Mi sembra bello (benedizione delle case)

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da qui

Quattrocento, seicento, cinquecentocinquanta. Do i numeri: delle pensioni, dei pagamenti che esauriscono il mensile in una volta sola, delle persone più o meno sorridenti, più o meno cordiali, sempre gentili, dignitose. C’è il romano di sette generazioni a cui non funzionano le gambe e vive in casa facendo lavori di falegnameria. Gli domando:
– Cosa vogliamo chiedere?
Mi squadra come fossi un marziano:
– E che dovrei chiedere? Io c’ho tutto.
La signora, che mi accompagna nel palazzo popolare, gli fa un sorriso accattivante:
– Dài, ci sarà pure qualcosa che desideri.
– Preghiamo per le gambe, azzardo io.
– E vabbe’, preghiamo per le gambe, tanto non cambia niente.
Non ho mai visto una fede così grande: uno contento anche se non gli si fa il miracolo. Mi segna a dito una foto d’epoca con papa Giovanni:
– Vede, c’ha pure la dedica!
Mi avvicino per vedere meglio:
– E’ dedicata a lei?
Ma no, volevo dire che c’è scritto su qualcosa!
In effetti c’è una data (1962) e la riproduzione della firma di Roncalli.
– Sa che lei è simpatico? gli faccio.
Si intimidisce all’improvviso, non me lo sarei aspettato: sembrava una faccia pronta a tutto.
Nello stanzino sulla destra si intravedono attrezzi da lavoro.
La casa successiva è la più povera di tutte. La signora, un viso rugoso, sdentato e sorridente, dice che ha speso la pensione in un giorno per pagare le bollette.
– Lei, don Fabrizio, lo sa già.
Ho appena preso un pillola per l’emicrania e le gocce sedative per la tosse: mi gira la testa e penso di crollare da un momento all’altro. Annuisco, ma non so bene a cosa. Gli occhi si fermano sulla libreria, vedo i titoli, come in una nebbia: dizionari, enciclopedie a fascicoli, volumi di Selezione del Readers Digest, e poi, no, non è possibile, mi faccio avanti per verificare, sì, sono proprio loro: i commenti di Cantalamessa ai vangeli festivi. Che ci fanno qui? penso tra me e me. Lei continua a parlarmi di bollette, a dire che io so tutto; continuo ad annuire, non so più neanch’io a che cosa. Mi gira la testa, il suo sorriso mi sembra bello, nella nebbia.

10 pensieri su “Mi sembra bello (benedizione delle case)

  1. robertorossitesta

    Caro Fabrizio,
    a proposito dei libri trovati in quella casa, non sempre occorre vendere il pane (che magari non si ha) per procurarsi dei fiori, in un mondo nel quale a certi fiori si dà meno valore che al letame servito per crescerli.
    Un abbraccio,
    Roberto

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  2. Deborah

    bè, credo sia consolante pensare che il letame serva per far crescere i fiori…almeno c’è la speranza che Dio possa trarre qualcosa di buono anche dalla mia anima!
    ps. Fabry riposati un pò.

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  3. Anonimo

    Il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo

    don Fabrizio,
    penso che lei sia sulla strada giusta, che pero’ e’ anche la strada della croce!
    Resista per tutti quelli ai quali le sue parole, un suo sorriso o una stretta di mano cambiano la giornata!
    Attento pero’ al troppo stress e a curarlo con le medicine invece che con il dovuto riposo…anche dal web, se necessario.

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  4. mariapia

    questa umanità che ti stanca, e ti appassiona, ti porta dentro se stessa parlando di sé, incessantemente.
    ma tu, guarda i gigli del campo , e impara: poggia pure il tuo capo, e riposa, Sei fra loro, per sempre, sei
    Maria Pia Q.

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  5. Rashide

    Che bella questa canzone!
    Mi fa suspirare e recordare il mio lato romantico, mi piace tanto il portoghese.
    Grazie per la bella musica.
    Rashide.

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