quello che noi diciamo mondo,
e adesso per me è una nonna col nipote
seduta al balcone di fronte
di una casa verde pisello,
è come se perdesse luce e spazio e tempo
e si accartocciasse come una macchina
che sbanda e si capovolge nella mente.
tu attraversalo insieme a me
quello che noi diciamo mondo,
attraversiamolo lentamente,
guardiamo ogni paese e ogni persona
con clemenza.
sono come noi, sono spine
e frutti della terra.

“lentamente” e “con clemenza”:
la clemenza vera non può nascere che da un’attenzione vera, e quindi quantomeno non affrettata.
Grazie e un saluto,
Roberto
Una perla da tenere in tasca stretta tra le dita, da donarla.
bella!
questa poesia mi piace moltissimo.