Dieci alla volta

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Certe volte, come sappiamo bene. Certe volte saresti tentato, lo sappiamo. Certe volte si sa, che lo faresti. Certe volte, anche se il ruolo, i doveri, e tutto il resto. Certe volte, comunque, tiri dritto, perché sarebbe troppo facile, in un colpo solo, te lo immagini? Tutti insieme, mica uno alla volta, aspettando, lasciando trascorrere del tempo; in una volta sola, libero, potresti fermarti, respirare. Certe volte la prospettiva è irresistibile, qualcosa troveresti, sai darti da fare, la creatività, l’intuizione, la capacità lavorativa, in tutti questi anni, con tutti questi ostacoli. Certe volte. Altre, invece, ti senti a casa all’improvviso, come se nulla fosse stato. E allora ricominci, pensando a quella volta che li hai amati fino in fondo, li hai amati davvero. Forse hai solo sognato di andartene, di lasciarli tutti, di ricominciare. Ecco, sei sveglio, tra le mani hai un filo di perle di campagna, di legno scuro, da contare lentamente, dieci alla volta, fino alla fine del mondo.

12 pensieri su “Dieci alla volta

  1. Stella Maria

    sì, certe volte e certe altre no perchè in fondo le tue scelte sono state ben ragionate, radicate nel tempo e nello spazio, pronte a resistere alla tentazione del momento, scevre dalle difficoltà quotidiane che vorrebbero farti avere un’altra via, un’altra strada … certe volte, ma speriamo che molte altre invece sia sempre una dolce litania che di dieci in dieci porta alla salvezza e alla scoperta che nessuna fatica è mai vana.
    SM

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  2. f&r

    Forse hai solo sognato di andartene, di lasciarli tutti, di ricominciare.
    forse lo hai desiderato davvero… ma sei ancora lì: è quello che conta.

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  3. Marco Sini

    Il mio primo pensiero, leggendo queste tue parole, don Fabrizio, è stato il seguente: “se tutti fossero limpidi e sensibili come te, questo mondo sarebbe già un paradiso, e saremmo realmente pronti per la Parusìa”. Purtroppo, però, la menzogna e l’ipocrisia sembrano essere i criteri prevalenti di orientamento e comportamento in ogni ambito sociale, ed è tanto più grave quando, a comportarsi in tal modo, sono persone che si proclamano “cristiani praticanti”.
    Che il Signore ci doni la forza di non arrenderci, aiutandoci a guardare al di là delle molte miserie umane apparentemente insostenibili ed inguaribili, ed indicandoci ogni giorno la strada da percorrere per preparare la seconda venuta di Cristo nella gloria.
    Ma una domanda ai cattolici che sono tali soltanto “per tradizione” la vorrei porre: ma se voi non credete davvero in Gesù Cristo risorto e nella vita eterna, perché continuate a definirvi cristiani? Può l’ipocrisia armonizzarsi con la fede cattolica? Seguendo il metodo “Marzullo” (“si faccia una domanda e si dia una risposta”), risponderò io stesso a questa banalissima domanda: fede cattolica ed ipocrisia non sono assolutamente armonizzabili, il “cristiano” che si comporta con ipocrisia certamente non è un cristiano, ma semplicemente un pagano. Ma grazie a Dio, don Fabrizio, ci sono ancora in giro cristiani veri, come te.

    Un abbraccio nel Signore

    Marco

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  4. lucypestifera

    senza desiderio di fuga, restare non sarebbe una vera scelta. lo provano anche le madri e le mogli, sai? e senza tanti sensi di colpa… passato il sogno ad occhi aperti io magari in mano mi ritrovo un mestolo, o uno straccio, o un ombrello, a dieci a dieci oggetti così, sparpagliati in giro. e tutti i giorni. si vorrebbe scappare o non averlo mai fatto, quel passo. ma poi pensi a cosa saresti tu senza di loro, anche se in apparenza sembrano essere loro a non farcela senza di te.

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  5. claudia

    chissà quante volte Gesù avrebbe voluto mollare tutto… e come dargli torto? di fronte a certi “discepoli” chiunque vorrebbe darsela a gambe!!!
    non è strano che anche a te vengano certi “sogni” lo straordinario è che, da sveglio, rimani! :-))

    resisti, fabry!

    claudia

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  6. augusto

    Caro Fabry, certe volte… ma direi sempre, sempre, sei così spietatamente
    implacabilmente splendidamente nudo , così solo, così cristallino e
    trasparente, che verrebbe voglia di abbracciarti , dolcemente , lievemente , quando “le braccia si fanno ali” e di confortarti , metterti una mano sulla spalla , e dirti, Vieni , fratello mio , andiamo lungo il viale a piangere su questa vita così meravigliosa e così dolorosa , così piena di speranza e così disperata.
    Succede sempre così, quando la “parola è sfinita”. Tutto si scioglie in un pianto.

    Certe volte, è così forte il desiderio di fuga, fuggire da tutti e tutto,
    anche da sè stessi, entrare in una sorta di nirvana, resettare la tua esistenza
    per rifarti un’anima, o anche un supplemento d’anima, che ti meravigli che non
    l’abbia ancora fatto dopo tanti anni di attesa di una chiamata vana ; ma poi
    basta una mano nella mano, uno sguardo antico che ti accarezza, ( i vecchi possono accarezzare solo con lo sguardo, hanno paura di farti male con il loro corpo) , un’ombra lunga di un ricordo o un battito d’ali , il lume breve e invisibile di una lucciola che ancora “erra appo le siepi e in su l’aiuole ” della Madonnetta, per ritrovarti d’improvviso a casa, con qualcuno che ti sta accanto da sempre, sempre, sempre, e ti dice finalmente sei tornato. Ti ho atteso tanto , tanto tempo , ho bisogno di te.

    Grazie, Fabrizio, per il tuo splendido post , corredato di un magnifico brano del tuo amato De Andrè, forse l’unico vero poeta italiano di questi ultimi trent’anni)

    Un forte abbraccio.

    Augusto

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  7. Titti

    Carissimo Fabry,
    grazie per l’insuperabile De André e per questa condivisione che rende il tuo faticoso impegno ancora più apprezzato e fecondo, non basandosi unicamente sulle tue forze e qualità umane, ma sullo Spirito che ne è garante.
    è consolante sapere che anche Maria desiderò di scappare ma il braccio era nudo e non seppe volare…Poi però corse a vedere il colore del vento!
    Lo spettacolo su LA BUONA NOVELLA è meraviglioso e varrebbe la pena di provare a realizzarlo.
    Ti abbraccio forte,
    Titti

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  8. Marco Sini

    Questo brano – tratto dal libro del profeta Geremia – credo sia appropriato a far riflettere tutti coloro che non prendono a modello per la propria vita Gesù Cristo, ma l’ipocrisia distruttiva dei farisei:

    “Questa parola fu rivolta dal Signore a Geremia: «Férmati alla porta del tempio del Signore e là pronuncia questo discorso: Ascoltate la parola del Signore, voi tutti di Giuda che varcate queste porte per prostrarvi al Signore. Così dice il Signore degli eserciti, Dio d’Israele: Rendete buone la vostra condotta e le vostre azioni, e io vi farò abitare in questo luogo. Non confidate in parole menzognere ripetendo: ‘Questo è il tempio del Signore, il tempio del Signore, il tempio del Signore!’. Se davvero renderete buone la vostra condotta e le vostre azioni, se praticherete la giustizia gli uni verso gli altri, […] io vi farò abitare in questo luogo, nella terra che diedi ai vostri padri da sempre e per sempre. Ma voi confidate in parole false, che non giovano […] Poi venite e vi presentate davanti a me in questo tempio, sul quale è invocato il mio nome, e dite: ‘Siamo salvi!’, e poi continuate a compiere tutti questi abomini. Forse per voi è un covo di ladri questo tempio sul quale è invocato il mio nome? Anch’io però vedo tutto questo! […] Ora, poiché avete compiuto tutte queste azioni – oracolo del Signore – e, quando vi ho parlato con premura e insistenza, non mi avete ascoltato e quando vi ho chiamato non mi avete risposto, io tratterò questo tempio sul quale è invocato il mio nome e in cui confidate, e questo luogo che ho concesso a voi e ai vostri padri, come ho trattato Silo. Vi scaccerò dalla mia presenza, come ho scacciato tutti i vostri fratelli, tutta la discendenza di Èfraim».” (Geremia 7,1-5.7-8.10-11.13-15).

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  9. matteo ciucci

    Caro Fabrizio,
    a me è capitato di mollare, anche se in un’occasione molto più effimera della mia vita di quelle che invece leggo qui e che capisco ti riguardano da vicino.

    Certe volte mi chiedo cosa sarebbe, se potessi tornare indietro. Certe volte, credo che se tornassi indietro rifarei inconsapevolmente tutti i miei errori.

    Eppure tutto torna alla fine: la tua laurea in lettere, la tua critica sensibilità, l’idea che alla fine esista una morale di fondo, un denominatore comune al fattore irriducibile che è sempre l’uomo.

    Sono capitato su questo blog per caso, e certe volte ciò che vi trovo è sincero, altre vivo, altre ancòra umano. Ma qualche volta accade che sia sincero, vivo e umano, tutto insieme.

    Buona notte a tutti.

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  10. Marco Sini

    “Signore, tu sei il mio Dio;
    voglio esaltarti e lodare il tuo nome,
    perché hai eseguito progetti meravigliosi,
    concepiti da lungo tempo, fedeli e stabili. […]
    Preparerà il Signore degli eserciti
    per tutti i popoli, su questo monte,
    un banchetto di grasse vivande,
    un banchetto di vini eccellenti,
    di cibi succulenti, di vini raffinati.
    Egli strapperà su questo monte
    il velo che copriva la faccia di tutti i popoli
    e la coltre distesa su tutte le nazioni.
    Eliminerà la morte per sempre.
    Il Signore Dio asciugherà le lacrime su ogni volto,
    l’ignominia del suo popolo
    farà scomparire da tutta la terra,
    poiché il Signore ha parlato.
    E si dirà in quel giorno: «Ecco il nostro Dio;
    in lui abbiamo sperato perché ci salvasse.
    Questi è il Signore in cui abbiamo sperato;
    rallegriamoci, esultiamo per la sua salvezza,
    poiché la mano del Signore si poserà su questo monte.” (Isaia 25,1.6-10).

    “[…] E vidi un cielo nuovo e una terra nuova: il cielo e la terra di prima infatti erano scomparsi e il mare non c’era più. E vidi anche la città santa, la Gerusalemme nuova, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii allora una voce potente, che veniva dal trono e diceva: «Ecco la tenda di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro ed essi saranno suoi popoli ed egli sarà il Dio con loro, il loro Dio. E asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non vi sarà più la morte né lutto né lamento né affanno, perché le cose di prima sono passate». E Colui che sedeva sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose». E soggiunse: «Scrivi, perché queste parole sono certe e vere». E mi disse: «Ecco, sono compiute! Io sono l’Alfa e l’Omèga, il Principio e la Fine. A colui che ha sete io darò gratuitamente da bere alla fonte dell’acqua della vita. Chi sarà vincitore erediterà questi beni;
    io sarò suo Dio ed egli sarà mio figlio. Ma per i vili e gli increduli, gli abietti e gli omicidi, gli immorali, i maghi, gli idolatri e per tutti i mentitori è riservato lo stagno ardente di fuoco e di zolfo. Questa è la seconda morte».” (Apocalisse 21,1-8).

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