25 brandelli di me che avreste sempre voluto conoscere (ma che non avete mai osato chiedere).

logo_facebookdi Gaja Cenciarelli

[Quella che segue è una sorta di catena di Sant’Antonio nata su Facebook. Si è diffusa a macchia d’olio in tempi rapidissimi. Ho letto pezzi notevoli, di grande spessore umano e letterario. Mi vengono in mente – per citare due redattori di LPELS – quelle di Guido Tedoldi e di Franz Krauspenhaar. Ho pensato di proporre i miei 25 punti anche qui. Beninteso, siete autorizzati a saltarli a piè pari. GC.]

1) Quando sono nata, mio padre ha dichiarato, in preda alla comprensibile esaltazione di un 47enne che aveva perso le speranze di avere una/ un figlia/o: «Guardate, mi somiglia! Ha il mio stesso naso!». Il punto è che voi non avete ben presente il naso di Cenciarelli senior. Mia madre e mia nonna lo hanno lasciato vivo perché non volevano che crescessi orfana di padre.

2) Rispetto a quando sono nata una sola cosa è rimasta uguale di me: la pelle. Sìsì, per carità, vellutata, candida, lattea, di porcellana, chiamatela come vi pare. ma *DELICATA*. Da neonata. ergo=niente sole. Ergo=che palle l’estate. Ergo=io, che fino a 20 anni andavo tre mesi l’anno a Cupramarittima (AP), dove ho lasciato il cuore, ho dovuto dire “ciaociao” al sole e al mare.

3) da 1 a 100 sono allergica 37.789 al pelo di gatto. Nel 2001 ho avuto tre attacchi di asma allergica dopo circa nove anni che avevo un felino. Durante uno di questi tre attacchi stavo per morire soffocata. Mi hanno fatto due endovene e una flebo di cortisone. E SONO ANCORA QUI TRA VOIIII! (che fortunelli, voialtri, eh? ;)))

4) Quando ero piccola, mio padre mi prendeva sulle ginocchia e mi cantava «Tu sei romantica, amica delle nuvole…» e poi mi dava quelle che, da allora in poi, ho sempre definito “le carezzine”.

5) Il mio primo amore era anche il mio vicino di casa: si chiamava Luca e ora fa il pilota d’aerei. Era bello come il sole: moro, con la carnagione scura, gli occhi nerissimi. Era alto e ben piantato. Aveva un anno più di me. Lo spiavo sempre dalla finestra della cucina. Credo sia per questo che il mio ideale di uomo è tuttora bruno, scuro e alto (meglio se grosso).

6) Il mio secondo amore – quello che proprio mi ha fatto andare in tilt i sensi per la prima volta (e che non mi si filava perché all’epoca ero più un maschietto che una femmina) – era uno spettacolo della natura! DIO! Si chiamava Stefano e aveva un profumo meraviglioso. Mani meravigliose. Un sorriso meraviglioso. Un corpo meraviglioso. Ricordo ancora tutto di lui, compresa la data del suo compleanno.

7) La prima volta che ho baciato un ragazzo è stata sotto al mio portone. Si chiamava Fabio. Era siciliano ed era il cugino di una mia cara amica. Appena mi ha infilato la lingua in bocca gli ho dato una spinta sul petto, esclamando: «Ma che schifo!». Avevo quindici anni. Amo gli uomini. Li amo moltissimo. Ma quello non sapeva baciare, e io adoro i baci.

8) La prima volta che ho scritto qualcosa avevo tre anni. È stato mio padre a insegnarmi a leggere e a scrivere. Appena tornava dal lavoro prendeva un volume a caso dei «Quindici» e, in quel momento, cominciava la parte più bella della mia giornata. Da piccola amavo anche disegnare. Ero bravissima, e per un sacco di tempo ho pensato di volermi iscrivere al liceo artistico. La prima volta che ho deciso – sentito – che avrei dedicato la mia vita alla scrittura avevo dodici anni ed ero a Cupra.

9) La prima volta che ho parlato inglese avevo cinque anni. Mia madre ha insistito perché iniziassi a studiarlo il prima possibile. La detestavo per questo. Ora, oltre ad adorarla, la ringrazio. Le lingue straniere sono una delle grandi passioni della mia vita. UNA delle.

10) La prima volta che un’amica mi ha tradito ero piccolissima. Ero a Cupra, anche in questo caso. E non l’ho mai dimenticato. Sarà per questo che sono generosa a dare ma altrettanto rapida – nonché intransigente – a riprendere. Sarà per questo? Non solo, credo ci sia dell’altro. Sicuramente altri amici – persone che io consideravo sorelle e fratelli veri – che mi hanno tradito e voltato le spalle.

11) La prima volta che sono stata insieme a un ragazzo di cui ero davvero innamorata (“stata insieme” nel senso che eravamo una coppia, non nel senso che ci ho fatto l’amore), lui – a detta di tutti – era *bruttissimo*. Sentivo mia nonna pregare «Fa’ che lo lasci, lei è così bella… non è possibile…», e ridevo. Mia nonna aveva una visione distorta di me: ero la sua unica nipote in mezzo a un nutrito gruppo di maschi. I miei amici e i miei parenti mi prendevano in giro. Eppure, secondo me, era stupendo: io di lui vedevo solo i suoi immensi occhi azzurri (d’accordo, non erano neri, ma erano belli: siate elastici, suvvia) malgrado avesse un’immensa voglia di ginocchio al posto dei capelli (a 19 anni).

12) La prima volta che mi sono innamorata è stata devastante (sì, è il termine più appropriato) e io avevo 30 anni. Ma non posso aggiungere altro perché lui è su FB. Però ci tenevo a metterlo in mezzo! 😉 Se mi leggi: ciao, eh, Coso! 😉 [N.B.: siamo rimasti molto amici.]

13) La prima volta che ho conosciuto la morte avevo 21 anni, e fu quando morì mia nonna. La prima volta che ho rischiato di morire, ben prima degli attacchi d’asma, avevo 24 anni e fu quando ebbi un incidente di macchina spaventoso. La prima volta che ho avuto paura della morte ne avevo 25, e fu quando morì la mia amatissima zia Isolina.

14) Il mio primo libro è stato pubblicato nel 1996 ma pochi ne conoscono l’esistenza. Ed è meglio così.

15) La prima volta che ho acceso un computer è stata nel 1996, poco prima di scrivere il romanzo di cui sopra, e in coincidenza con la tesi di laurea. Avevo già buttato giù una ventina di pagine quando, volendo spegnere, Word mi chiede: «Vuoi salvare le modifiche ecc ecc?» E io mi rispondo: «Ma quali modifiche? Mica ho cambiato niente, io». E ho cliccato su “No“. Salve, Gaja. Benvenuta nel meraviglioso mondo dei computer! È un errore che quel pc non ha più commesso. L’ho ucciso.

16) La prima volta che ho visto C’era una volta in America ho pensato che non esistesse un film più violento, più straziante, più vero, più sublime al mondo. E la prima volta che ne ho ascoltato la colonna sonora sono entrata profondamente dentro di me e ho scoperto quel che c’era di fondamentale.

17) La prima volta che sono andata in Irlanda era il 1992. E qualcosa è cambiato per sempre. E l’emozione che provo ogni volta che ci vado è sempre quella: un senso di appartenenza, un incastro, l’impressione di essere tornata a casa. Di vedere i colori come sono davvero. Come se tutti i miei sensi si acuissero.

18) La prima volta che sono stata *davvero*, completamente, totalmente *fiera* di me stessa, senza alcuna riserva – per una serie di motivi che non sto qui a spiegare – è stata il giorno della mia laurea in lingue e letterature straniere: 26 aprile 1996.

19) La prima volta che ho fumato una sigaretta avevo 19 anni ed ero a Cupra (e ridaje!). Tutti i miei amici fumavano e io ero curiosa. Mi sono fatta offrire una Marlboro rossa. All’improvviso sono sbiancata, stavo per svenire. Una specie di collasso. I miei amici volevano portarmi al Pronto Soccorso. Ovviamente sono stata la barzelletta di tutti per tutta l’estate.

20) La prima volta che mi sono ubriacata ero sempre a Cupra (e riridaje!) e avevo bevuto una tequila bum bum. O forse due. Non me lo ricordo. So solo che a un certo punto ho cominciato a ridere e a piangere e a frignare: «Noooo… non mi amaaaaa… non mi amerà maiiiii…». Non mi ricordo nemmeno di chi stessi parlando. La seconda volta è stato con un bicchiere e mezzo di Lancers rosé. Stendiamo un velo pietoso.

21) La prima volta che mi hanno ricoverato in ospedale è stata quando mi sono frantumata la caviglia sinistra. Ma non vi allieterò con il resoconto tragicomico della mia odissea. Ormai la conoscete (quasi) tutti.

22) La prima volta che mi sono collegata a internet è stata nell’ottobre del 1999. Ed è stata la mia fine. O il mio inizio? O la VOSTRA fine?

23) La prima volta che sono approdata su FB è stata il 3 luglio 2008. Ed è stata colpa dei miei fraterni amici – in rigoroso ordine alfabetico – Stefano Mazzoni (altresì detto “cuggino”), Federico Miozzi ed Ezio Tarantino.

24) L’ultima volta che ho pensato di essere molto cambiata, nel corpo soprattutto, è stata ieri.

25) L’ultima volta che ho vissuto una prima volta è stata pochissimo tempo fa, forse poche ore. L’ultima volta che ho pensato di avere ancora tante prime volte da vivere è stato oggi.

34 pensieri su “25 brandelli di me che avreste sempre voluto conoscere (ma che non avete mai osato chiedere).

  1. Sabrina

    Tutte “prime volte” poetiche, ricordi che rimarranno sempre fermi e solidi perché importanti.
    I tuoi lettori, Gaja, credo sarebbero felici anche di leggere tutte le altre prime volte che hai omesso, forse per evitare di arrivare almeno a 35 “punti”?

    ps: spiegami una cosa, come fai con il gatto in casa?

    Rispondi
  2. Stella Maria

    ciao Gaja,
    sei magnifica!! tutte queste cose io su facebook non le avevo lette perchè ci vado di rado, mi ero cancellata e poi riscritta (che vuoi si sa le donne!!) e ancora devo capire come funziona.
    Bellissima, spero di rivederti prima o poi. la tua simpatia, sensibilità e autoironia sono meravigliose.
    ho esagerato? no tutto vero.
    un bacio e a rivederci/scriverci da qualche parte:-)
    Stella

    Rispondi
  3. Gaja

    Sabrina: a volte si omette anche per decenza, suvvia! ;))))
    con il gatto ho risolto facendomi il vaccino. Prima tutta una serie di prove allergiche al Policlinico (solo entrare in un ospedale, per me che sono ipocondriaca, è stata un’impresa. Anche se, purtroppo, un’impresa cui ho dovuto rassegnarmi spesso…), poi analisi, poi pneumologo, e poi… l’allergia è sotto controllo, anche se non mi muovo mai di casa senza ventolin e bentelan in fiale (mi farei le punture da sola, nel caso…).

    Stellina: che dirti? sei un tesoro. Grazie per l’entusiasmo che mi dimostri! A questa sorta di “catena” ho aderito volentieri perché l’ho trovata carina, stimolante. Ho pensato che desse la possibilità di spaziare, di parlare di sé, di “usare” la vita non solo per mettersi in mostra, ma per darsi – anche letterariamente (avresti dovuto leggere la nota di Guido Tedoldi: è un vero e proprio romanzo). Ti ringrazio ancora per i complimenti: faccio quello che posso… un sorriso non riesco a negarlo a nessuno. Mi piaccio di più sorridente! 😉 tanti baci, cara!:*

    Rispondi
  4. MissLiz

    Grande Gajezza! Ci sono alcuni punti in comune, sìsì. E comunque tu sei porcellana e lui, tu sai di chi sto parlando, assomiglia a quello alto e grosso e moro (senza estensioni pilifere) e possibilmente grosso…
    buona giornata cara, cara
    Liz

    Rispondi
  5. lucy

    [mi turba la coincidenza totale in particolare con i punti 3.4.6.7.8. sorvolo sulle altre].
    ti ami moltissimo,gaja, e questo è quello che si capisce e piace dell’autoritratto. si capisce perché ami con grande trasporto: perché sei stata amata e sei, e ti vuoi bene anche se giochi a vederti in controluce in maniera un po’ buffa. perché sei vera e intera e matura, conservando tutte la gioia e l’entusiasmo della fanciullina. sei simpatica nel senso etimologico, profondo del termine. stai dentro a questo mondo, non sempre ti va bene, ti arrabbi, ma ami gli esseri umani. è per quello che quando tradiscono chiudi e riesci ad essere irremovibile. io ti amo, e lo sai. frase di rito: ahò, io so’ etero!
    😉

    Rispondi
  6. Laura Costantini

    …Da piccola amavo anche disegnare. Ero bravissima, e per un sacco di tempo ho pensato di volermi iscrivere al liceo artistico. La prima volta che ho deciso – sentito – che avrei dedicato la mia vita alla scrittura avevo… otto anni e scrissi una favola che poi illustrai con le mie mani. Anche io avrei voluto fare il liceo artistico, mi dirottarono al Classico e capii che i miei pennelli sarebbero stati i tasti di una macchina da scrivere (e poi di un pc).
    Ci somigliamo in parecchie cose, direi.

    Rispondi
  7. Gaja

    MissLiz: ma che MERAVIGLIA leggerti qui! sei un dono! Quanto al resto: 😀 Le estensioni pilifere sono *determinanti*! ;))) Ti voglio bene, occhiochesavedere (e narrare)! 😉

    Lulù: DAVVERO I PUNTI 3.4.6.7.8. sono anche tuoi? Sono i più dolci cui riesca a pensare… Io sono perdutamente innamorata di mio padre, chissà se si è capito… Lo amo in modo speciale: quando ero piccola mi aggrappavo alla sua gamba e lui mi portava. E io dicevo: “io quando sarò grande sposerò papà”. #^_____^# tu mi conosci bene, lulù: lo sai, i miei “no” sono definitivi, come lo sono i miei “sì”, anche se mi capita di rado di trovare persone che meritano i miei “sì”, quelli detti con il cuore e la pancia. Dici che mi amo? Non lo so, io credo che dovrei amarmi di più. Ma certo, non permetto a delle nullità di farmi del male. Ti amo anche io, e sono etero, eh? ;)))*

    Lauretta: te l’avevo detto, te l’avevo detto… altroché! ;*

    Rispondi
  8. eziotarantino

    Ve lo immaginate un uomo che dica ad un altro uomo (eteri entrambi): ti amo?
    Non c’è niente da fare, le donne sono superiori, e Gaja è superiora….
    🙂
    Ezio

    Rispondi
  9. Gaja

    Eziuccio: sei stato citato, hai notato? ;)))
    Sì, superiora, tipo monaca – con tutto il rispetto per Fabry, eh!! :DDD
    Adòroti e ringràzioti (seriamente)!

    Rispondi
  10. Ugolino Conte

    Cara Dott.sa Gaja,

    se i venticinque brandelli, piuttosto che numerarli, li avesse contrassegnati con le lettere dell’alfabeto, al .G corrispondeva quanto segue:

    “La prima volta che ho baciato un ragazzo è stata sotto al mio portone… Appena mi ha infilato la lingua in bocca gli ho dato una spinta sul petto, esclamando: «Ma che schifo!».”

    Dico: ma si rende conto dei traumi che ha provocato a quel giovanotto? Come si sentirebbe se comparisse oggi in questo thread e scrivesse, che so: “Ezio Tarantino, ti amo!”

    Ma non si preoccupi, Io & Lui la perdoniamo (e la ringraziamo…).

    Suo de-voto Conte.

    p.s.

    Tanti baci & tante carezze (c’aste, nevvèro) a lei & alle sue amiche.

    Rispondi
  11. Gaja

    Gent.mo, nobilerrimo Ugolino,

    se non avesse scritto .G non l’avrei MAI riconosciuta!

    Quanto al ragazzotto che ebbe l’onore (e l’ònere) di darmi il primo bacio: JE STA BENE! era un PIACIONE che ce provava co’ tutte, e quindi quell’espressione è caduta proprio a CECIO (come si dice ad Aosta).
    A me quasi quasi piacerebbe leggere la sua dichiarazione d’amore a Eziuccio! ;)))

    Caro Ugolino, lei sa che il mio amore per lei è quantomeno inde-fesso. Ci conti sempre.

    Accarézzola c’asta’mente anche io. Le mie amiche gradiranno senza fallo.

    Rispondi
  12. Ugolino Conte

    Cara Dott.sa Gaja,

    anch’io accarèzzola (c’ast’abil’mente) e con virg(in)ea ma-no.

    Non le nascondo, comunque, che quel “senza fallo” del gradimento delle sue ami-che mi in-quieta alquanto. Sa, io ho una predilezione p-arti-colare per un’altra pre-posizione: quella che intro-duce il con-plemento di con-pagnia.

    Sappia, ad ogni buon conto, che è lei, proprio lei, “con” la sua pre-“senza” a tenermi lont-ano dallo scrivere una dichiarazione d’anore a Ezio Tarantino…

    E, anche questo,vieppiù, porta argomenti in favo-re della superiorità della tònna.

    Bàciola, suo Conte.

    Rispondi
  13. Gaja

    Mira-bile Con(fallo)te,

    come vede accontèntola. Intro-duco il con-plemento di con-pagnia.

    Certo, Ezio Tarantino si sentirà defrau-dato del suo anore.
    Ci pensi bene, me-diti.

    Sua, tònna .G

    àmola.

    Rispondi
  14. Mario Saroglia

    Ciao Gaja.
    Mi piaci. Sei una donna fantastica e a me le donne fantastiche piacciono per principio.
    Un bacio.
    Micio

    Rispondi
  15. nadia agustoni

    “L’ultima volta che ho pensato di avere ancora tante prime volte da vivere è stato oggi.”

    Se questo non è grande ottimismo…

    Un abbraccio.

    Rispondi
  16. maurobaldrati

    bello, gaja, mentre leggevo speravo che le tue prime volte andassero avanti a oltranza, centinaia di punti, una scoperta continua. sono storie, racconti, e abbiamo un bisogno disperato di storie –

    ma cosa è la voglia di ginocchio?

    Rispondi
  17. Gaja

    Sarogl: che sorpresa! non mi aspettavo di trovarti qui. Grazie per i complimenti sulla fiducia, visto che non ci conosciamo. Anzi, sono anche più importanti così! ;))) un bacio a te!

    Nadia: *DEVO* essere ottimista. Ne ho il diritto e un po’ anche il dovere… ;))) un abbraccio a te, cara.

    Mauro: fosse per me sarei andata avanti all’infinito… Ma i punti erano 25, e non volevo aggiungerne altri. Concordo sul disperato bisogno di storie, e di chi sa narrarle. Parlo in generale, non di me, ovviamente.
    La “voglia di ginocchio” è un modo di dire dialettale. A Roma si riferisce alla pelata! ;))) (personalmente ho sempre avuto un debole per gli uomini ipotricotici. Poi, si sa, la vita è strana… ;)))

    Rispondi
  18. Gaja

    Nadia, sì sì, lo avevo capito: ma mi hai dato spunto per riflettere e ragionare un po’ su questa vena ottimista che, effettivamente, pare affiorare… ;)** (quindi grazie!)

    Rispondi
  19. Stella Maria

    Cara Gaja,
    grazie ma non ti faccio altri complimenti altrimenti a qualcuno viene il diabete:-))

    quando andrò su facebook leggerò tutto.

    E’ vero quando ridiamo siamo tutti più belli, devo ricordarmelo, ultimamente corro così tanto che sorrido poco. Sarà l’età e il fisico che non regge:-)

    Stimolante comunque l’idea, la ripeterò ma in privato, senza cloni o copie, è un bell’esercizio per ricordare e anche riflettere oltre che sorridere. E’ un bell’esercizio per misurarmi con me stessa e le mie ambizioni letterarie, quando non so, ma ci provo. una specie di compito a casa cara prof., io da voi cerco di imparare.

    un bacio e un sorriso a te e a tutti gli amici
    Stella

    Rispondi
  20. Gaja

    Eziuccio: dietro lo pseudonimo di Ugolino Conte si nasconde un redattore di LPELS che entrambi amiamo e stimiamo assai. Prese a pretesto te perché l’unico uomo presente fosti, ch’egli conosce. E anche per il tuo intervento sulle dichiarazioni d’amore tra maschi eteri ;)))
    àmola anch’io e finìscola! 😀

    Rispondi
  21. macondo

    Gentile Gaja,
    da quanto scrive non posso esimermi dal commentare: ella è proprio messa male! Per fortuna si chiama Gaja.

    Rispondi
  22. lucy

    finìmola si dice che fosse il nome infelice d’una tale nata dopo altre quattro sorelle (dopo la seconda il padre cercò invano d’ottenere un maschio).
    cosicché quando vedo scritto
    finìmola (in ciociarìa anche finisciàmola) credo sempre, per un attimo, che sia una firma.
    (ezio-logia di un mio fallo ricorrente).

    Rispondi
  23. Ugolino Conte

    Caro Dottor Tarantino,

    la mi deve scusare tanto, ma si è trattato di un quì prò quò, avendola io scambiata, nella f”o”ga del “con”-mento, “con” un illustre collega dell’Università di Montpellier, il Professor F. De La Furlance che, come Proteo, ama spesso prendere altre sembianze, anche in rete. Un deplorevole lapis, non me ne voglia, che spero sia “senza” “con”-seguenze e non arrechi danni alla sua immagine.

    Purtroppo, il problema v-ero è solo mio. Perché, veda, tra Lei che giustamente si ri-sente “con” la mia presunta dichiarazione, e le amiche della Dott.sa .G che mi “gradiscono “senza” fallo”, la realtà è che mia moglie Ugolina, la “con”-tessa, dopo aver letto il colonnino dei “con”-menti, se n’è andata, portandosi via i “con”-tini, e “senza” darmi uno straccio di spiegazione. Capisce il mio dramma? Adesso io rischio di non sapere mai più se mi ha lasciato perché sono gradito alle amiche etc. etc., oppure perché avevo intenzione di scrivere una dichiarazione d’anore a qualcuno. Un dilemma rigorosamente cul-turale, come può ben capire…

    Mi per-doni, dunque, e le sia sempre pro-fic(u)a l’attività di mammo. Salùtola .g-ajamente.

    Suo Conte.

    p.s.

    Cara Dott.sa Lucy, mi consenta (anche lei): se posso per-mettermi, fa veramente bene a pro-seguire con queste sue ricerche mediche. E’ scientificamente provato, infatti, che “l’ezio-logia del fallo ricorrente” ha bene-fiche ricadute sulla salute, a cominciare da quella della pelle, che risulta sempre fresca, aulente, liscia e toni-ficata prima e dopo lo studio. Altro che creme e lifting…

    I miei ossequi e rispetti, suo Ugolino Conte.

    Rispondi
  24. Gaja

    Lulù: tu sei una geniA, io te l’ho sempre detto! ;))))

    Esimio Con(fallo)te: solo il fatto che lei abbia con-iato il termine .g-ajamente le vale un anore imperiduro!
    ringràziola e sbaciùcchiola vere-con-da-mente.
    spero che il suo dilemma cul-turale con la con-tessa si sciolga al più presto. in alternativa, posso metterci una buona parola io.
    pròstromi!

    Rispondi
  25. rmorresi

    io i Quindici ancora glieli leggo a mio figlio (a lui piace quella dei tre cani che se magnano er drago!! ARRR! mi viene anche bene:)

    ps: anche Stefano, se c’avesse un recapito…

    Rispondi
  26. Gaja

    Renatina beddissima: Luca sarebbe in qualche modo rintracciabile. So che ha avuto una travagliatissima vita sentimentale (vabbè, chi non l’ha avuta scagli la prima pietra). E so anche, per vie traverse, che è di una bellezza abbacinante. Eh, ci avevo l’occhio lungo, io… ;)))
    Di Stefano persi completamente le tracce, ma suppongo che non sia svanito nell’aere. Anche suo fratello maggiore era stupendo!
    I Quindici sono, a mio avviso, un “cult” per tutte le età e per tutte le stagioni: imprescindibili. AAAAARRRRRR!!!! ;))

    Rispondi
  27. Gaja

    Jolanda, ho riso come una pazza leggendo il tuo commento.
    HAI RAGIONE!!! :DDD
    Faccio quel che posso! Almeno ci provo… ;)))

    Abbraccissimi a te!!

    Rispondi
  28. Chiara Daino

    E ogni volta che viene giorno
    ogni volta che ritorno
    ogni volta che cammino e
    mi sembra di averti vicino
    ogni volta che mi guardo intorno
    ogni volta che non me ne accorgo
    ogni volta che viene giorno
    E ogni volta che mi sveglio
    ogni volta che mi sbaglio
    ogni volta che sono sicuro e
    ogni volta che mi sento solo
    ogni volta che mi viene in mente
    qualche cosa che non c’entra niente
    ogni volta
    E ogni volta che non sono coerente
    e ogni volta che non è importante
    ogni volta che qualcuno si preoccupa per me
    ogni volta che non c’è
    proprio quanto la stavo cercando
    ogni volta
    ogni volta quando….
    E ogni volta che torna sera
    mi prende la paura
    e ogni volta che torna sera
    mi prende la paura
    E ogni volta che non c’entro
    ogni volta che non sono stato
    ogni volta che non guardo in faccia a niente
    e ogni volta che dopo piango
    ogni volta che rimango
    con la testa tra le mani
    e rimando tutto a domani
    [ Vasco ]

    e ogni volta che ti leggo – Gaja – ogni punto, palpito, parola. Ogni brano, brandello, battito. Ogni parte è parte VIVA. E vera. Sai sempre e sai come – Animare.

    Grazie
    Chiara

    Rispondi

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