recensione di Franz Krauspenhaar
Oggi anche gli iconoclasti hanno cambiato pelle. Oggi sono simili ai simili dei simili, solo che vanno in tv. Sono pesci nell’acquario sconfinato delle “private”. Emanuele Kraushaar, trentaquattro anni, romano, “lepelsino” della prima ora, è uno scrittore eccellente nel breve e nel brevissimo. Spesso le sue scritture sono come frontiere narrative tra poesia e racconto, per cui posso dire che Emanuele è uno davvero originale nel nostro panorama letterario fatto di troiette senza qualità e di megalomani al primo romanzo, o, come dice una mia amica, di realizzatori di “merda che non puzza”, perché di questo si cibano oggi un bel numero di editori, trasformatori dell’inutile e del dannoso . Kraushaar ha avuto la geniale di idea di prendere il fenomeno mortale di “Uomini e donne”, il programma di Maria De Filippi in onda su Canale 5 ormai da anni, e di vivisezionarlo in senso letterario. Cioè ha preso il format in voga, il canovaccio televisivo sempre uguale di giovanotti e giovanotte in vetrina che fanno finta di corteggiarsi, e l’ha posizionato con cura nel proprio personale format, lo ha adagiato cioè nella sua propria maniera di raccontare. Continua a leggere










