
Filastrocca. L’aeroplano e le stelle.
di Nadia Agustoni
L’aeroplano volava tra le stelle
e ogni notte andava più vicino
al volo d’ali al sogno di un bambino.
Le stelle dicevano: “ cerca la luna,
e nei crateri pianterà dei fiori
li innaffierà e cresceranno per toccare un cielo
più in alto “. Così avremo un sogno,
uno + uno, di vedere un cielo che non c’è
nessuno e se una stella gli crescerà
l’indovinello è di che fiore sarà.
* Dal Libro delle Filastrocche.

Bella Nadia, leggera come il volo, V.
Bella, dolce, lieve
Le petit prince fa parte dei miei libri preferiti,
grazie per il viaggio nelle stelle, madri delle rose.
dolcissima!
(il piccolo principe ne andrebbe fiero)
“vedere un cielo che non c’è
nessuno”
sembra un controsenso, ma noi (più o meno) sappiamo come si fa.
Grazie e ciao,
Roberto
ah, di che fiore sei, levità?
grazie del dono!
un saluto caro,
r
“uno + uno, di vedere un cielo che non c’è”
e nell’addizione la somma/summa: l’abbraccio che confina [confida e affida ] uno spazio altro. Quello spazio oltre. Nella presa di pupille, la pendenza dei punti di vista: l’orizzonte ci chiude o ci conduce? Il tutto è limite e viceversa? Un verso ci vince: nella direzione che.
Suoni, Nadia. E grazie a te: che spalanchi LE ALI nuove – per noi
Baci a corolla
Chiara
Grazie a tutte/i.
Torno ora piuttosto stanca, è un piacere avervi qui.
Notte.