Concentrato, molto concentrato. La penna d’oca nella mano destra è pronta a intervenire; la sinistra tiene il segno: la Bibbia è fatta di rimandi, di echi, di allusioni. La lectio divina è un viaggio tra sponde sempre rinnovate eppure unite da un filo d’oro che balena a tratti, fenomeno carsico di significati scoperti all’improvviso, dalla mente vigilante: concentrato, molto concentrato. La penna d’oca nella mano destra batte sul libro, danza, per propiziare la rivelazione: i muscoli magri sono tesi, pronti a intervenire, a ritrarsi di scatto per annotare il versetto gravido di risonanze e analogie. La mente non deve distrarsi, veglia, scorre le righe come l’occhio scruta la superficie argentea dell’acqua, tra sponde simili e cangianti nello stesso tempo. Concentrato, molto concentrato. La penna d’oca nella mano destra fissa il teschio dalle orbite vuote, per sfidare il tempo, dilatarlo all’infinito, perché il sonno non spezzi l’incanto, non interrompa il flusso, e il significato si manifesti senza impedimenti tra le sponde opposte, cariche di riflessi ogni volta più opachi. Guai a perdere la sfida. Concentrato, molto concentrato. La penna d’oca nella mano destra ha compreso che è il teschio che la fissa, le orbite vuote della notte minacciano l’anima in ricerca, tra sponde più divaricate, che lasciano apparire il mare aperto. Non bisogna temere o scoraggiarsi, tieni l’occhio fisso sulla pagina, sarà lei a traghettarti, sotto lo sguardo vuoto della morte, non lasciarti distrarre, batti la penna, tendi i muscoli magri, tieni fermo il segno degli echi e dei rimandi, saranno loro a guidarti, prendi il largo. Concentrato, molto concentrato, la penna d’oca, nella mano destra, tra le sponde del tempo, a rivelare.


la lectio divina è una navigazione piena di sorprese: bisogna amare l’avventura per entrarci.
Concentrato, molto concentrato e la penna scorre da sola sul foglio, guidata da una mano bianca, lunga e glabra.
Scrivi, scrivi la vita che in anitchi scritti si rivela e adattala ai giorni di oggi dove a mutare sono i volti, lo sfondo della storia e della natura, del progresso ma poi di fatto è un ripetersi sempre eguale, ritmico degli eventi che amano cambiar forma ma non sostanza. Scrivi all’interno del cuore dell’uomo un comandamento nuovo perchè le porte si aprano a far entrare il messaggio e a cambiare quella vita che appare immobile o almeno per te, per me, per noi lo era fino a quel momento in cui la parola giusta ti fa incontrare chi da sempre ti cerca. Concentrati e scrivi, poche cose ma che colpiscano forte come un pugno allo stomaco, uno schiaffo in pieno volto o una carezza inattesa, un abbraccio al momento giusto, un bacio lieve. Scrivi don, e della parola cogli l’espressione più bella che arrivi come freccia nel cuore di chi ascolta, un cuore gelido che vuole scaldarsi in quel fuoco acceso da Dio e da te alimentato, nel cuore della notte delle nostre solitudini.
SM
bello e inquietante, fabry
un abbraccio
f&r
vi ringrazio.
Caravaggio ispira.
Concentrato, molto concentrato don Fabrizio prepara la lectio divina, concedendosi soltanto cinque minuti di ginnastica isometrica affinché i muscoli magri restino tesi. Concentrato, molto concentrato trascorre il suo tempo da una domenica all’altra, invecchiando nel corpo ma ringiovanendo nello spirito. Il citofono suona in continuazione, ma il sacerdote non perde il filo. La mano destra batte sul libro a propiziare la manifestazione del pensiero. Nulla teme ne’ si scoraggia nonostante le orde di ossessi che lo circondano. Un solo sfogo, il blog, ma anche li’ a volte lo attendono agguati. Finalmente esplode: ma fateme sfiata’ !
Don Fabrizio, accetti questo mio modesto omaggio 🙂 che non vuole assolutamente prendersi gioco di lei, ma vuole dimostrare soltanto la mia simpatia per lei e vicinanza.
A.A.
apprezzo di cuore, amico.
grazie!
Scusa, Fabry, ma stavolta è il caso di dire che l’allievo ha superato il maestro! 😉
Un abbraccio,
Titti
P.S.
Caravaggio, un grande! Inquietante quel teschio!
:..Un viaggio.. un fenomeno carsico,,il mare aperto..La scrittura va interpretata da una mente concentrata,molto concentrata.Lo sforzo di capire, il tempo che incalza,implacabile. Per me hai scritto un inno alla fatica, allo sforzo,alla tensione di chi ricerca la Verità,che sfugge,si nasconde continuamente.
Sì, un viaggio da fare con tanta concentrazione.
Per poter pregare, contemplare, condividere, ricordare, agire, attendere, testimoniare, celebrare, annunciare, invocare, leggere, meditare, conoscere, illuminare…Tutto ciò si racchiude, come in un cerchio, nella LECTIO DIVINA.
Con don Fabrizio, la lectio è un vero piacere. Ma ancor più è l’adorazione eucaristica: il silenzio e la meditazione intervallati da piccoli spunti di riflessione.
Titti
grazie: penso che la lectio divina resti il modo migliore di incontrare la parola.