Ajeno
Largo se le hace el día a quien no ama
y él lo sabe. Y él oye ese tañido
corto y curo del cuerpo, su cascada
canción, siempre sonando a lejanía.
Cierra su puerta y queda bien cerrada;
sale y, por un momento, sus rodillas
se le van hacia el suelo. Pero el alba,
con peligrosa generosidad,
le refresca y le yergue. Está muy clara
su calle, y la pasea con pie oscuro,
y cojea en seguida porque anda
sólo con su fatiga. Y dice aire:
palabras muertas con su boca viva.
Prisionero por no querer, abraza
su propia soledad. Y está seguro,
más seguro que nadie porque nada
poseerá; y él bien sabe que nunca
vivirá aquí, en la tierra. A quien no ama,
¿cómo podemos conocer o cómo
perdonar? Día largo y aún más larga
la noche. Mentirá al sacar la llave.
Entrará. Y nunca habitará su casa.
Forestiero
Lungo è il giorno per chi non ama
e lo sa. E sente questo tocco,
corto e duro del corpo, la sua canzone
cascata, sempre suonando la lontananza.
Chiude la porta e chiusa rimane;
esce e per un attimo le sue ginocchia
cedono. Ma l’alba,
con pericolosa generosità,
lo rinfresca e lo rialza. La sua strada
è molto chiara e lui cammina con piede oscuro
e tira dietro la gamba, perché va solo
con la sua stanchezza. E dice aria:
parole morte con la bocca viva.
Prigioniero, perché non ama, abbraccia
la sua solitudine. Ed è sicuro
più sicuro che qualsiasi altro, perché
non possiederà mai nulla; e sa bene che mai vivrà
su questa terra. Chi non ama,
come possiamo conoscerlo o
perdonarlo? Un lungo giorno e una notte ancora
più lunga. Mentirà mentre gira la chiave.
Entrerà. E non abiterà mai casa sua.
(Traduzione di Susanne Detering)
Claudio Rodríguez (1934-1999) era un poeta spagnolo della cosiddetta generazione degli anni 50. Ha ricevuto i premi più importanti del suo paese (Adonais (1953), Premio de la Critíca (1966), Nacional de Poesía (1983), Reina Sofía de Poesía (1993), Príncipe de Asturias (1993). Membro dell’ Accademia Reale del suo paese. Era un poeta originale che – parlando di se stesso – dichiara di non possedere uno stile personale, ma di cambiarlo secondo le esigenze di ogni singola poesia.
Claudio Rodríguez, Poesie scelte (1953-1991)
Edición y traducción, Francesco Luti
Introducción, Gaetano Chiappini
Firenze: Pagliai Polistampa, 2004


Questa poesia è bellissima.
Dà un’immagine ben definita e realistica di chi non ama, così come in qualche modo ho immaginato potesse essere una persona senza amore da dare. Però in fondo mostra che un cuore lo ha, forse ha solo bisogno di una carezza per tornare ad amare.
“Ma l’alba,
con pericolosa generosità,
lo rinfresca e lo rialza.”
In fondo basta poco, solo un po’ d’amore ricevuto.
Grazie Stefanie, per la segnalazione
SM
… ciò che in questa poesia mi ha colpito tanto è il verso che dice ” chi non ama , come possiamo conoscerlo, come possiamo perdonarlo?”
E’ vero, per quanto possa essere imperfetto il nostro instancabile tentativo di amare… ma se non continuiamo ad amare siamo morti come quell’uomo sul quadro di Zoran Music….
A me sembra che in questa poesia ci sia tutta la vita, la sua miseria e la sua grandezza….
felice di condividere con voi le grandi poesie di lingua spagnola proposte da susanne,
stefanie
Mile Grazie per i complimenti!!! Ma Stefanie anche mi aiuta colla traduzione!!!
Susanne Detering
grazie a entrambe!
bella, forse: e tira dietro la gamba, avrebbe reso meglio
traducendolo semplicemente per quel che significa: zoppica?
Grazie.
Traduzione orrenda di chi non sa lo spagnolo, ma neppure
l’italiano!!!
Paola
E se la traducessi io?
Non capisco: perché l’autore del post dice di aver preso i testi dalla raccolta di Francesco Luti e poi ci piazza in fondo un “(traduzione di Susanne Detering)”? Per di più, leggendo i commenti precedenti, pare sia pure una traduzione a ben 4 mani… sono un filino perplesso.
Lo chiedo perché, se la qualità delle traduzioni di Luti è questa, allora non fatico nemmeno a cercare una copia del libro in giro per l’Italia. Se, invece, si tratta di un lavoro semi-amatoriale, allora mi spiego “alcuni” scivoloni.