Tradire Gemma Gaetani è cosa buona e giusta

Che cosa è questo Elogio del tradimento (Milano, Vallecchi, 2010, pagg. 244, 12,50 euri)? Tanto per cominciare, un oggetto che mantiene le promesse. Qui, in fatto, si cantano le lodi del tradimento, alla luce di motivi lessicali e filologici, economici, giuridici, ideologici. Sembra uno scherzo e, in parte lo è. Gemma Gaetani era nota finora per l’ibridissimo Colazione al Fiorucci store (Milano, Fazi, 2005) e per difettare in simpatia. A metà 2010 trae fuori da non si sa quale suo cilindro un libello sardonico e tutto paradossale, giocandosi un sarcasmo scettico che tutto sembra fuor che femminile. La dimensione virile, un po’ feroce, molto irridente di queste paginette distinguono l’autrice dalle sue coeve e contemporanee. Non che Gaetani manchi affatto di gentilezza; è che la nasconde benino, così come nega recisa che ci sia spazio per i sentimentalismi. Non ha importanza se l’autrice crede o no a quel che racconta e dimostra – è convincente, autentica, a tratti le si dà persin fiducia. Soprattutto, questo qui è un libro che fa ridere. Ora, poche storie, le donne non hanno questo gran senso dell’umorismo. Per carità, son convinte d’averne a iosa e, come noto, fra di loro ridono un sacco. Qui, al contrario, con l’aria di enunciare verità quasi scientifiche, Gaetani è sovente assai umoristica.
Elogio del tradimento ha come modello scoperto la Modest proposal di Gionata Swift e Defending the undefendable, dell’anarco-capitalista austriaco Walter Block. Rimandi piuttosto alti, come alta è la tessitura culturale di tutto il volume. A fronte di questo, però, Gaetani mostra una capacità non corriva di giocare coi registri tonali. Se il libro diverte, in sostanza, è anche perché si coglie il divertimento dell’autrice a scriverlo.
Di questo Elogio s’è già molto parlato nel blog Satisfiction, ammirevolmente gestito da Gian Paolo Serino. Vale la pena che se ne parli anche qui, perché nel tempo in che le idee stentano a circolare, Gaetani fa la cortesia di sciorinarne parecchie e per lo più non banali.

75 pensieri su “Tradire Gemma Gaetani è cosa buona e giusta

  1. Gemma Gaetani

    L’ultima volta che ho scritto su questo blog è stato per onorare gli ultimi versi pubblicati su carta da Francesca Genti. Che importa? E nulla, mi è venuto in mente e l’ho scritto.
    La ringrazio Giovanni per l’onore che mi fa tradendomi qui. Il tradimento (nel senso usato dai più, cornificare) è poesia più che spirito, ho deciso. Lei è d’accordo? Ieri dicevo altrove che il tradimento era comunista e non borghese-capitalistico, mi sembra di proseguire con coerenza di pensiero dichiarando che più che spirito il tradimento sia poesia.

  2. Cristoforo Prodan

    Un interessante riferimento storico per la categoria della fedeltà è rappresentato dalle legioni romane. Quando queste compivano delle imprese particolarmente importanti aggiungevano al loro nome il “cognomen” “pia fidelis”, cioè devota e fedele. Come fosse una sorta di onorificenza imperiale.

    Ecco alcuni esempi:
    Legio I Adiutrix Pia Fidelis Bis (“due volte devota e fedele”);
    Legio I Minervia Pia Fidelis Domitiana (“devota e fedele a Domiziano”);
    Legio II Adiutrix Pia Fidelis;
    Legio III Italica “VII Pia VII Fidelis” (“sette volte devota e sette volte fedele”);
    Legio V Macedonica VII Pia VII Fidelis;
    Legio VII Claudia VII Pia VII Fidelis;
    Legio X Gemina Pia Fidelis Domitiana;
    Legio XI Claudia Pia VI Fidelis VI.

    Pietas e fidelitas sempre associate. Quindi il legame tra devozione e fedeltà sembra essere addirittura un fatto pre-cristiano.

    Non a caso il Don Giovanni non paga solo per il libertinismo (e dunque per essersi fatto strumento di tradimento) ma anche per il peccato di empietà (cioè per non essersi fatto devoto a nessuno, nemmeno al soprannaturale rappresentato dalla statua del morto).

    cp

  3. giovannichoukhadarian

    Curioso il riferimento classico di Padoan: il libertinaggio sembra tuttavia altro dalla pratica del tradimento (cfr. a riguardo l’opera in due tomi curata da J. Prévot in Plèiade).
    L’autrice offre uno spunto di discussione che il mio status di molto felice fidanzato non mi permette di alimentare

  4. Cristoforo Prodan

    Infatti il Don Giovanni non è solo un libertino, perché altrimenti non si distinguerebbe da Casanova. Egli è invece soprattutto “empio”, non devoto cioè ad alcuno/a. In questo senso è un contestatore del patto di fedeltà tipico della coppia.

  5. giovannichoukhadarian

    Anche Casanova è un libertino sui generis. Libertin è, selon le père Garasse, “ni un huguenot, ni un athée, ni un catholique, ni un hérétique, ni un politique, mais un certain composé de toutes ces qualités”

  6. fernirosso

    tra -dire, ma cosa? la propria impermanenza ,l’incpacità di accettarsi attrraverso ciò che si vede dell’altro che è in se stessi;in pratica non ci si piace più, perchè si ama, alla fine solo se stessi, e non ci si vuole tradire, si vuole continuare ad marsi.Questa la base, il resto è pacottiglia da diffondere per depistare.
    Tra-dì-mento:questa la sintesi assoluta: diciamo un sacco di cazzate, su tutto e tutti, ma relativamente a noi, non vogliamo che appaia mai questa realtà, per cui frodare la realtà è andare dicendo a questo e quello ciò che di giorno in giorno non è la realtà ma la nostra verità, l’unico modo in cui riusciamo a sopportare la nostra fine.f

  7. fernirosso

    RETTIFICA:
    tra -dire, ma cosa? la propria impermanenza ,l’incpacità di accettarsi attraverso ciò che si vede dell’altro che è in se stessi;in pratica non ci si piace più, perchè si ama, alla fine, solo se stessi, e non ci si vuole tradire, si vuole continuare ad amarsi.Questa la base, il resto è pacottiglia da diffondere per depistare.
    Tra-dì-mento:questa la sintesi assoluta: diciamo un sacco di cazzate, su tutto e tutti, ma relativamente a noi, non vogliamo che appaia mai questa realtà, per cui frodare la realtà è andare dicendo a questo e quello ciò che di giorno in giorno non è la realtà ma la nostra verità, l’unico modo in cui riusciamo a sopportare la nostra ignoranza.f

  8. cristiano prakash dorigo

    Gemma dimostra una fedele continuità, rifiutando la f-rigidità di chi si fa scudo con le storie degli altri, mettendo in trincea il corpo. Quando era incazzatissima donna ferita, e adesso che gioca con lievità sulle ferite che si possono evitare, coltivando la passione, tenendo a distanza l’ossessione. in entrambi i casi ha il coraggio di parlare con intelligenza dell’argomento a più alto rischio di stucchevolezza: l’amore. con un coraggio tipicamente, sensualmente, corposamente femminile.

  9. krauspenhaarf

    ottima recensione, libro divertente, anche se il tradimento è già elogiato da più parti – soprattutto da quelli che “pensano bene”.
    il punto-croce-felice di questo libro secondo me è la scrittura. in bocca al lupo.

  10. giovannichoukhadarian

    La scrittura. La letteratura E’ un fatto di scrittura e, con McLuhan, the medium is the message. La Gaetani del primo periodo asseriva certe cose perché scriveva in una certa maniera. La seconda Gaetani ha cambiato lingua e per questo cambia argomenti.

  11. krauspenhaarf

    beh certo.

    cambia anche editore, scrive in prosa invece che in poesia, magari ha cambiato anche pettinatura:-)

  12. giovannichoukhadarian

    Chi può dirlo. E’ quasi certo che ha cambiato fidanzato/i

  13. mbaldrati

    Tempo fa pensavo che il tradimento fosse una componente fondamentale – cioè una materia prima – del matrimonio, e della coppia: che i rapporti definiti tali insomma, per esistere, dovessero prevedere e praticare il tradimento per non rinchiudersi in un sarcofago. In altre parole la famiglia, pensavo, ha al suo interno la cellula primigenia del tradimento, che le permette di affermare l’ipocrisia della fedeltà.

    Oggi non penso più nulla, nella moderna anarchia affettiva/spirituale, tra i venti velenosi dei neointegralismi tamarri e delle ipocrisie divenute ideologie.

    Ma: Gemma scrive (lo scriveva “ieri”, non so cosa significhi) che “il tradimento era comunista e non borghese-capitalistico”, lasciandomi stecchito. E’ un concetto straordinario, molto cool, che mi manda in stato confusionale. Mentre oggi scrive che è poesia, che invece mi risulta incomprensibile.

    A questo punto credo che non mi rimanga che curiosare nel libro.

  14. Gemma Gaetani

    @ Giuseppe Iannozzi:

    Un confetto rosa, che bel complimento, grazie! :0)

    @ Cristiano

    Non so se è *tipicamente* femminile il mio modo di vedere e far guardare le cose… Mio malgrado mi caratterizza una prepotenza (che può anche respingere il lettore, e infatti nel mio piccolo subisco questa cosa che o mi si ama o mi si odia, o mi si considera voce brava, necessaria e unica e ancora più stimabile perché femminile o un’idiota sentimental-pop) che non so quanto sia *tipicamente* femminile, di certo non è femminista perché non amo il femminismo. L’amore è comunque un tema molto pericoloso, io tento di far passare attraverso le tematiche amorose i rapporti di relazione, di potere, di dipendenza, di conflitto tra due o più individui, e l’esame di quelli.

    @ Franz

    Crepi il lupo.

  15. cristiano prakash dorigo

    lungi da me associare femminile a femminismo. associo piuttosto un certo tocco, un modo di vedere e sentire che mi pare “di genere”, che nella scrittura, tanto quanto nella vita, emerge.
    non credo che il tradimento sia necessario, ma nemmeno una tragedia; soprattutto se lo si affronta e se ne discute abbastanza lontani dalla versione morale.

  16. Iannozzi Giuseppe

    Mi par che tutti si è concordi che Gemma non lascia indifferenti.

    @ GEMMA

    La Bellezza è la Poesia al di là delle regole morali. E tu sei pronta a tradire. Solo i Belli e i Dannati sanno tradire. O no? 😉

  17. giovannichoukhadarian

    Montaigne stesso insegna che c’è bisogno forse di una 40ina di libri – ridurrei il numero, ma stiamo pure ai suoi 40 o che

  18. Gemma Gaetani

    @ Cristiano

    In realtà il tradimento nelle vite dei più E’ una tragedia. Emanuela Vallecchi è stata uccisa a Gela, qualche giorno fa, da un marito geloso. Io sentivo il bisogno di passarlo al vaglio come non-tragedia. Mi sembra, poi, ma magari sbaglio, che lo stupore di molti riguardo al fatto che sia una donna a dire “tradite, tradite, tradite” non sia testimonianza di un tocco di genere femminile sulla questione…

    @ Valter

    Parli di una che non considera “Sex and the city” monnezzone per stupide femmine, ma utile alla comprensione di certe questioni della vita come Montaigne… E poi io sarò responsabile di poche foreste sacrificate alla mia scrittura. Un libro ogni cinque anni, libri convinti pure d’esser necessari, qualcosa di non letto e non leggibile altrimenti, non scritto così, non per quelle motivazioni… Ad ogni modo l’approvazione o la comprensione di tutti non m’interessano, anzi, mi imbarazzerebbero…

    @ Giuseppe

    Quoto i Dannati. I Belli tradiscono spesso per vanità, i Dannati perché non hanno paura di ciò che per tanti è il Male. :0)

  19. Gemma Gaetani

    @ Valter

    Anche la questione che il genio sia figlio del lusso e dello spreco (e soltanto di questo) è per me poco condivisibile. Che brutte categorie, mentali come estetiche, che trito e ritrito snobismo: lusso, spreco… Che poi ormai sono le categorie estetiche dei rapper americani, insomma nemmeno più originali… Essendo magari Oscar Wilde o Gabriele D’Annunzio, si può anche parlare di lusso e spreco ed associarlo alla letteratura. Altrimenti si rischia di fare la figura di chi dice che la luna è bella perché è grande.

    @ Mauro

    Scusami, mi sono accorta solo ora di non averti risposto. Non che debba, eh, mi fa piacere… Ribadisco che secondo me il tradimento è comunismo e non borghesia e non capitalismo, e credo sia importante decostruire quella convinzione che ce lo fa vedere come appannaggio di ricchi, stronzi e falsi. E’ un rifiuto di quell’imperialismo capitalistico-amoroso per cui se ti amo ti possiedo e sei mia proprietà, e perciò non mi devi, non mi puoi, non mi devi e non mi puoi voler tradire. Infatti c’è tutta una tirata, nell’Elogio, sul senso che fuoriuscire dalla coppia aveva per quella “falange” non armata di un pensiero in qualche modo comunista che fece la rivoluzione sessuale negli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso. Un elogio anche di costoro. Poi certo, io non volevo fare il saggio alla Norma Rangeri. Volevo difendere il tradimento a prescindere dalla sua eventuale valenza politica.

  20. vbinaghi

    @Gemma

    E una che propone il dandysmo al femminile e il tradimento come stile ai tempi di Patrizia Daddario viene a parlarmi di originalità e anticonformismo?
    Quanto al lusso e allo spreco, pensa al tempo che occorre allo scrittore per covare un libro che frutta magari mille euro di anticipo e cinquecento copie vendute.
    Più prezioso il tempo dei lettori: infatti ti tolgo dall’imbarazzo. Mi tengo (da trentaqcinque anni) Baudelaire sul comodino e oggi cerco la perla rara: fede nella bellezza, e qualcosa (nella vita e nell’arte) che duri.

  21. Iannozzi Giuseppe

    Valter, ho l’impressione che la figura tu l’abbia già fatta. Continui a sputazzare, un po’ come un cammello in un deserto con 50 gradi all’ombra. Che spreco tutta quella saliva! Attento alla bile, Valter. Hai un’età oramai, ti fa male, ti fa male sputazzare a ‘sto modo. Raccogli le tue chincaglierie aristoteliche e fatti da parte, tanto niente dura a lungo.

  22. lucypestifera

    ma prima che di destra (stronza) o di sinistra, il tradimento non è da stronzi tout court?
    “Parli di una che non considera “Sex and the city” monnezzone per stupide femmine, ma utile alla comprensione di certe questioni della vita come Montaigne…”: mi scusi, gemma, ma mi ha convinto con questa battuta che non leggerò il suo libro. prima di quest’affermazione pensavo che l’avrei fatto.

  23. vbinaghi

    “se ti amo ti possiedo e sei mia proprietà”
    Se questa è la premessa le conclusioni sono che il tradimento è emancipazione. Stronzate così non ne ho sentiter neanche dalle virago degli anni Settanta.
    Bisogna sempre rompere le scatole non ai narratori di fiction ma ai cattivi maestri, che pretendono di insegnare a vivere. E invece l’amore è altra cosa, si può tradire colpevolmente chi ci ama una volta, e questo può perfino introdurci alla dimensione tragica dell’imperfezione umana: dalla seconda in poi è regresso al premorale della sindrome di Peter Pan, altro che evoluzione e comunismo.
    Signorina lasci perdere l’amore e il comunismo che deve averli imparati sui bigini e si dedichi pure a ricamare aforismi sul bordo del niente, che si troverà in buona compagnia (di Iannozzi, per esempio)

  24. Iannozzi Giuseppe

    Tu invece con gli anni peggiori, come l’aceto, Valter. Valter, te lo dico in tutta sincerità: tu sei cattivo e basta. Cattivo come persona.
    Poi un giorno mi spiegherai chi sarebbero queste viragno degli anni Settanta. Perché da che mondo è mondo le virago ci sono sempre state. Come i marinai e le promesse non mantenute, i tradimenti e gli intrighi di palazzo.
    Valter, e datte ‘na svegliata, lì mortacci…

  25. vbinaghi

    Giuseppe, mi dici cattivo perchè ho il coraggio della pedagogia, cioè distinguere tra quello che è buono e quello che è tossico. Se nel tuo universo c’è posto solo per il bello e il brutto, non sei un’intelligenza buona ma un’intelligenza amputata. Io sinceramente questo non lo credo: credo che la galanteria t’impedisca di valutare oggettivamente le autrici, un po’ come il Meister, che mi pare decisamente meno affidabile quando recensisce le signore. Vorrei far notare che questo è vero maschilismo, ed è comunque una posizione culturalmente fragile.
    Con questo, basta litigare, che abbiamo già dato qui e altrove.
    Sta in pace, vecchio sciupafemmine.

  26. giovanni choukhadarian

    “Meno affidabile quando recensisce le signore”. L’apodittico Binaghi. Hai voglia o tempo di chiarire il dogma? Grazie in anticipo

  27. pamela

    “E invece l’amore è altra cosa, si può tradire colpevolmente chi ci ama una volta, e questo può perfino introdurci alla dimensione tragica dell’imperfezione umana: dalla seconda in poi è regresso al premorale della sindrome di Peter Pan, altro che evoluzione e comunismo.”

    Io trovo cupa e triste questa contabilità del tradimento, contabilità amorosa.
    In un racconto di Fitzgerald una donna, dopo aver appreso della morte del marito in un incidente aereo, trattiene il suo amante, amico del marito, perché solo tradendolo ancora avrebbe tenuto in vita l’amore (amore tra lei e suo marito).
    Io credo che a volte l’amore abbia bisogno del tradimento per sopravvivere. Sarà perché sono una virago degli anni Settanta, sarà perché non vedo il legame di parole come colpa e peccato con il sesso tra adulti consenzienti.

  28. giovanni choukhadarian

    E invece fu così bello parlare di peccato originale col Camillo Langone, stasera; e poi berci su del buon alsaziano, anche

  29. vbinaghi

    Non chiarisco un accidente Giovanni, se ti senti toccato riguardati le tue recensioni al femminile, se no rimandami pure a fare in culo.
    Quanto a Pamela, siccome di galanteria ho deciso di fare a meno, la tratto come tratto gli uomini e le dico che aggiungere sproloqui a sproloqui, e in più confondere fiction e filosofia conferma il giudizio sul naufragio dell’uteropensiero nato negli anni Settanta e invecchiato male.

  30. Iannozzi Giuseppe

    No, tu, Valter non hai coraggio. Nessun tipo di coraggio. Illudersi fa male, colpa del tuo carattere aristotelico.
    E soprattutto non pensare a me come a uno sciupafemmine virtuale, perché sei in errore: ti par logico che un cretino, un qualsiasi cretino, faccia lo sciupafemmine online, su un lit-blog per giunta? O___o Per quale virtuale ritorno? Mannaggia, questa volta sei riuscito davvero a farmi sganasciare dalla risate. ^__^

    Credo ci siano posti migliori per far lo sciupafemmine: è quella cosa che qualcuno chiama “realtà”.

    Comunque che ognuno si faccia l’idea che vuol di me, sbagliata o no che sia. Io ci guadagno in ogni caso, parola di bravo diavoletto. ^__*

    Su una cosa sono d’accordo. Basta litigare. Esci a farti una birra fresca. Io me la faccio, la bionda. La birra, che avevi capito? ^__^ C’è una birreria dalle mie parti che è davvero piena di belle fanciulle, che per fortuna non hanno niente a che vedere con le virago.

    Buona serata, e fate i bravi… ognuno secondo i propri pruriti. ^__*

  31. Gemma Gaetani

    @ Valter

    Non permetterti di dire dove e cosa ho imparato io, poiché non lo sai. Né di usare la parola “stronzate” per definire ciò che scrivo io senza nemmeno averlo letto, poiché ciò che scrivo non lo sai. Anche il concetto di dandysmo, non ha a che fare con me, e se non lo sapevi ora lo sai. Anche la categoria di virago, anni Settanta poi (io nei Settanta nascevo), non mi appartiene, e ora sai anche questo. Succede sempre così, a un dato punto, in questi litblog. Arriva uno e ti dà addosso perché sei donna, perché pensi, perché scrivi. Sa qualcosa di te come donna, di cosa pensi, di cosa scrivi? No. Tuttavia apre bocca e ti dà addosso. E se qualcun altro ti apprezza sarebbe per galanteria ergo per maschilismo: Dio mio, Valter.

    @ Lucypestifera

    Io non voglio convincere nessuno, né a leggermi né a non leggermi. Io scrivo. Se mi si vuole leggere lo si fa, altrimenti no.

  32. giovanni choukhadarian

    Mi sembra che ibBinaghi la butti in caciara. Peccato, e conferma ennesima che il web non è posto per discutere.

  33. vbinaghi

    @Gaetani
    perché sei donna (vittimismo a piene mani. Non è che l’elogio del tradimento son solo vecchie corna che prudono?)
    perché pensi (infatti su una fiction non letta non mi permetterei mai, ma qui si fa pedagogia, e le tue tesi sono riassunte in un modo che tu non smentisci, quindi si possono e debbono discutere)
    perché scrivi (ammetto,si dovrebbe leggere un libro prima, e io ne leggo moltissimi, ma t’informo che in Web si parla e si commenta praticamente sempre prima di leggere o invece di aver letto)

    @Chouka
    Tu mi hai conosciuto e lo sai che non sono uno che butta in caciara. Certo, in Rete si va per giudizi sintetici, come faccio io, o per provocazioni, come fai tu, e il gioco è un po’ questo.

  34. lucypestifera

    @gemma gaetani
    pensavo che i libri venissero scritti per essere letti e possibilmente tanto
    pensavo che le recensioni a questo servissero
    pensavo che l’opportunità che offre un lit-blog di confrontarsi con il pubblico potenziale fosse un’occasione per dire cose intelligenti, non superficiali e un tantino snob come quella che ho sottolineato.
    convengo che per certuni il web è il posto sbagliato per discutere. ma allora non ci provino nemmeno, soprattutto se liquidano le questioni con un lapidario “io scrivo” vs. il mio timido “io leggo”. cos’è, questa cosa di scrivere: una minaccia?

  35. cicci

    Binaghi, la prego, sia meno violento, e se ci riesce anche meno volgare, supporre che dietro il libro ci siano “vecchie corna che prudono” autorizza noi a pensare che dietro al suo “cristianesimo” ci sia solo una gran fifa di finire all’inferno.

  36. cicci

    eccone un’altra, cara Lucy, lei non ha detto un timido “io leggo” lei ha detto “te non ti leggo”, occorreva venire a dirlo qui, se non per voglia di menar le mani?

  37. cicci

    è strano come quelli che si lamentano della cattiva qualità dei lit blog siano poi i primi a farli degenerare

  38. vbinaghi

    @Cicci
    L’inferno è già adesso.
    Teologicamente: il rifiuto consapevole dell’amore.

    Quanto alla volgarità, invito a rileggere l’intero thread e a decidere se è più volgare usare parole come “stronzate” o spiccare perle di pensiero come

    “il tradimento è comunismo”

  39. lucypestifera

    scusi cicci, ma lei è l’alter-ego della signora gemma? il suo gentiluomo per procuratore? vengo a dirlo qui: e dove? qui c’è la rece, mica altrove. pure la rima. che noja questa storia che se uno non tace e/o acconsente vuol menar le mani.
    io non sono entrata nel merito dei contenuti del libro: come potrei? dico che l’impressione non è di spessore, ma neanche di leggerezza, che è la cosa più seria al mondo.
    e poi cicci o coso o pizzicarolo, parli per sé.

  40. Iannozzi Giuseppe

    @ BINAGHI

    Valter, la birra alla fine non te la sei fatta. 🙁

    Cerca di capire: a ogni parola che aggiungi peggiori la tua già tanto brutta bruttissima figuraccia.

    Avevi detto che non avresti perso altro tempo qui, per questa discussione. Ed invece sei qui, ancora qui. Riflettici. Ma in silenzio, per cortesia.

  41. cicci

    Binaghi, l’ho appena letto in continuità, ed è proprio nella continuità dei suoi interventi, nel loro tono, oltre che nel lessico che lei privilegia che vedo violenza, e come secondo apporto, la volgarità di quelle “corna” che pruderebbero.

  42. giovanni choukhadarian

    “In Web si parla e si commenta praticamente sempre prima di leggere o invece di aver letto”, sostiene Binaghi.
    Fosse un dogma, nessuno oserbbe discuterlo. Si tratta invece di un’asserzione del Binaghi, e in quanto tale la si può discutere ovvero negare affatto – e.g., dai tempi di Usenet, c’è chi parla non sapendo di che cosa parla, c’è altri che si comporta diverso.

  43. lucypestifera

    a’ ci’: io non ho detto “te non ti leggo”. e poi dove dovrei andare a dire (quello che non è un giudizio) se non qui, dove ho trovato la recensione? tutte le volte che uno non tace assentendo, ma esprime un parere contrario (contrario?) è per menar le mani…questa cosa è proprio nojosa, via! e poi, ci’: che per caso lei è il procuratore della signora gemma, o il suo pizzicarolo, fruttarolo, pedicure, maggiordomo? no, nessuna di queste professioni: perché lo sa un serio professionista della frutta che se er cliente arza na percocca bella gialla e sotto ce sta na macoletta la ripone, nun la compra: e se sbaja de grosso, perché magara è bbona mejo dee mejo. ma la ripone: sarà er fruttarolo professionista a di’: signo’ se piji queste che anco si nun pareno bellissime so’ e’ mejo. ecco, ci’: te nun sei professionista.

  44. cristiano prakash dorigo

    @ binaghi
    premetto che spesso concordo coi tuoi commenti benché, temo, rischino l’autocompiacimento di chi si è convinto che essere contro, corrisponda automaticamente con l’essere nel giusto. in termini percentuali, poi, essere contro è molto più semplice che essere a favore ( questa vita e questa gente è davvero esecrabile).

    credo inoltre che la domanda “sulla necessità” dei libri altrui, se fatta in buona fede, inviti a porsi la stessa domanda coi propri, di libri.
    ultima annotazione: riesci a commentare dicendo il tuo pensiero senza dover mitragliare citazioni a supporto?

    detto questo, in pace, in fiducia circa l’onestà di tutti, saluto.

  45. vbinaghi

    Direi che ho detto a sufficienza, e anche spiegando perchè e in che senso sono intervenuto.
    Io la violenza la vedo nell’approssimazione e nel nichilismo in sedicesimo, quanto alle certezze, non ne ho moltissime ma tra le poche che questa sia cattiva pedagogia, ma probabilmente sono strabico.
    Quanto alla necessità di ciò che scrivo, qui non è in questione, e comunque certamente è un problema che mi pongo ogni volta che metto mano a un libro. Prima di tutto chiedendomi (kantianamente) come sarebbe il mondo se tutti leggessero questo libro e ne trovassero motivi per attuarne la moralità implicita (anche i romanzi ne hanno sempre una).
    Invitando chiunque a fare altrettanto, passo e chiudo.

  46. giovanni choukhadarian

    Cònt ôn cincinìn del Kant, exit Binaghi. Vivi consensi dall’emiciclo

  47. cicci

    gentile (?) Lucy, che dire? mi sto scervellando, l’unica cosa che mi viene in mente è che ammiro la sua energia

  48. lucypestifera

    per via dei due commenti? per tre ore non ne è comparso neanche uno e andava benissimo. nessuna energia nessuna polemica. basta non attribuire significati ulteriori a quello che uno dice, rispondere alle domande, possibilmente di tutti. che già il mezzo è una complicazione.
    mi astengo dalle chiacchiere. ho sottolineato solo quello che ho sottolieato. punto. buon resto di domenica.

  49. Iannozzi Giuseppe

    Valter, giuro che il secondo Iannozzi, quello con il link a te dedicato, non sono io. Mi ero trattenuto dal fare la segnalazione su LPELS. 🙂 Anche se non ho potuto far a meno di esser cavaliere anche con te e scrivere il post. :-))) Insomma, la segnalazione è un atto di disobbedienza spirituale operata da qualcuno di cui non sia e che in ogni caso ringrazio, non avendo avuto io il coraggio di indicare questo modesto tributo alla tua sempre persona con il cuore ben stretto in mano. :-)))

    Suvvia, Valterone, me ne hai combinate così tante, ma così tante… Ridici sù. Cioè sotto. Sottoterra intendo. Mamma mia, Valter. 😀

  50. francescomarotta

    sono escluse da questo spazio opinioni e forme di discussioni che non siano fondamentalmente rispettose delle differenze, che ricorrano all’insulto o comunque alla denigrazione

    Meno male!!!

    fm

  51. Iannozzi Giuseppe

    Giusto, Iannozzi II. Secondo me tu sei un indiano, un sioux. Però, Iannozzi II, tieni presente che l’imperituro dispregio fu da prima giurato da quell’essere, che il mio core ha creduto di poter spremere nella sua mano, manco fosse un limone di Sicilia. Lui per primo tradì, senza aver di me alcuna conoscenza diretta o indiretta. E oggi fa lo stesso, fedele a sé stesso, sprezzante: pur non avendo letto il libro, azzarda giudizi, spara e dove coglie coglie, con autocompiacimento non meno morboso di certi balordi che dai cavalcavia, per noia, gettano pietre e massi addosso agli automobili. C’è o non c’è viltà in un essere siffatto? Il libro di Gemma Gaetani non l’ha letto, però si arroga di aver la verità in mano, manco Dio gliel’avesse conficcata nel cervello con un’illuminazione di chiodi e sanie.

    Non ricordo chi lo disse, ma qualcuno lo disse: gli scrittori sono tutti amici fra di loro. Amici come quei serpenti che Milton ha dipinto nel suo paradiso perduto: striscianti sulle pance. Tu, Iannozzi II, ricordi chi lo disse? Tu che sei ‘tanto tanto’ in letteratura, tu rimembri o la mente ti è obnubilata dai fumi del sabato alle spalle?

    Io aspetto solo che faccia la sua comparsa Iannozzi III.

  52. Iannozzi Giuseppe

    Infatti mi domando ancora come mai Valter Binaghi, che ha sputazzato fino a due secondi fa, non sia mai stato ripreso da nessuno. Tutto il resto è una conseguenza che Valter si è andato cercando. Anzi, che si è costruita con le sue proprie mani.

  53. Gemma Gaetani

    @ Valter e Lucy

    Stento a comprendere tanta acredine nel supporre/dedurre cose su di me e lanciarle in aria… Corna mal digerite? Ma per favore! Ho fatto un monumento letterario partendo dai documenti delle corna subìte una volta, allegandoci altro che non credo troverete mai in altri libri, e non fatemi parlare in analisi perché oggi è un giorno di maggio e non del mese dei morti, e si intitolava “Colazione al Fiorucci Store (Milano)”. Io vittimistica? Sono una donna che ti sbrana Valter se mi attacchi a sragione, e in privato e in pubblico, e in vita vera e in vita virtuale. Veramente non so cos’altro dire se non: ma Valter, ma Lucy, ma calmatevi, leggetevi il libro (rubatelo in libreria, leggetelo a scrocco in libreria, che sia chiaro che non è un invito all’acquisto). Se a quel punto confermerete il vostro giudizio sulla mia inutilità per la scrittura, lo farete con cognizione di causa, e butterete quel libro nel secchio dell’immondizia. Altrimenti è tutto un parlare a vuoto e a tratti a vanvera, e se tu Valter parli di rapporto con la moralità quando scrivi libri dovresti sapere che per uno scrittore è scrivere anche apporre commenti in un blog, anche pensare, anche morire, anche lo stesso vivere. E dovresti sapere chi è Antonio Gramsci, e conoscere i suoi Quaderni del carcere, le riflessioni sul nazional-popolare, l’auspicio che artisti ed intellettuali italiani ne diventassero interlocutori. Questo mi muove a considerare “Sex and the city” in un’ottica culturale. La concezione non snobistica del nazionale, del popolare, del popolo (di cui io stessa faccio parte, altro che il lusso che ti pare propedeutico al genio) e del nazional-popolare.

    @ tutti gli altri

    Non so che dire. A me i linciaggi non fanno paura, e prima di farmi perire ce ne vuole, tuttavia mi scuso io per prima se a causa involontariamente mia un blog che si consacra a poesia e spirito diventa un ring. Continuo a pensare che se un uomo avesse sostenuto che tradire è comunista si sarebbe stati tutti lì sconvolti e commossi a riflettere, l’ha detto una donna, giù con le illazioni personali. Che tristezza, che pietà.

  54. pamela

    Binaghi ha ragione. Non bisogna disturbare Binaghi mentre sta filosofando. Egli sa bene cos’è morale, immorale e premorale. Egli ha contabilizzato la moralità. Non disturbiamo il conducente con citazioni letterarie, se non sono omologate alla sua triste pedagogia.
    Ricordo che quello che lui chiama uteropensiero ha provocato l’introduzione del divorzio in Italia, la modifica del diritto di famiglia, i consultori familiari, la legge sulle pari opportunità, la liberalizzazione dei contraccettivi, l’approvazione della legge sull’aborto, i centri antiviolenza, le Case delle donne. Probabilmente Binaghi di tutto questo avrebbe fatto volentieri a meno.
    L’uteropensiero, che io più volentieri chiamo femminismo, è stata un’esplosione di gioia e libertà per me e molte donne della mia generazione e ci tiene lontane per sempre dai similBinaghi.

  55. krauspenhaarf

    io l’ho sempre detto che tradire è comunista, ecco perchè sono sempre stato anticomunista.

    poi magari non è proprio del tutto vero che il divorzio ecc. ce lo hanno regalato le femministe, che da un lato ringrazio e dall’altro mi fanno pena.

    quelle oltranziste, certo.

    il libro di gemma è molto godibile e presenta aspetti molto interessanti. certo è che le corna fanno audience – e mi auguro numero alto di lettori – per gemma che conosco come un’amica sensibile.

  56. Iannozzi Giuseppe

    “Che tristezza, che pietà.”

    E’ vero, cara Gemma. Purtroppo vi è chi pensa non con il cervello ma con le emorroidi enfie di sangue e di merda.

  57. francescomarotta

    Questo va incorniciato e messo in alto a destra: fa lievitare le statistiche del blog e il numero dei contatti.

    Auguri LPELS.

    Un saluto a tutti, in particolare a G.M., F.S. e G. N.

    fm

  58. Iannozzi Giuseppe

    E’ spuntato Iannozzi III.

    Adesso si attende l’uscita di Iannozzi IV, dopodiché dovrebbero essere finiti.

    @ IANNOZZI II
    @ IANNOZZI III

    Non mi somigliate per niente.

  59. lucypestifera

    non mi piace stare avvinta come l’edera: però, gentile gaetani, nemmeno mi va che aver giudicato poco entusiasmante un suo riferimento a sex&the city venga scambiato per acredine, pre-giudizio etc. non è nemmeno colpa mia se si leva in volo uno stuolo di cavalieri serventi appena uno azzarda un diniego. tra l’altro non sulla sua opera ma solo su una frase poco allettante. tutto qui. non mi sognerei mai di invocare la filosofia morale, non ne sono in grado, specie per denigrare alla cieca un lavoro. scusi, ma sex&the city sarà popolare, ma non nazional e molto poco rappresentativo credo anche del popolo. è questo che intendevo.

  60. Dubitator

    Ma quindi il post in cui Binaghi viene accusato di dissotterrare e stuprare i cadaveri è un fake? Non è il vero Iannozzi??? Ma non è sul suo blog di sempre? Lo hanno hackerato?

  61. Iannozzi Giuseppe

    Il blog è il mio, Dubitator… che fantasia per un nick… potevi trovar di meglio. A volte la tua intelligenza mi sorprende sfavorevolmente.

    Non l’ho fatta io la segnalazione, bensì un certo Iannozzi II, ovvero tu o uno dei tuoi compari di merende. Niente di nuovo alla luce del sole. I soliti trollacci in odor di stalinismo censorio.

    Continuate pure a divertirvi qui su LPELS dove vi si lascia liberi di fare gli stupidi. Però non vedo davvero che ve viene di buono.

  62. vbinaghi

    Colgo l’occasione per segnalare che il dissotterratore di cadaveri è stato informato stamattina di una richiesta d’indagine a suo carico per essere l’autore di questo, pezzo, postato giusto tre anni fa su LPELS
    http://www.lapoesiaelospirito.it/2007/06/09/il-deficiente-cosmico/
    Così il gestore del blog, che cassa commenti critici e lascia insulti purchè rivolti a me, saprà che anche lui (loro?) avrà probabilmente qualche problema.
    E intanto, letterate e poetesse della domenica, impareranno la differenza di chi di diritti chiacchiera e di chi i diritti li difende. Poi tornino pure a giocare con le figurine dei surrealisti.

  63. Gemma Gaetani

    Binaghi:

    Questo è l’ultimo commento che scrivo su questo posto. Ricevendo le notifiche dei commenti altrui a questo post e stando al pc per altri motivi e non considerando feccia niente e nessuno poi vado a leggere. Sono stanca, Binaghi, di essere gentile con chi non è gentile con me. Esattamente come Silvio Berlusconi. Letterata e poetessa della domenica dillo a tua sorella. I miei versi vivono al di là del tuo assenso, e hanno senso al di là dei tuoi rabbiosi insulti. Così le mie parole di pamphlet o qualsiasi altra cosa. Esse rimarranno, le tue eiaculazioni di rabbia a me rivolta no. Insegni pure filosofia: ripìgliati. E impara l’educazione. E impara, perché forse non lo sapevi e non lo sai visto che ti lamenti tu vittimisticamente di aver ricevuto avviso di un’indagine a tuo carico per un pezzo pubblicato qui sopra, che le parole sono cose, se non si è vigliacchi o millantatori scrivendone uno scrittore se ne assume la responsabilità totale. Vacci tu a giocare con le figurine: mi pare veramente che hai bisogno di ritrovare una minima serenità (mentale). Idiota. Te lo riscrivo. idiota. Ecco: querelami. Mi ci pago pure un avvocato per dimostrare quanto un uomo può essere un idiota e un violento.

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