Elena Mearini, 360 gradi di rabbia, ed. Excelsior 1881.
Ora: in pochissime parole, si tratta di un romanzo sull’anoressia, ed è l’esordio fulminante di un’autrice giovane di grande talento. Non ho tempo di fare una recensione, non ho voglia di copiare quelle di altri, e allora sapete cosa farò? Vi stralcio tale quale la lettera che ho scritto a Elena pochi giorni fa, dopo avere finito di leggere il suo libro. Viva la sincerità!
“Cara Elena, il tuo libro mi è piaciuto davvero molto. Complimenti.
Il tema è dei più difficili e l’hai trattato con grande profondità e delicatezza. Questo l’ho ammirato, così come la scelta non facile di uno stile particolare, mantenuta con grande coerenza e fiato per tutto il libro, senza cadute. Vediamo se riesco a spiegarmi: questo tuo stile di frasi brevi, spezzettate, e di continue metafore, è indubbiamente funzionale a una scelta espressiva forte, e i miei complimenti vanno sia alla tenuta, sia alla decisione stilistica basata su una necessità espressiva completamente fondata; e inoltre con l’iniezione di un altro elemento che secondo me dà una marcia in più davvero notevole al libro, e cioè la BELLA vena lirica e anche il coraggio di scrivere frasi un po’ folli.
Parlo proprio dal punto di vista della scrittura, eh. In alcune, delicate volte, senza darci troppo peso, ci sono piccoli insiemi di parole che rimangono enigmatici, ma è giusto così, periodi scritti per il 60% nella mente della scrittrice e per il 40% sulla pagina. E’ giusto perché in questo modo la forma ricalca il contenuto – laddove l’anoressia è una malattia di confine fra mente e corpo, un confine però davvero insanguinato, una guerra terribile!
Ho apprezzato anche la pervasione continua nel testo della materialità, concentrata nei due elementi del corpo e del cibo. Praticamente mi è sembrato un rimando costante, un vero e proprio terreno su cui si cammina per tutto il corso delle pagine”.
Raul Montanari e l’autrice presentano 360 gradi di rabbia, con le letture di Maddalena Balsamo. Lunedì 14 dicembre, 18.30, Teatro Arsenale, via Cesare Correnti 11, Milano.

In bocca al lupo, Elena! Uno stile personale e potente al servizio di una esperienza di vita che ha richiesto uno sforzo non comune.
Auguri anche da parte mia. E grazie Anna.
E in attesa di vivere e farmi vivere, leggere e farmi leggere dalla rabbia dell’angolo-giro,
abbraccio Elena e Anna [che ringrazio per aver proposto/diffuso]
Nel grazie