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Nessuno tocchi la Costituzione – di Salvatore SETTIS

Nel 2006 ben 16 milioni di italiani bocciarono una riforma costituzionale che ora si vuole rilanciare. Il vero problema è la mancata attuazione di diritti cruciali come quello al lavoro. Altro che le modifiche…

di Salvatore Settis, da L’Espresso, 21 giugno 2013

La Costituzione è sotto attacco su tutti i fronti. E nessun tema è “di nicchia”, perché la Costituzione non è una litania di articoli isolati, ma una sapiente architettura di principi. In essa, anche il diritto alla cultura (istruzione, ricerca, tutela) è strumento di eguaglianza, giustizia sociale, libertà, democrazia. Ma le modifiche costituzionali di cui si parla in clima di larghe intese non sono indirizzate a questi grandi traguardi. Tendono, invece, a consolidare l’impasse della politica, il “pilota automatico” che assoggetta i governi al potere finanziario, fuori da ogni controllo democratico. Si inventano conventicole arbitrarie e si osa chiamarle “Costituente”: ma un Parlamento eletto con il Porcellum non è legittimato a esprimere nessuna Costituente. E perché Berlusconi non “stacca la spina”al governo Letta, se non perché punta a una riforma simile a quella bocciata dal referendum del 2006? Con il governo Monti, la modifica dell’art. 81 (pareggio di bilancio) fu approvata, senza referendum, dalla stessa maggioranza che appoggia ora il governo: è già pronta a varare una Costituzione presidenzialista ad personam? Continua a leggere

‘Presidente, salvi l’università’ – di Alberto Abruzzese

DA l’ESPRESSO

Caro Giorgio Napolitano
Presidente della Repubblica Italiana,

un tempo, nel tempo del Pci, ci siamo dati il ‘tu’ comunista e poi, passati gli anni e percorsi destini non poco diversi, con lei ho potuto conservare il ‘tu’ amicale, e quindi, se ora le scrivo dandole il ‘lei’ che segna la deferenza di un cittadino nei confronti del suo Presidente della Repubblica, è perché intendo dare a questa mia lettera il massimo di solennità possibile nella sincera speranza che leggendola, sia il Presidente a sentirsi investito della responsabilità di esprimersi sulla drammaticità del problema in essa sollevato. Continua a leggere

Una replica

(Riceviamo e volentieri pubblichiamo una replica dei giornalisti de L’espresso Stefano Pitrelli e Gianni Del Vecchio all’articolo Notizia l’è morta 2, pubblicato qui)

Caro Baldrati,

essendo incappati nel tuo post a commento della nostra inchiesta (“La carica dei 500.000”, L’Espresso 23/5/2008), ci preme fare qualche precisazione di merito.

“Perché la tesi è già scritta da tempo, e i dati che vengono forniti, numeri, percentuali, citazioni da studi, servono solo per confermarla: gli enti pubblici vanno ridimensionati, e i servizi esternalizzati (cioè affidati a privati)”.

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Notizia l’è morta 2

di Mauro Baldrati

Continua, con grande, incontenibile slancio, la campagna anti dipendenti pubblici, che ha alle spalle la vera motivazione, cioè un attacco al servizio pubblico, il suo progressivo smantellamento e la privatizzazione di settori sempre più importanti.
L’ultimo capitolo di questa gigantesca opera propagandistica è il servizio portante del numero de L’espresso in edicola. Meno isterico del programma de La7 (già commentato qui), con un taglio più giornalistico, apparentemente più scientifico, è tuttavia un esempio di come dati reali, se esposti con una finalità ben precisa, perdano la loro valenza per essere usati come strumenti di propaganda. Perché la tesi è già scritta da tempo, e i dati che vengono forniti, numeri, percentuali, citazioni da studi, servono solo per confermarla: gli enti pubblici vanno ridimensionati, e i servizi esternalizzati (cioè affidati a privati).
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