
i cattivi pensieri
Tra avere e essere non c’è differenza a volte.
Chi non ha proprio nulla di solito muore.
da: Dizionario dei burattini
Eh si’, il paese dei balocchi non è il paese dei mandarini.
Piuttosto delle arance.
da: Il Lunario dei Pinocchi
Mi cresce il naso ogni volta che al mattino apro un giornale. Le bugie sono contagiose. Non c’è dottore che abbia un rimedio, ma la cosa grave è che il naso cresce quando ho a che fare con le cose del mondo.
Una volta, ero in prigione, col naso bucai il vetro della finestra. Non siete obbligati a crederci, ma è così. Quel giorno mi portarono al lavoro forzato. Raccolsi patate in uno degli orti della prigione e poi per la rabbia che avevo di lavorare gratis dissi a un guardiano che c’era un certo posto dove gli alberi facevano gli zecchini d’oro invece della frutta. Mi aprì la cella la notte stessa e scappammo via entrambi.
Lungo la strada gli feci presente quanti pericoli fossero in agguato e mi feci dare i suoi soldini per serbarli al sicuro dai ladri. Arrivati in un campo di alberi di mele lo misi a scavare una buca con una scusa e con un’altra scusa mi allontanai. Mi risulta abbia scavato a lungo prima di capire che non sarei riapparso e nemmeno i suoi soldini.
Io proseguii e arrivai dopo giorni di cammino in un luogo dove presi l’imbarco per la Cina. Questa Cina è un paese lontano dove i mandarini non si mangiano, sono loro che mangiano voi. In questo paese, di cui rammentavo una qualche descrizione letta non so più dove, c’erano molti saggi detti quelli del Tao. Appresi da costoro molte e molte cose. C’erano sentenze per ogni fatto e misfatto dell’esistenza e quella che preferivo diceva all’incirca: “Chi combatte, prima o poi muore. Chi se la dà a gambe la farà franca”. Il linguaggio era più dotto, ma il significato mi pare sia del tutto fedele.
In breve diventai un grande saggio anch’io e scrissi dei libri. Tra questi un trattato sulle stelle e uno sulla fortuna. E libri di geografia e di storia illustrati da me medesimo. Non crediate sia tanto facile fare tutte queste cose. Io poi le facevo tutte insieme ed è capitato che una pagina di geografia finisse nel libro sulla fortuna e viceversa e lo stesso per ogni libro. Ogni volta, a caso, un po’ di pagine si sono scambiate di posto. Successe anche che nel mio “Grande Trattato sui Combattimenti tra gli Stati vicini e lontani e quelli a metà strada” finirono pagine dal trattato di geografia, da quello sulle stelle e un intero capitolo sulla storia dei Re Magi un po’ riadattata, con in più una mezza filastrocca in stile giro girotondo. Si era nel bel mezzo di una guerra tra stati dell’est e dell’ovest, e i generali fecero muovere gli eserciti prima in tondo come delle trottole, poi dietro a una cometa che stava concludendo la sua caduta, e infine c’erano tre o quattro eserciti a cercare oro, incenso, mirra regalati a due misteriosi animali che facevano da stufa a un bambino in una grotta.
Mi toccò scappare dalla Cina.
I mandarini erano furibondi, il re dei mandarini sembrava uno spicchio con i semini dalla rabbia che gli era venuta. I saggi leggevano l’I Ching e l’I Ching mandava a dire che per i burattini non era capace di rispondere. Consultarono così il libro del Tao e il Tao disse che era tutta colpa dell’asino e del bue perché chissà chi si credevano di essere, l’asino e il bue, e quella stupida di cometa che aveva attirato un esercito intero al Polo Nord e adesso erano eschimesi ecc. ecc.
La sentenza finale però era: “date un mucchio di legnate a Pinocchio, tanto è di legno e il simile attira il simile”.

grandissima!!!
r
La prossima vita rinasco burattina…
veramente bella. (‘Pupara sono/ e faccio teatrino”.J.I.).Complimenti davvero.
Vi ringrazio Renata, Viola, Manuel e grazie a Giorgio e Lpels per l’ospitalità. Come sempre.
@Giorgio
segnalo un piccolo refuso se è possibile toglierlo qui: “Si era in nel bel mezzo ” . C’è “in” di troppo.
Grazie a te, Nadia… basti dire che leggendo questo testo in alcuni punti mi scappava da ridere, in altri punti mi scappava da piangere. Anche questa volta Pinocchio ha colto nel segno.
Per il refuso: fatto. L’avevo notato leggendo, ma poi non mi ero ricordato.
sono estasiata. sono felice di vivere nel post del post di tutto, perché solo così mi viene regalata una fantasia (verissimo, giorgio!) di sorrisi e lacrime. ma che bello venire a casa con i guai che frullano in testa e trovare questo brillìo, questo soffio di sapienza. la leggerezza è spesso profondissima. grazie!
Grazie a voi.
un saluto.
La più grande! Il mondo del burattinaggio fa la riverenza ogni momento. In del bel mezzo del giorno e della notte.
@ Anna
con grande imbarazzo la burattina ringrazia, e va al lavoro.
Questo breve racconto è un divertimento. Mi fa piacere faccia ridere.
Ringrazio, perchè poi mi collegherò stasera, lettori di passaggio ed eventuali commentatori.
brava Nadia!
resto sempre stupito dalla bravura/leggerezza/gravità/profondità delle tue cose, dove riesci a toccare quanto sembrerebbe escludersi, quello che Leopardi chiamava “pieghevolezza” della scrittura e dell'”ispirazione” (come un venticello che i/spira da più lati della strada, da più versanti della valle, con più esiti per i raccolti, ma tutti ricchi…)
ciao, e.