Nel 2006 ben 16 milioni di italiani bocciarono una riforma costituzionale che ora si vuole rilanciare. Il vero problema è la mancata attuazione di diritti cruciali come quello al lavoro. Altro che le modifiche…
di Salvatore Settis, da L’Espresso, 21 giugno 2013
La Costituzione è sotto attacco su tutti i fronti. E nessun tema è “di nicchia”, perché la Costituzione non è una litania di articoli isolati, ma una sapiente architettura di principi. In essa, anche il diritto alla cultura (istruzione, ricerca, tutela) è strumento di eguaglianza, giustizia sociale, libertà, democrazia. Ma le modifiche costituzionali di cui si parla in clima di larghe intese non sono indirizzate a questi grandi traguardi. Tendono, invece, a consolidare l’impasse della politica, il “pilota automatico” che assoggetta i governi al potere finanziario, fuori da ogni controllo democratico. Si inventano conventicole arbitrarie e si osa chiamarle “Costituente”: ma un Parlamento eletto con il Porcellum non è legittimato a esprimere nessuna Costituente. E perché Berlusconi non “stacca la spina”al governo Letta, se non perché punta a una riforma simile a quella bocciata dal referendum del 2006? Con il governo Monti, la modifica dell’art. 81 (pareggio di bilancio) fu approvata, senza referendum, dalla stessa maggioranza che appoggia ora il governo: è già pronta a varare una Costituzione presidenzialista ad personam? Continua a leggere→