Articolo di Vittorio Coletti apparso su “La Repubblica”
C’è anche un luogo meno frequentato e noto da cui osservare la nostra società ai tempi della nuova epidemia. Sono le case di riposo, le residenze per gli anziani, per gli affetti da malattie neurodegenerative. Le necessarie precauzioni per limitare i contatti e quindi i contagi, diventate ora più stringenti e severe, stanno di fatto tenendo fuori da questi luoghi i parenti dei malati, con quell’insieme di attenzioni affettuose, compagnia e cure personalizzate e aggiuntive che, direttamente o attraverso badanti esterne, essi assicuravano ai loro cari. Ora, i vecchi, i dementi stanno riuniti in atroci saloni, guardano il vuoto delle ore, come una sorta di schiera dolente in attesa rassegnata della fine, per lo più in un silenzio pesante, rotto solo a intermittenza dall’urlo o dal gemito di qualcuno che sta peggio o dai vani, per quanto generosi tentativi di qualche animatore di rallegrare un po’ l’ambiente. Continua a leggere
