Il quaderno di geografia di Pinocchio. 4, di Nadia Agustoni

Dei gatti, delle volpi, di Penelope e dei ragni

“Non toccate la scienza.
E se fate le pentole ricordatevi i coperchi”.

(da L’enciclopedia dall’a alla z)

L’entomologia è una scienza che studia anche i ragni. Gli altri insetti a volte sono permalosi, ma i ragni no. I ragni costruiscono tele per catturare le mosche e se per puro accidente gliele distruggiamo, loro fanno finta di niente e ci pungono. Il loro fare finta di niente è una forma di bugia, ma uno scienziato non deve trarre conclusioni generali sui ragni troppo in fretta.
I gatti e le volpi sono inclusi in questo studio entomologico per le loro caratteristiche di tessitori occulti di trame. Altresì va rilevato che almeno in un caso, un gatto e una volpe, si sono rivelati bugiardi. Al contrario di noi burattini che se diciamo una bugia ci cresce il naso, mentre ai ragni si accorciano le zampe, ai gatti e alle volpi non accade nulla di eccezionale.

Nel suo “Trattato della natura morta e della natura viva” , Pinocchio I detto anche il Traduttore, scrisse: “lasciate stare i ragni, ma guardatevi dai gatti, dalle volpi e da Penelope”.
Di questa Penelope, detta anche la moglie di Nessuno, in base a studi storici accurati si sa che tesseva. Tesseva e poi di notte distruggeva il lavoro fatto. Era tanto intenta a disfare che le capitava di non fermarsi nemmeno davanti alle tele dei ragni che, sempre secondo Pinocchio I il Traduttore: “lasciarono la sua casa precipitosamente per non farvi mai più ritorno”.
Penelope è ricordata tra i ragni come nelle favole si ricorda la regina cattiva.
I ragni sono stati categorici sul suo conto: “guardatevi dalle donne che tessono e ricamano; vogliono essere ragni anche loro e per la rabbia di non esserlo, sviluppano un vero e proprio complesso che trova espressione nel disfare le tele.

Qualcuno interpreta questa frase come una forma di fobia verso le tessitrici e ricamatrici, ma chi ha studiato a lungo i ragni come il nostro Traduttore afferma che: “la paura dei ragni è una forma chiarissima, evidentissima di panico da stress. I ripetuti abbattimenti di tele fatti anche con le scope, da donne dette le casalinghe, venute in auge molto tempo dopo Penelope, ha creato nella memoria dei ragni una sensibilità vistosa che li fa agitare e persino li induce alla chiacchiera, alle grida, alla protesta e a essere sempre sul chi vive. Purtroppo nella furia di difendersi i ragni esagerano con affermazioni ardue da tradurre anche per un traduttore provetto. Infatti i ragni comunicano battendo le zampette, ma quando le battono tutte assieme la traduzione diviene impossibile. Il loro linguaggio assomiglia allora a una balbuzie continua.

I gatti e le volpi non sono insetti, ma interessano l’entomologo perché, come Penelope, sono veri tessitori. Fanno tutto al contrario di lei. Se lei di notte si metteva a disfare le tele, loro invece di notte le preparano e eseguono trame e trabocchetti che nemmeno con il filo di Arianna si trova il bandolo di tutta la matassa

Bisogna chiedersi se i gatti e le volpi sono invidiosi dei ragni o di Penelope.
Pinocchio I il Traduttore che studiava questo enigma secoli fa ha così riassunto le sue conclusioni: “I ragni sono soggetti a stress, ma a parte qualche punta di isteria se la cavano egregiamente come ragni. Non si sa di nessun ragno che non voglia essere ragno o ragnetto. Non si sa di nessun ragno che distrugga le tele per comportamento malato compulsivo o per far rabbia a un altro ragno.
Penelope non assomiglia ai ragni, è dubbio se voglia o non voglia essere ragno.
Tesse e poi si mette a disfare tutto. Accampa scuse che riguardano un certo Nessuno al che si deduce che è un soggetto visionario, forse sonnambulo.
Il sonnambulismo spiegherebbe le tele disfatte di notte.
Al punto in cui sono i nostri studi di scienziati e nello specifico di entomologi, è azzardato trarre dati definitivi su Penelope, dicasi solo, e ci basti, che è imperscrutabile.
Forse uno scienziato della psiche potrebbe curarla con profitto se le facesse capire come è strutturato l’inconscio.
Non si possono curare invece i gatti e le volpi”

Pinocchio I non va oltre.

Dei gatti e delle volpi che dire?
Come entomologo di fama mondiale ho scritto lettere su lettere a tutti gli statisti della terra e ad artisti e studiosi di ogni ramo e disciplina.
L’unico a rispondere, riguardo a ciò che chiedevo sui gatti e le volpi, è stato un oscuro signore francese che sembra scriva romanzi e sappia parecchie cose sui matrimoni e faccende simili.
Così mi ha risposto costui: “Penelope di certo non è un ragno e non è un gatto né una volpe e un gatto e una volpe non sono donne, non sono bambini, non sono ragni.
Se uno statista rispondesse alla sua domanda sui gatti e le volpi potrebbe solo dirle: il gatto e la volpe? C’est moi”
.

Al momento non so dire ai pazienti lettori se un prossimo studio entomologico oltre che dei ragni tratterà anche il soggetto “scrittore francese”. Tale soggetto presenta caratteristiche di sintesi che potrebbero, accuratamente vagliate, essere molto utili alla scienza.
La scienza, pur non essendo esatta, è esatta abbastanza da individuare con una certa precisione, quello che accomuna i ragni e Penelope e ciò che li distingue.
Lo stesso metodo ci spiega qualcosa, non tutto certamente, dei gatti e delle volpi.
E’ nostro sommo dovere ricordare le parole di Pinocchio I il Traduttore: “una tela è una tela e un filo un filo. Tirate il filo e disfate la tela e guardatevi alle spalle. I gatti e le volpi non sono mai lontani dai fili.

Cosa abbia voluto dirci è ancora oggetto di interpretazione.

13 pensieri su “Il quaderno di geografia di Pinocchio. 4, di Nadia Agustoni

  1. Eros

    L’immobilismo cronico sulle proprie idee, è quello, che fa di un fare e disfare il punto principale di tutte le situazioni. Invece il copione della vita ha l’uscita nell’amore. Mi si pone in primo luogo, di questi tempi inquinati e ricorrenti, una rinuncia alle tossicità della vita.

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  2. nadia agustoni

    @Eros

    “Invece il copione della vita ha l’uscita nell’amore.”

    Bisogna dire che tutti dicono di volere l’amore ma il fatto è che prima vogliono tutto il resto. L’amore dovrebbe fare da ciliegina sulla torta, ma toccagli la torta…

    Un saluto

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  3. Fabrizia Di Stefano

    Bellissimo, come accade di sovente all’autrice. Nella favola si insinua una vena classificatoria esilarante, con un retrogusto borgesiano. Ora, però, voglio assolutamente lo “scrittore francese”, è una preghiera. Fabrizia

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  4. lambertibocconi

    Nadia: anch’io vorrei degli approfondimenti sullo scrittore francese.
    In quanto all’amore, io che non sono Pinocchio e non ho la sua scienza vasta ed eclettica, desiderando ribattere all’amico Eros posso solo dire che il cosiddetto amore non è che un’insieme a valanga di aspettative, la porta aperta a situazioni di annebbiamento e di inutili e beffarde sofferenze; va bene quando l’illusione dei due è condivisa e combacia punto per punto, allora sì va molto bene, diventa bello e ci si può anche costruire sopra una vita.

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  5. nadia agustoni

    @ Anna

    Il Pinocchio è imprevedibile, contatta le persone più impensabili e fa tutto di testa sua. Mi sorprende spesso.
    Sicuramente avrà in futuro da dire sullo ” scrittore francese” e su altro.

    Sull’amore ho già detto. Certo, non so Pinocchio cosa direbbe, chissà se si è mai innamorato…

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  6. tiziana

    cara nadia un piacere leggere dell’entomologia di pinocchio, io ho sviluppato un debole per l’etologia recentemente, poi quella fantastica ancora meglio, tienimi aggiornata

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