Dedicato ai santi mostri

Allievo prediletto nientemeno che di John Cheever all’Iowa Writers’ Workshop, Allan Garganus (North Carolina, 1947), si avvicinò alla scrittura sotto le armi in Vietnam («Il solo modo di restare sani era trovare qualcosa da fare»). Il suo primo romanzo, Oldest Living Confederate Widow Tells All, vendette ben 2 milioni di copie. Autore premiatissimo, affronta temi scomodi come sessualità e integrazione razziale. Approda in Italia, grazie alla preziosa Playground, con il racconto lungo Santo mostro, originariamente compreso in Practical Heart.
Meadows ha 8 anni quando diventa adulto. Accade davanti alla scena di sua madre nuda sotto il veterinario, la Domenica fatidica in cui, per amore verso il padre, Meadows rompe il perverso equilibrio della sua famiglia.
Il padre, Clyde, è un uomo bruttissimo, ma la gente si illumina quando entra in una stanza. Ogni domenica gira il Paese insieme al figlio per distribuire Salvezza sotto forma di bibbie nei motel – «via di scampo» per adulteri, criminali e suicidi nell’America anni ’50 – e lasciare tacitamente libera la moglie di tradirlo.
Ma si mormora che il bambino sia troppo biondo e bello per essere figlio di «Muso schiacciato». E sotto le domande di Meadows, quelle che Clyde da sempre aspettava, la figura del padre traballa di colpo il giorno – la stessa fatidica Domenica – in cui per la prima volta il figlio lo vede davvero per quello che è: un nero. E lo perde per sempre.
Garganus prova autentico gusto nel narrare, si prende tutto il tempo che gli serve, non teme il pathos né la comicità. Amore assoluto, perdita, salvezza. Attraverso il personaggio straordinario di un uomo che si è volontariamente reso «schiavo» per amore, Garganus racconta la storia dei Neri che «hanno tanto amato i Bianchi da dare la loro unica anima».

2 pensieri su “Dedicato ai santi mostri

  1. nadia agustoni

    Pare autore da leggere, la Playground sta traducendo scrittori bravi, ho già avuto modo di parlare in Lpels di uno dei libri da loro pubblicati. Grazie.

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  2. rosella

    grazie, nadia.
    sì, a playground sono davvero molto bravi.
    e per i temi che mette in gioco, questo libro mi sembrava piuttosto attuale.

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