Quello dice che ha un salone di autonoleggio.
Dice “Io nella vita c’ho un salone di autonoleggio”.
Dice “Io c’ho”, proprio io c’ho nella vita.
La ragazza sul trono lo guarda e poi dice: “Maria, può restare”.
E quello si incolla alla sedia e sembra sbucare dalla tv.
In quel momento do un calcio allo schermo e mi faccio male al piede.
A me m’hanno eliminato alla prima puntata.
Alla ragazza ho detto: “Io nella vita…”, ma quella mi ha falciato le parole di bocca e, guardando verso Maria De Filippi, ha detto: “Maria no, è timido”.
Quello dice che ha un salone di autonoleggio.
Dice “Io nella vita c’ho un salone di autonoleggio”.
Dice “Io c’ho”, proprio io c’ho nella vita.
La ragazza sul trono lo guarda e poi dice: “Maria, può restare”.
E quello resta, si incolla alla sedia e guarda verso le telecamere.
In quel momento do un calcio allo schermo e mi faccio male al piede.
A me m’hanno eliminato alla prima puntata.
Alla ragazza ho detto: “Io nella vita…”, ma quella mi ha falciato le parole di bocca e ha detto: “Maria no, è timido”.


e la ragassa non sa cosa si perde a falciar via un timido.
Mi colpisce molto questo partire dell’autore da spunti attuali (Maria de Filippi 1 e 2, Federica Pellegrini, la sigla del cartone), e che qualcuno questo aspetto l’abbia intuito (su il difensore dei cani) quasi anticipato come elemento di ricerca prima ancora di farsi così evidente