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da qui
Mettersi nei panni: è sempre più difficile. Certo, basta un po’ di fantasia per sentircisi stretti, marchiati a fuoco, senza più chances. Penso, come scrivevo qualche giorno fa, ai volti che conosco: Giovanni, Dragan, gli zingari gentili, che conducono lotte civili, scrivono libri, chiedono di battezzarsi. Mi chiedo se non dobbiamo convertirci noi, se questo Avvento non sia la promessa del ritorno di un Cristo triste, che non si riconosce più negli uomini che ha amato; il Cristo che un giorno si chiese, da profeta: “Ma il figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?”.

tout se tient. per quanto mi riguarda sento costantemente provenire da più parti lo scricchiolìo che fanno certi stivali, il loro rumore sordo. alle folate mi giungono canti di guerra, così, almeno, mi par di sentire. spero che si tratti di un fastidioso inconveniente di stagione, una specie di ronzio da otite, niente di più. spero.
“Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede.”
speriamo di poterlo dire anche noi, un giorno.
ciao!
claudia
vi ringrazio.
la mia idea, è che più si conosce una persona, un popolo, più si sgretolano i pregiudizi.
mi viene in mente una trasmissione radiofonica di qualche giorno fa su una radio privata di Kampala: una ragazza telefonava dicendo che voleva trovarsi un fidanzato bianco.
le risposte:
– Ma sei matta?
– I bianchi puzzano
– I bianchi non si lavano mai
– I bianchi sono stupidi
– I bianchi sono dei pervertiti sessuali
Forse bisognerebbe un po’ tutti vedere com’e’ il razzismo visto dall’altra parte, per imparare che tutti possiamo essere “rom”.
Monica
Poni la domanda delle domande, Fabrizio. Riconosco e condivido nelle tue riflessioni quella “santa insofferenza” di cui parlavi nel tuo post precedente e mi chiedo: “Quale” attesa è questa? Il cammino di “quale” Avvento stiamo percorrendo?
ringrazio Monica e Anna Maria.
l’importante, in effetti, è non perdere di vista altre prospettive.
non accettare gli occhiali del potere o dell’odio.
totalmente d’accordo, fabrizio. a mettersi nei panni degli altri sembra che siano solo le grucce, gli appendini dell’armadio 🙂 un forte abbraccio
che piacere risentirti, Sergio!
grazie per questa conferma.
Fabrizio,io non ti conosco, ma ti voglio anche bene perchè mostri coraggio nello scrivere e cantare le “cose” della Fede.
Voglio dirti che Gesù non è scontento dei suoi amici e sorride con te con me e con tanti che giorno dopo giorno tentano con le loro forze e con l’aiuto di Dio di fare la sua volontà, che non è una cosa astratta me è vivere la storia
di ogni istante dela vita.
Storia che ci fa gioiere o storia che ci affligge di dolore, malattia, morte e quant’altro disturba la vita di ogni e di tutti gli uomini:
L’interrogativo che ci pone Gesù è veramente inquietante, ma Gesù ci ha fatto una promessa grandissima, alla quale aggrapparci con tutte le nostre forze:
“Io sarò con voi fino alla fine del Mondo”.
Questa è la nostra Speranza, che mai ha deluso gli amici-fratelli di Gesù!
grazie Giuseppe.
concordo con l’idea di avanzata faticosa.
è l’unica via percorribile.