Dopo che per tutto il 2008 e il 2009 i rappresentanti del governo hanno detto e ripetuto che andava tutto bene, benissimo, che la crisi era un’invenzione dei disfattisti che remavano contro, oggi, all’improvviso, si sono accorti che la crisi esiste. E, da governanti accorti quali sono, corrono ai ripari, con coraggio e senso di abnegazione. Continua a leggere
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Una replica
(Riceviamo e volentieri pubblichiamo una replica dei giornalisti de L’espresso Stefano Pitrelli e Gianni Del Vecchio all’articolo Notizia l’è morta 2, pubblicato qui)
Caro Baldrati,
essendo incappati nel tuo post a commento della nostra inchiesta (“La carica dei 500.000”, L’Espresso 23/5/2008), ci preme fare qualche precisazione di merito.
“Perché la tesi è già scritta da tempo, e i dati che vengono forniti, numeri, percentuali, citazioni da studi, servono solo per confermarla: gli enti pubblici vanno ridimensionati, e i servizi esternalizzati (cioè affidati a privati)”.
Notizia l’è morta 2
di Mauro Baldrati
Continua, con grande, incontenibile slancio, la campagna anti dipendenti pubblici, che ha alle spalle la vera motivazione, cioè un attacco al servizio pubblico, il suo progressivo smantellamento e la privatizzazione di settori sempre più importanti.
L’ultimo capitolo di questa gigantesca opera propagandistica è il servizio portante del numero de L’espresso in edicola. Meno isterico del programma de La7 (già commentato qui), con un taglio più giornalistico, apparentemente più scientifico, è tuttavia un esempio di come dati reali, se esposti con una finalità ben precisa, perdano la loro valenza per essere usati come strumenti di propaganda. Perché la tesi è già scritta da tempo, e i dati che vengono forniti, numeri, percentuali, citazioni da studi, servono solo per confermarla: gli enti pubblici vanno ridimensionati, e i servizi esternalizzati (cioè affidati a privati).
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Notizia l’è morta
di Mauro Baldrati
Lunedì sera, su La7, è andato in onda il programma Exit, condotto da Ilaria D’Amico. Il titolo era “Fannullopoli”. E’ un argomento, questo, utilizzato a piene mani dai media, perché si aggancia perfettamente a certi luoghi comuni popolari (i dipendenti pubblici sono tutti dei mantenuti che ci costano miliardi), come la sicurezza del resto (il mondo è devastato dal crimine e i criminali sono immigrati). I media enfatizzano i fatti, per sfruttare l’emotività, la paura, sentimenti che vengono per così dire nutriti dalle stesse notizie enfatizzate. Anche i politici soffiano sull’emotività popolare, a caccia di consensi: abbiamo visto il candidato e futuro sindaco di Roma Alemanno precipitarsi sul luogoci di uno stupro, seguito dalla televisione; mi ha ricordato Giancarlo Cito, il mitico sindaco di Taranto che andava sui cantieri ripreso dalla sua televisione Antenna 6 mentre sgridava gli operai perché battevano la fiacca.
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