto un poeta che abbia votato PdL DEVE insorgere contro Bondi poeta! A maggior ragione! (lo stesso – si badi – vale per Veltroni romanziere, ma mi permetterei di valutare le pur brutte opere veltroniane – leggiucchiate qua e là in libreria: per leggerle tutte ci vuole una mezzoretta, peraltro – con un filino più di comprensione (anche in rapporto alla qualità media di molti romanzi di scrittori “veri”).
Ezio
interpretiamola così: il grande era riferito alla stazza. ho bisogno di crederlo, sennò siamo oltre la frutta, siamo alle bucce, ai torsoli…
Se Bondi poeta io sono Carla Fracci.
Di poeti e letterati ce ne sono e ce ne sono stati di tutte le risme e taglie. Poeti di regime, poeti rivoluzionari… Ma io ho l’ingenuità di credere che la “grande poesia” sia sempre e comunque dissidente (al di là del singolo – e talvolta meschino – individuo che la scrive). Non fosse altro perché (anche) la poesia ha a che fare con la verità. E la verità è cmq… rivoluzionaria.
(PS.: lasciatemela, por favor, ‘st’illusione)
@Ezio. Non posso non darti ragione.
La verità è rivoluzionaria. Se ci fosse un referendum chi scegliereste al ministero dei beni culturali tra Bondi e Rutelli? Perchè so questi due gli ultimi ministri… mecoglioni!? robba grossa, l’indellligenzia, mmm però! Sti italiani è proprio indelligenti. Per sentisse meno fessi de quanto lo è realmente sceglie minisdri della coltura ancora più sottofessi de loro. Furtuna che non gliè mai venuto in mende de penzà a unu che de coltura ne sa checcò, magari che ne so… un contadì quarsiasi che sicuramente de coltura è espertissimo. Ve la faccio io na proposta, ce statia unu de cammurà, se mintuava Pippo de Rongò, era un poeta.
fosse che fosse angòra ‘n vita, io proporrìa Frango Shcataglini… uno che ne capìa de politica e de poessìa…oppure, vischto che non gè più ‘tra ‘nnoi, allora lo chiederei a Paolo Volponi…uno che se ne n’dendeva de rivoluzioni!
Se non ero, scorrendo i commenti, soltanto una volta mi sono imbattuto nel nome di Rondoni? Se Bondi è il gran poeta, Rondoni che cos’è? E soprattutto, come c’è finito accanto ad un gran poeta come Bondi?
Cmq Alessandro Seri ha il mio pieno consenso: guardate che prima del gran poeta, c’era il bello de Roma “visit auar cauntri”…
Per far andare in commissione di vigilanza Zavoli (che credo sia uno degli ultimi giornalisti che possono definirsi tali) hanno dovuto farsi ridere dietro da tutta Europa col caso Villari…che ci dovremmo aspettare?!?!?
Un saluto a tutti
*erro*
scusate la velocità di battitura…
*possano* aridaje coi refusi…
Hanno ragione Cristina Babino e Manuel Cohen, quando ricordano quello che succede in periferia ( e che non ci fa certo onore). Andrebbe detto al mondo intero che nel giugno dell’anno scorso nelle Marche organizzarono “Poiesis” con tanto di nastri d’onore, ministri poeti, ballerine, divi televisivi e canzonettari. Il tutto sotto la sapiente direzione tecnica della signora Francesca Merloni (poetessa?) e figlia dell’ex ministro nonché imprenditore. Se ne andarono quasi 500.000 mila euro tra i finanziamenti degli enti locali (cioè soldi nostri). Molti poeti marchigiani anche bravi, non resistettero alla suadente arpa dell’invito…Ed era gente abituata agli slam…E’ difficile resistere quando il prezzo da pagare è l’oscurità sociale e il non riconoscimento. Però non si può fare i cortigiani e poi suonare il piffero della rivoluzione. Speriamo che quest’anno, con la crisi in corso, ci risparmino uno spettacolo del genere.
alex
Ringrazio Mozzi per l’invito all’approfondimento, ma avevo già approfondito, e non mi era stato di grande conforto. Non avanzo certo dubbi sulla consistenza del curriculum manageriale del signore in vari business, è la sua applicazione immediata alla gestione dei beni culturali e dei musei – patrimonio unico e inestimabile non solo italiano, ma dell’umanità – che mi inquieta (e inquieta moltissimi autorevoli addetti ai lavori, anche all’estero).
Che poi le belle donne (televisive o meno) non siano necessariamente delle cretine, mi pare anche abbastanza evidente. Ma non essere delle complete cretine (o dei completi cretini..) non significa avere la formazione, le qualità e l’esperienza necessarie per ricoprire adeguatamente dei ruoli istituzionali. L’improvvisazione televisiva ci può stare, quella politica ha ripercussioni un pò più serie. Saluti.
Quello che mi sconcerta, dell’abisso in cui è ormai sprofondato il nostro paese, è la quantità di intellettuali pronta a difendere le scelte più oscene e ignoranti di questo governo grottesco. Sono convinto che se in futuro nominassero direttore dell’istituto di cultura italiana a Parigi Cristina del Grande Fratello, ci sarebbe sicuramente qualche illustre scrittore pronto a stigmatizzare “il vecchio pregiudizio maschilista per cui le belle donne di successo televisivo non sono necessariamente delle cretine”, rimarcando inoltre che non esiste alcna correlazione fra l’intelligenza e la dimensione delle tette. L’Italia è colpa degli italiani.
qui è già stata tentata un’attribuzione di “invidia” a fronte di un giudizio di perplessità, quantomeno, quanto alle capacità della carfagna & co. con la tiritera che le tette grosse non escludono il cervello fino. ma che moo dicono a ffà, penso io. però penso che certi sconci non si sono visti fino ad un certo punto della storia. da un po’ d’anni in qua invece uno crede di stare a grattare il fondo e che perciò prima o poi si risalirà. e invece me sa che lo grattiamo il fondo, ma da sotto, ormai: e ci cascano anche i pezzetti del grattagratta dentro agli occhi, sarà per quello che ci vediamo poco.
che amarezza!
Gli inchini esagerati al potente dei turno, non sono una novità. Più triste è assistere alla diffusione della mentalità mercantile e pragmatica, del chi si è fatto da sé, di chi snobba ogni seria attività culturale e educativa (se non rende in denaro o in consenso).
Anche l’arte e la cultura sono declassate a un fiore da mettere sull’abito di circostanza.
Però in ogni tempo, gli artisti (grandi e minori) hanno sempre fatto i conti con il potere e non solo per prostrarsi.
…che nella sorniona Marche il festival pirotecnico della Merloni abbia fatto arricciare il naso ai poeti, soprattutto locali, è risaputo e ancora esce fuori, ma di Rondoni e della sua prefazione nessuno dice nulla? Cioè, se Bondi viene definito un grande poeta, lui che colpa ne ha? Vabbè che è ministro et etcetera, però alla fine non è che si sia auto-definito grande poeta.
Il problema secondo il mio minuscolo punto di vista sta in chi promuove le sue poesie, in chi lo riconosce ufficialmente. A me di Bondi gran poeta o non gran poeta non mi interessa poi granchè, il problema a mio avviso è che c’è chi lo incorona, chi pubblica su di lui, chi cura prefazioni e articoli e presentazioni. Se pensiamo al Grande Fratello, al successo che degli emeriti sconosciuti nonchè inesperti del mondo dello spettacolo riescono ad ottenere in breve, ci dovremmo accanire contro di loro o contro chi ha decretato la loro ascesa?
Un caro saluto a tutti
mi sento totalmente in accordo con le osservazioni di Accattoli e Garufi.
Ognuno ha il suo bersaglio…come si può constatare. Ma il problema, a mio parere non è il bersaglio. E’ l’incapacità di certa cultura sedicente alternativa di produrre altro che lamentazioni da “anime belle”, salvo poi organizzarsi a braccetto coi politici di turno. Diciamocela allora che ognuno cerca un posto al sole e farebbe di tutto per garantirselo. Non vorrei crederlo tuttavia, mi piacerebbe che gli spazi liberi di opinione (come questo) diventassero anche un modo per organizzare e non solo fare critica, o magari fare critica organizzando. Che l’imprenditoria incapace di mantenere i posti di lavoro, si metta a fare del mecenatismo pseudoculturale pagando i suoi lenoni coi soldini nostri rimane aberrante. E’ vero: a Poiesis si sono incavolati i poeti locali (almeno alcuni) ma solo perché i sedicenti nazionali erano a libro paga dei signori.
sicuramente l’Alighieri quando esule si vide costretto a mendicare per le corti italiche sceglieva con grande attenzione a chi dire solo grazie e a chi invece grazie e lodi
e i nostri tempi son più bui del Medioevo perché, sotto sotto, covano un malcelato ringraziamento a domineddio di averlo scampato
però scusate: che debbo fare? Scovare il programma di Poiesis, scaricare l’elenco degli autori e metterli all’indice?
se qualcuno di loro avesse sgomitato per esserci, sicuramente non lo so, non mi cale di svolgere indagini approfondite, né di sindacare coscienze, e infine non sarà certo il mio biasimo ad indurli sulla retta via o a sollevare le sorti dell’italica poesia, mi accontento di sapere (CON CERTEZZA) che un contrappasso li attende finché insistono con pervicacia nelle loro smanie
ma nemmeno so se qualcuno di loro abbia partecipato come invitato d’onore senza vincolo alcuno rispetto al contenuto di ciò che avrebbe proposto – al proposito vorrei citare quanto occorso al buon Carlo Rivolta, grande attore lodigiano scomparso lo scorso maggio, d’indiscussa dirittura morale, oltre che capace, da solo, di riempire teatri di gente SENZA chissà quali PASSAGGI TELEVISIVI alle spalle… ebbene, il nostro una volta fu invitato dal triste Dell’Utri a rappresentare a Roma, in un teatro da lui gestito, il suo (notevole) Processo a Socrate, dal noto dialogo di Platone; ci andò, ovviamente, senza guardare in faccia al committente né al pubblico che in quell’occasione si trovò di fronte (ministri e parlamentari del regime in corso), semplicemente curioso che a costoro interessasse acquistare, vedere e proporre il suo “duro” spettacolo… sennonché mentre era in camerino, gli giunse la comunicazione che Dell’Utri avrebbe letto un comunicato poco prima dell’apertura di sipario, nel quale avrebbe paragonato sé a Socrate sotto processo (proprio in quei giorni era appena stato condannato in non ricordo quale processo). A quel punto Rivolta fece sapere che non sarebbe andato in scena, a meno che il comunicato fosse ritirato. Alla fine come andò? Vinse Rivolta: Dell’Utri non ritirò il comunicato, urlò a Rivolta che non avrebbe più lavorato in nessun teatro d’Italia (sic!), Rivolta diffuse un suo contro-comunicato in cui evidenziava le ragioni del gesto (il rispetto per Socrate e Platone, innanzitutto! poi la strumentalizzazione della sua professione d’attore), lo scandalo finì sui giornali… la cosa morì ben presto… però negli anni successivi Rivolta lavorò parecchio (anche nel teatro dove lavoro e dove ci ha dato enormi soddisfazioni)
ora, io non so dire, tra quanti sono comparsi a Poiesis, chi rimane paragonabile ad un Carlo Rivolta e chi no, chi nel corso del festival (non vi assistevo) ha condito di cerimoniosità e ossequiosità la propria presenza e chi no – chi è senza peccato scagli la prima pietra –
unica eccezione che mi sento di fare è per Rondoni: lì il colossale novanta gradi nei confronti del potere è documentabile a futura memoria – augurandoci poi che il fango della storia seppellisca presto o tardi il libro di Bondi, magari Rondoni la fa anche franca, alla fine potrà sempre passare come una debolezza in un periodo difficile della sua vita, ecc.
però spingersi fino a teorizzare la necessità di un boicottaggio a priori nei confronti di certi eventi culturali… non ne vedo né la ratio né l’anànke… Francescuccio Gesualdi (tra l’altro grande teorizzatore del boicott e propugnatore di quello ormai storico contro la Nestlè) raccomanda una serie di presupposti affinché tale azione possa risultare credibile, attuabile ed efficace, tra i quali la certezza del dolo in essere da parte del soggetto i cui interessi si vogliono colpire boicottandone i prodotti (organizzare un festival di poesia è doloso? forse sì, ma se si mettono in cartellone certi poetastri… se anche l’organizzatore fosse un mafioso come il succitato Dell’Utri, posso al massimo dissociarmi dal polpettone etico-estetico e dal maquillage d’immagine, come sospetto che sia la mostra di documenti sul Sessantotto in corso alla Biblioteca di via Senato a Milano, della cui Fondazione il furbo Dell’Utri è presidente – dico “sospetto” perché non l’ho ancora visitata, ma ci andrò e, interessandomi assai l’argomento, mi sentirei un cretino se non ci andassi, anche solo per farmene una critica visione)
e poi c’è da considerare la natura del prodotto di cui si propone di sospendere l’utilizzo: se è distribuito gratuitamente (come i festival di poesia) promuoverne un boicottaggio è solo uno spreco di energie di chi lo sostiene: arrecherà danni davvero assai lievi (nel supermarket delle sponsorizzazioni culturali aver cacciato la lira per un evento visto da quattro persone o da quattromila non cambia, è sempre un bollino in più per completare il buono spesa da ritirare più avanti alla cassa).
[molto più interessante la formula dei controfestival, come quello organizzato tempo fa a Mantova sulla canzone d’autore esattamente nella stessa settimana di Sanremo – non so se si tenga ancora]
firmato: un ex-donchisciotte
(Mario Bertasa)
Amici, visto che sono stato presente a tutta la manifestazione e anche oltre, e visto che sono uno dei testimoni della diretta trascrizione del post di Ezio Tarantino, vorrei, senza polemizzare, dire alcune cose:
Innanzitutto mi schiero:
mi schiero con la poesia ( da sempre!);
mi schiero con il commento n. 8 di Renata Morresi;
mi schiero con il commento 29 e 30 della Cristina Babino;
mi schiero con la bellissima poesia postata da Carmine Vitale;
mi schiero con il commento n. 64 di Mario Bertasa;
mi schiero con chi con o senza grandi mezzi genera un lavoro sulla divulgazione della poesia, della cultura.
mi schiero con la Poesia e lo spirito, per il lavoro che fa da anni;
mi schiero con Rossodisera= Oboesommerso, per lo stesso motivo della Poesia e lo spirito, che è il motivo che ha indotto me e Fabrizio Centofanti e la vs. redazione, credo, ad accettare l’invito alla manifestazione “poetica”.
mi schiero con la faccia di Ezio mentre scrive il pezzo (divertito, si, ribadisco “divertito”, per la paradossale situazione, di ospiti che ospitati all’evento si ribellano indignati alle parole dell’organizzatore che gli ho ospitati e lo giustiziano accoltellandolo alle spalle).
mi schiero, però (a denti stretti ) almeno ieri, con la Fondazione Roma, con il “leccaculo Emmanuele Emanuele”, nella figura di Presidente, che con i suoi potenti mezzi ha portato 3000 persone a questa manifestazione.
3000 visitatori, avete letto bene, e non solo addetti ai lavori, un pubblico interessato all’evento, ai convegni succedutesi, ad eccezione di chi non è interessato alla poesia, ovviamente. Ci sono tanto di prove filmate.
Ma lasciatemi dire però, facciamoci un esame di coscienza:
Ci lamentiamo da sempre dello spazio che in questa nazione non viene riservato alla Poesia.
Del Medioevo editoriale in cui c’imbattiamo.
Pensiamo per un attimo a quante manifestazioni abbiamo partecipato o visto a Roma e dintorni, con un riscontro di pubblico e di nomi così elevato (al di là del singolo caso, dei mezzi, dei ritorni economici e dei leccaculismi comuni in questo paese). Tanti nomi e tante persone in una manifestazione sulla poesia, ci pensate…
Sono anni che noi blogghisti ci lamentiamo della condizione cui versa la poesia italiana. Diciamo che non ci sono spettatori nelle varie esibizioni/ manifestazioni…, che reclamiamo spazi.
Noi amanti della poesia viviamo di scampoli di critica vera, tra trafiletti di giornali, e questa, miei cari, non è stata che una manna, altro che “puzza sotto il naso”.
Sì, questa manifestazione, magari organizzata da una Fondazione ammanicata, molto ammanicata, magari pure di centrodestra (questo non lo so) gli organizzatori di questa manifestazione, hanno comunque voluto concedere un piccolo spazio a noi blogghisti lontani, nella fattispecie Oboesommerso e La Poesia e lo Spirito, che da qualche anno si fanno il culo, con alterni risultati (parlo per me ). Ha portato (come non lo voglio sapere ) poeti e critici, che normalmente aspiriamo a incontrare o a mandare loro una copia del nostro libro (credo sia umano, un’aspirazione condivisa da quasi tutti quelli che scrivono). Chi ne ha sentito la necessità, ha potuto scambiare due parole col suo autore di riferimento, stringere per esempio la mano a Magrelli, ha potuto ascoltare la poesia orripilante su Babbo Natale di Ennio Cavalli, ma anche ascoltare la lettura della brava A.M Farabbi, o dell’“incredibile” Patrizia Valduga, oltre che vedere il suo impresentabile cappello e notare un certo snobbismo. Scambiare quattro chiacchiere tra uno stuzzichino e un altro con critici “veri”, al di là delle simpatie, o sfiorare Pecora, o lo sguardo di allucinato di Maurizio Cucchi. O magari come è successo a noi ospitare Lino Angiuli, che chiede notizie sui blog. Sul perché stiamo lì e conoscere, chiacchierare con gli amici qui convenuti che condividono l’amore per la poesia…
Dare, per un giorno, un senso, con la presenza, ad anni di sacrifici nel nome della “poesia” ( e penso anche al lavoro di Fabrizio per portare questo blog a certi livelli).
Che bisogna fare, insomma, ha poi così senso restare nelle nostre stanze, nelle nostre nicchie? Cantarsela e suonarsela tra di noi, sempre? Chi pensiate che si affacci o frequenti i nostri blog…quelli che aspiriamo che un giorno ci leggano?
Ambire a dire la nostra, sempre se abbiamo qualcosa da dire
Andare solo nelle manifestazioni illibate, certi che non ci sia qualche scalzacane dell’ultima ora a non rovinarci la festa?
Caro Ezio, non sono d’accordo, su quanto dici dei poeti in sala che avrebbero dovuto fare o dire,,, Chiaro che sono sobbalzato indignato alle parole dell’Emmanuele sul “poeta” ministro, ma non condanno i poeti e critici in sala che non hanno imbracciato fucile o scimitarra.
Se penso che appena dopo qualche critico ha randellato a destra e manca sullo stato della poesia italiana…non mi pongo più il problema delle parole dell’ospite di turno.
Testimonio invece, che è stata una grande iniziativa portare i bimbi delle scuole ad ascoltare Roberto Piumini che spiegava in maniera affascinantissima come si scrive una poesia e perché si scrive una poesia o l’idea del laboratorio con gli autori e i ragazzi nel proprio tavolino…
Probabilmente non siamo andati all’evento con lo spirito giusto.
Cosa dovevano fare i poeti? Allora noi? non abbiamo la coscienza per campare accettando compromessi nella vita di tutti i giorni? Per portare un pezzo di pane a casa, qualche volta, non facciamo buon viso a cattivo gioco? I donchisciotti fanno una brutta fine (e parla uno che da una vita ho il vizio di farlo, guardate ora…questo “ex unico” commento contro i vostri tanti.)
Quello che conta è esserci. È stare al momento giusto nel posto giusto, con la coscienza a posto, con la voglia di dire e fare quando ha un senso e magari trovare dall’altra parte qualcuno che ha voglia di cambiare come te, e che ti può dare una mano a farlo, con la speranza di diventare nel tempo un manipolo di “uomini dalle buone intenzioni”.
Non fate caso alla sintassi e alla struttura. Ho scritto quello che mi veniva in testa…senza pregiudizi.
Domani, caro Ezio ti manderò il video girato da me con Lino Angiuli, dove tu sponsorizzi LPELS d le foto tue e tue e di Emanuele K.
un caro saluto a tutti,
Fabrizio in particolare.
roberto
Il curatore della rassegna, Vincenzo Mascolo, ci ha inviato la seguente lettera che volentieri pubblichiamo a chiusura di questa discussione.
Gentile Ezio Tarantino,
sono Vincenzo Mascolo, il curatore di Ritratti di poesia. Mi dispiace che durante la manifestazione non ci sia stata l’occasione di conoscerci e di scambiare qualche opinione. Ho letto la discussione che, a seguito di un suo commento “in diretta”, si è sviluppata su La poesia e lo spirito a proposito della partecipazione del ministro Bondi al Tempio di Adriano. Ovviamente non ho nulla da dire, nel bene e nel male, sull’argomento. Desidero, tuttavia, sottolineare che scopo della manifestazione non era celebrare Bondi ma rendere omaggio alla poesia e cercare di contribuire alla sua diffusione. Tutto evidentemente può essere migliorato e, anzi, penso che in futuro, se avrò l’onore e il piacere di curare ancora l’iniziativa, potranno essere apportati dei correttivi che consentano, ad esempio, di dare maggiore spazio al dibattito sulle prospettive della poesia in Italia, argomento questo che considero di estremo interesse per tutti coloro che, a vario titolo, se ne occupano. Credo, però, che la manifestazione abbia avuto il merito di aprire una finestra importante sulla poesia, riuscendo a coinvolgere un pubblico (numerosissimo) di tutte le età, e che questo sia un elemento di novità da accogliere con favore, essendo ben noti il silenzio e l’indifferenza nei quali la poesia sta ingiustamente scivolando. Forse, lo dico sommessamente e senza alcuno “spirito” polemico, una riflessione su questo poteva essere offerta ai lettori de La poesia e lo spirito, magari inserendo anche brevi commenti su quanto stava accadendo al Tempio di Adriano per alimentare un dibattito ampio sui temi della poesia, che personalmente considero importante e, anzi, auspicabile, anche nella dissonanza delle opinioni. Ho la sensazione, invece, che parlando solo di Bondi si sia proposta una visione riduttiva dell’evento e del suo significato e si sia limitata, sebbene del tutto involontariamente, la possibilità di discutere delle tematiche poetiche. Aggiungerei che in questo modo si è rischiato di porre nel nulla lo sforzo compiuto da tutti coloro che si sono adoperati, con passione, impegno e fatica, per infrangere il muro di silenzio che comprime e opprime la poesia e non si sia tenuto nella giusta considerazione quello che a me sembra il dato più rilevante, ovvero l’enorme favore con cui il pubblico (al quale va tutto il mio rispetto) ha accolto l’iniziativa.
Mi scusi se mi sono dilungato. Sentivo però l’esigenza di farle conoscere queste mie considerazioni. La saluto molto cordialmente e, sperando di incontrarla presto, magari per parlare dello “spirito della poesia”, le auguro buon lavoro e una proficua prosecuzione del prezioso lavoro suo e di tutta la redazione de La poesia e lo spirito.
“Tutto evidentemente può essere migliorato”…
uhhhh….si… migliora così tanto che quest’anno oltre a Bondi c’è Luca Barbareschi. E tutto quanto somiglia sempre di più a una puntata di Scherzi a parte…