PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 110

Meno male almeno che non aveva avuto figli, perché di punto in bianco divorziò. Lasciò il suo posto di funzionario e si mise a fare il guardiano notturno, svendette la sua biblioteca e andò ad abitare in un monolocale. Quando il pullman su cui viaggiavano tutti i suoi, reduci da una cerimonia familiare, precipitò da un viadotto sull’autostrada, cominciò a respirare davvero.
Gli mancava solo di realizzare l’ultimo sogno.

Forte del gruzzoletto della liquidazione del suo vecchio posto fece il giro dei chirurghi plastici, e si prese la soddisfazione, con la sua richiesta, di spiazzare diversi di quei personaggi abituati a tutto. Infine ne trovò uno, forse non il più abile certo il più esoso, disposto ad accontentarlo.
Subì il piccolo intervento in clinica, dove rimase un paio di giorni: per precauzione, gli dissero, ma non aveva dubbi che il motivo vero fosse quello di gonfiare la nota. Ma non gliene importava, era tutto o-kappa ormai.
Tornato a casa andò dritto all’armadio e, con qualche difficoltà perché lo spazio era poco, ne spalancò l’anta al cui interno si trovava uno specchio, e vi si rimirò nudo. Il lavoro fatto valeva tutti quei soldi, dell’ombelico non era rimasta la minima traccia. Acutamente, profondamente soddisfatto, con due passetti fu alla finestra: la stanza dava su un cavedio asfittico e piscioso, ma restò a lungo a riempirsi gli occhi di quella visione, e i polmoni di quell’aria. Adesso che non apparteneva più al mondo, il mondo, a cominciare da lì, poteva essere finalmente suo.

4 pensieri su “PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 110

  1. lucy

    l’ombelico del mondo o il mondo dell’ombelico o, ancora, mondo dell’ombelico, dall’ombelico al mondo, un mondo di ombelichi, un ombelico di mondo, un immondo ombelico in bilico?
    mah…

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  2. robertorossitesta

    Cara Lucy,
    a una tentazione come quella del protagonista di questa provocazioncina non cederei mai, perché sono convinto (ovviamente non da solo) che l’ombelico di ciascuno di noi sia non soltanto il segno di legami che possono dare disagio e dolore, ma anche e soprattutto porta e canale verso altre realtà. Altro che luogo di minimalistico culto di un privato esclusivo!
    Un caro saluto,
    Roberto

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  3. robertorossitesta

    Cara Lucy,
    sì, penso che se dovessi spiegare il concetto ai tuoi studenti potresti esprimerti all’incirca così (stargate suona più fascinoso di worm hole, ma in fondo è la stessa cosa).
    A meno di non parlar loro di “nierika”, i nativi americani fanno molto equo e solidale 🙂
    Ri-ciao,
    Roberto

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