Giovedì 25 si chiuderà la prima stagione, 2008-2009, dei Giovedì di Turro: un appuntamento che è cresciuto mese dopo mese con una forza e una rispondenza che personalmente sognavo ma non mi aspettavo. Non c’era a Milano una cosa così, ogni settimana per otto mesi un appuntamento di poesia di alta qualità, variato nelle proposte, autofinanziato, libero da ogni ombra di trame di politica poetica dietro le quinte. Assolutamente gratuito nel senso più alto della parola, come gratuite sono le scelte che compiamo io e Francesca Genti sugli artisti da presentare. Quello che ci piace, né di più né di meno, in affidamento poi allo spirito, che danzi laggiù nella mitica saletta un po’ come gli pare. Dove la gente è felice di venire e di ritornare per ascoltare i poeti.
Terminiamo quindi con un doppio appuntamento col botto queste due ultime volte di giugno, per poi riprendere a settembre. Come sempre alle 21 al Circolo Arci Martiri di Turro, a Milano in via Rovetta 14. Ingresso libero.
La prima data è giovedì questo (dopodomani 18 maggio), con una serata dedicata completamente alla grande Anna Maria Carpi.
Qualche assaggio della sua poesia, da E tu fra i due chi sei.
SOTTO CASA,
traboccando dal bar sul marciapiede
c’è un ingorgo di gente
con un bicchiere in mano,
un quarto d’ora e dopo si va a cena.
O le orde in metrò la mattina alle otto,
con “City” e “Leggo” in mano,
tutto il fatuo e l’orribile accaduto
ieri nel mondo.
Incanto di guardare
quelli con cui non parli,
anche Cina, Sri Lanka, Haiti e Congo,
compagni corpi, ogni volto che cosa,
un destino, un non più,
figli di Dio o materia
per la scienza e la morte?
AMICI CARI amici sempre a cena.
Non parliamo di noi, c’è il gran conforto
del più e del meno
del parlar d’altro e l’altro non ha fine.
A mezzanotte poi si scende in strada,
abbracci e baci e a presto.
La propria via, il portone, il terzo piano,
poi in bagno, e nel letto.
Oh, finalmente.
Insieme dalle otto a mezzanotte.
Insieme? Non è vero.
Io non so cosa provo,
io mi dispero.
SEI SUITES DI BACH per violoncello solo
lo strumento più simile alla voce umana.
Vuoto e silenzio intorno,
ogni suono un miracolo,
niente immagini o inganni,
da vedere niente:
è il racconto monotono stupendo
del nostro andare –
tu lo sai verso dove.
Io non so se mi piace
tutta questa bellezza.
Rappresentante tra le più note e stimate della poesia italiana di oggi, Anna Maria Carpi vive a Milano, insegna germanistica all’Università di Venezia, traduce i poeti tedeschi (G.Benn, H.M.Enzensberger, D.Gruenbein, H.Mueller). Ha esordito in poesia con A morte Talleyrand (1993). Nel 2004 è uscito Compagni corpi. Poesie 1992-2002, nel 2007 E tu fra i due chi sei, entrambi per Scheiwiller. E’ autrice di saggi e di romanzi: Racconto di gioia e di nebbia (1995), E sarai per sempre giovane (1996), Il principe scarlatto (2002), Un inquieto batter d’ali. Vita di Kleist (2005).
