La cricca dei sacrifici

Dopo che per tutto il 2008 e il 2009 i rappresentanti del governo hanno detto e ripetuto che andava tutto bene, benissimo, che la crisi era un’invenzione dei disfattisti che remavano contro, oggi, all’improvviso, si sono accorti che la crisi esiste. E, da governanti accorti quali sono, corrono ai ripari, con coraggio e senso di abnegazione. La manovra del governo, chiamata dai sindacati “Lacrime e sangue”, è rivolta soprattutto al cosiddetto “settore bancomat”, cioè il pubblico impiego, e prevede: blocco delle retribuzioni per 4 anni, quindi fino al 2013; restituzione degli incrementi eccedenti il 3,2% eventualmente previsti nei contratti 2008-09; blocco degli scatti di anzianità nella scuola e università; riduzione del 50% delle spese per la formazione del personale; riduzione del 50% delle spese per il personale a tempo determinato; riduzione del 50% delle spese per le missioni; proroga per altri 2 anni del blocco delle assunzioni; riduzione delle finestre di uscita per il pensionamento con slittamento di un anno dalla maturazione dei requisiti; donne in pensione a 65 anni dal 2016 anziché dal 2018; liquidazione pagata in ritardo ed in tre tranches.

Ricordiamo che lo stipendio medio di un impiegato di categoria “C”, per il quale è richiesto il titolo di scuola superiore è di 1000 – 1100 euro mensili.

Ma!
(da L’espresso in edicola fino al 3 giugno)
L’occasione è ghiotta e la casta è sempre in agguato, anche quando, a parole, tutti concordano sulla necessità di ridurne i privilegi. La riforma federalista di recente approvazione ha riconosciuto a Roma lo status di ente territoriale a sé stante, sintetizzato nella formula “Roma capitale”. A volerlo furono i vertici dell’allora Alleanza Nazionale che così compensarono le ansie federaliste della Lega. L’idea di Roma capitale è ispirata allo status di Berlino e di Washington, con un autogoverno svincolato dalle regioni di appartenenza. E ora, nel nuovo impianto istituzionale per la città guidata da Gianni Alemanno, qualcuno tenta già di approfittare. I consiglieri comunali capitolini, navigando sott’acqua, lavorano affinché venga loro riconosciuta una condizione pari a quella dei consiglieri regionali. Significherebbe passare a un’indennità di poche migliaia di euro, legata alla partecipazione alle sedute consiliari e di commissione, a un ghiotto stipendio di 11.000 euro netti al mese più assicurazione sanitaria e contribuzione previdenziale capace di fare scattare la pensione a fine mandato. Come accade in questi casi, si tenterà di nascondere il riconoscimento all’interno dei decreti attuativi sul federalismo. In tempi di risparmi non è male.

13 pensieri su “La cricca dei sacrifici

  1. Giovanni Nuscis

    E’ certo che non si auto sopprimeranno mai, ma dilagheranno come un cancro fino alla metastasi del tessuto sociale. Sarebbe se no bastata una legge costituzionale di poche righe per eliminare le province e ridurre parlamentari e consiglieri regionali e comunali e i loro emolumenti. Con la gratuità dell’incarico (a parte ragionevoli rimborsi spese) e senza laute pensioni sparirebbe tutta o quasi, questa categoria antropologica di piccoli uomini ambiziosi e inutili. Non ho visto infatti vessilli politici in questa direzione, né scioperi della fame.
    Permanendo gente del genere è difficile aspettarsi di meglio, e non possiamo nemmeno permetterci di non votare, per evitare il peggio.

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  2. annamaria orlandi

    Si dice che gli statali sono fannulloni, inutili, massa clientelare. Quando,però, si paragonano gli stipendi dei professori europei a quelli dei docenti italiani, si nota una notevole dfferenza. In fondo a nessuno importa la qualità dell’istruzione. Sono i primi,tuttavia, a subire tagli e decimazioni.Si potrebbero tassare le rendite,si potrebbe reintrodurre l’ICI per le abitazioni di lusso e far pagare davvero gli evasori.Invece si tartassano sempre gli stessi. Mi ricordo gli insulti a Prodi per l’inasprimento fiscale,che forse oggi non ci fa essere già come la Grecia,e le critiche feroci sulla tracciabilità dei pagamenti voluta da Bersani.Riconoscessero almeno,gli attuali governanti, di averci preso in giro alla grande.

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  3. Iannozzi Giuseppe

    Critiche sterili.
    Gli statali ahime’ li vedo quasi tutti i giorni che si grattano o che stanno davanti alle macchinette del caffè a lamentarsi, quando non a cornificarsi. A Napoli poi riuscire a trovare un ufficio aperto al pubblico è una odissea. I fannulloni, e badate bene che parlo dei *** soli fannulloni *** devono essere cacciati a calci in culo da enti statali, comunali, università. Sono loro, anche loro che hanno portato la fame in Italia.

    Si parla tanto di istruzione… certo… peccato che i giovani non leggono manco le istruzioni per usare la carta igienica: e questo è un dato di fatto. Non ci puo’ essere istruzione in un paese di giovani-vecchi la cui più alta aspirazione è cannarsi a un concerto dei Green Day e raggiungere l’ultimo livello di Doom. Questa è l’Italia.

    Gli italiani, il popolo italiano è il primo a prendersi in giro: fottono a destra e a manca, chi in grande chi nel suo piccolo. Alla fine tutti uguali, marci dentro fino al midollo.

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  4. Iannozzi Giuseppe

    E da evidenziare: i fannulloni tolgono posti di lavoro a coloro che sono in cerca di occupazione, ai giovani che vorrebbero lavorare. I fannulloni sono a tutti gli effetti degli sporchi ladri.

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  5. flora restivo

    Ma dai, va tutto bene, la crisi l’abbiamo alle spalle, il nostro paese è quello che ne sta uscendo meglio degli altri, devo continuare l’elenco di invereconde ca…volate che ci tocca sorbirci in continuazione?
    Mi chiedo: quanta è nostra colpa tutto questo? Perché abbiamo tollerato che accadesse?Fino a quando “abutere etc…?
    Ho visto Ballarò, ieri sera e non aggiungo altro.
    Sì, moltissimi impiegati, come dire, “si grattano”, moltissimi si fanno i santissimi cavolacci propri, tuttavia è dai loro stipendiucci e non dagli stipendioni di gente che “si gratta” con maggior perizia, che si va ad attingere.
    I fannulloni sono degli sporchi ladri, siamo d’accordo, allora, da chi incominciamo? Da chi ruba 1000 euro o da chi ne rapina centinaia di migliaia?
    Qualunquismo? Può darsi.

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  6. annamaria orlandi

    Ci sono insegnanti -io conosco bene questa categoria di statali-che lavorano poco e male, altri che lavorano con competenza e spirito di servizio .Questi sono i più numerosi. Tutti,comunque,pagati pochissimo.La burocrazia è un organismo pletorico e scarsamente produttivo.Perchè non cercare di farlo funzionare? Forse anche gli impiegati che si grattano gradirebbero una diversa occupazione.Gli insulti e le minacce di Brunetta non Hanno neppure scalfito l’ organizzazione della pubblica amministrazione. A Ballarò ho sentito il senatore Morando dire:”bisogna riorganizzare la pubblica amministrazione andando in ogni ufficio…..”La cattiva abitudine di fare di ogni erba un fascio non ci porta da nessuna parte. Condivido con Flora Restivo l’impossibilità di qualificare un certo intervento a Ballarò,come condivido l’analisi sulla manovra economica,che colpisce selettivamente.

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  7. lucypestifera

    certo che le due foto…la dicono lunga! non ho più voglia di commentare. so solo che il mio stipendio fra quattro anni sarà da sotto i ponti. la “trota” credo guadagni circa novemila euro al mese! può essere che sia un genio incompreso, ma ne dubito. cancellerei le province, ma anche le regioni, solo per togliere di mezzo lui. com’è comodo il sistema, eh, umbertino, quando si tratta di mettere dentro un figlio d…iscolo?!

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  8. Iannozzi Giuseppe

    I ladri sono ladri, siano essi piccoli o grandi.
    Ora a me uno STATALE che si fa i cavoli propri e si gratta tutto il santo giorno non sta affatto bene. E sai perché?

    – occupa un posto di lavoro che potrebbe essere occupato da una persona disoccupata e che ha voglia di lavorare con onestà e professionalità;

    – arreca un danno enorme alla *** utenza *** e allo Stato

    Alla luce di ciò, che il fannullone per grattarsi le balle si becchi a fine mese 1.100 euro e poi la 13ma e la 14ma, non sta affatto bene. Proprio per niente. Ogni anno ruba 50.000 € tra stipendio e contributi versati. Allora se si vuole il posto fisso che si lavori.

    Lo stesso discorso vale per il politico e il parlamentare, che si becca 10.000 e 20.000 € al mese e che invece di fare il suo lavoro si gratta le balle.

    Incominciamo da tutti, da piccoli e grandi: i fannulloni sono dei ladri, non ci sono scusanti. Chissà come mai ad esempio, Marrazzo, continua a prendere lo stipendio… e la Rai ha già detto che ha diritto a tornare in Rai per via del suo contratto…. con tutto quello che ha fatto. Cominciamo da TUTTI. NESSUNO ESCLUSO.

    Le università sono piene di facoltà inutili che sono solo dei costi. E’ un dato di fatto.
    Sono un danno perché tolgono LAVORO a quei ricercatori seri che vorrebbero lavorare ed essere retribuiti il giusto.

    Fare fuori i fannulloni, le facoltà inutili, significa creare di fatto maggiori opportunità. Ma sin tanto che continueranno ad esserci migliaia di fannulloni (ogni fannullone costa allo stato 50.000 € – quanti sono i fannulloni statali? Migliaia.), facoltà fuori di testa come Igiene e Benessere del Cane e del Gatto etc. etc., si continuerà ad alimentare il solo mercato della disoccupazione. Finché ci saranno facoltà come Verde Ornamentale e Tutela del Paesaggio, si continueranno a buttare soldi nel cesso. Solo in Italia abbiamo simili sprechi a dir poco surreali e che eppure esistono a tutto danno degli italiani onesti.

    Si cominci con lo sfoltire tutti questi mali, poi si penserà anche agli stipendi. Non è possibile aumentare gli stipendi degli statali ora: perché, tra le altre cose, significherebbe aumentare anche gli stipendi di migliaia di fannulloni che sono nei Comuni, nelle Regioni, nelle Università, negli Enti pubblici.

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  9. mbaldrati

    Iannozzi, hai scritto e riscritto e ancora riscritto queste cose con tanto di grassetto. Ora basta, perché diventa una sorta di delirio demens. Abbiamo capito.

    Il fatto fondamentale, che va evidenziato, è che questa classe politica ha al centro un blocco sociale ben preciso, che ha come obiettivo quello di spolpare fino all’osso il lavoro dipendente, in particolare il pubblico impiego. Ricordo che lo diceva sempre il povero Edmondo Berselli, quando ancora non era così evidente.

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  10. Giovanni Nuscis

    Il reclutamento e l’azione amministrativa, nel lavoro pubblico, sono sottoposti a regole, cosa che non avviene nel lavoro privato. La maggior parte dei dipendenti hanno superato un concorso pubblico – aleatorio, certo, e non sempre equo e trasparente – ma che costituisce comunque una garanzia a salvaguardia della funzione pubblica. Dal 1990, sono lentamente entrati nelle organizzazioni pubbliche meccanismi volti a garantire la trasparenza, la semplificazione dei procedimenti amministrativi, la buona comunicazione e l’efficienza. Esistono nella P.A. molte e insospettate realtà di eccellenza che credo pochi conoscano (Vedi Forum della formazione, che premia ogni anno i migliori progetti realizzati), a dimostrazione di un lavoro umile e fattivo che tira per la sua strada non ostante le retribuzioni da terzo mondo e il disprezzo montato su in modo irresponsabile, per via mediatica, dagli stessi vertici politici, a giustificazione di trasferimenti massicci di denaro pubblico a un sempre più ampio sottobosco amicale clientelare. I fannulloni sono un danno sociale a tutti i livelli, il sistema di controlli e di valutazione sempre più in uso nella P.A. conterrà senz’altro, nel tempo, i casi di abuso e di cattiva amministrazione ma non l’emorragia squalesca di risorse necessarie per dare funzionalità e dignità a un’apparato imprescindibile per l’esistenza e la deambulazione dello Stato. Eh sì, perché senza lavoratori pubblici non esiste né Stato né organizzazione sociale.
    Giovanni

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  11. fernirosso

    ma non sono i ministri appartenenti anch’essi alla pubblica amministrazione? Dunque anch’essi sono prima di ogni altro parte da epurare, sanare dai tanti astensionisti,qualunquisti,menefreghisti, affaristi specialisti per appropriazione indebita di cosa pubblica. Sono stati tagliati i gironi minori e che troppo hanno peso sulla situazione futura del paese.A differenza di questi che stanno ad alto livello gerarchico,la base è produttiva, sopposrta il carico, lo sforzo, chi sta in alto, gira con il vento, come una banderuola. Dunque decimare le cime delle fronde, sarebbe solo di impulso per le radici.Il paese sta andando avanti nonostante loro non costruiscano che problemi.Dunque la soluzione è già pronta.

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