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per un inverno intero una vespa
fu il nostro unico animale domestico
per nutrirla bastò
una goccia di acqua e zucchero alla settimana
con la primavera sparì per sempre
per abbeverarsi in uno zuccherificio infinito
ed oggi per passare dalla zona d’ombra
alla luce è bastato un passo solo
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con la fine degli umani i grattacieli
si copriranno improvvisamente di licheni spumosi
gli asfalti inizieranno fioriture
che richiameranno gli insetti più luminosi
nessun gatto
rischierà di venire castrato
e nell’universo rimarrà lo spendente ricordo
di essersi visto con l’occhio umano
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essendo il tutto scaturito
dal ventre d’Iddio
alla fine dei tempi
il tutto ritornerà nel suo ventre
niente andrà perduto
tutto sarà gioiosamente salvato
*
L’IDDIO RIDENTE
Luigi DI RUSCIO
Zona 2008
Prefazione di Stefano Verdino


Molto belle, mi ricordano quelle che qualche anno fa i propugnatori delle sorti magnifiche e progressive bollavano come “sublime ecologico”. Pochi, finché non è stato troppo tardi e magari anche oltre, hanno capito che ciò di cui realmente si trattava era l’anima del mondo.
Fra l’altro quest’anno le vespe sono completamente fastornate e per liberarle dai pasticci in cui si cacciano devo prenderle direttamente in mano, poverette non è un buon segno.
Grazie e un saluto,
Roberto
che belle. un grande Di Ruscio
una voce necessaria, oggi più di ieri.
e nell’universo rimarrà lo spendente ricordo
di essersi visto con l’occhio umano
con la speranza che l’occhio umano si svegli e guardi i suoi figli, al futuro dei suoi figli, per far sì che questo mondo non resti un ricordo ma un diritto per chi deve ancora venire. Con la speranza che si guardi ad Oriente con coscienza ed umanità sincera e che non si chiudano gli occhi sulle vergogne della storia.
Con una preghiera laica e terrena di pace.
un saluto.