Io? Io no. Il dramma della paura attraversa la vita come un sottofondo, un fenomeno carsico, che si rivela quando meno te lo aspetti. Non ti rinnegherò: eccoti qui, con le mani contro il petto, a contraddirti con rabbia, nel tentativo disperato di cavartela. Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano; ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno. Ma la donna accusa, e vicino c’è un soldato: ci vuole poco a cadere nella trappola, a finire processato come il tuo maestro, sommariamente, con una sentenza già decisa. L’agnello da immolare non ha un avvocato difensore, neanche d’ufficio. Io? Io no. Il fiume scorre appartato, come un sottofondo musicale: la cantilena della codardìa ispira un ballo sbilenco, la danza delle mani che si appuntano al petto per tradire. Non ti rinnegherò: sei un galileo, ti si riconosce dall’accento, che tradisce te, Simone; ma il maestro ha pregato. E se il maestro prega la tua fede sarà forte. Più forte della donna e del soldato.


Questo dipinto (e il relativo post) mi porta a pensare, in particolare, a un brano molto edificante della lettera di san Paolo apostolo agli Efesini, che riporto qui di seguito:
“Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù. Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo.” (Efesini 2,4-10).
Padre dei padri
Questi erano i patti,
altri
forse in allegria
per pura amicizia
ovvero
per un grano
ancora celeste
di celeste libertà
riposto nel cuore
li avevano
in un tempo
ancora indiviso
dall’eternità
quei patti
immemorabilmente stretti
noncuranti di nominarli
di dirli, di dettarli
ed essi come nuvole
nel mezzogiorno dei monti
riposavano in sé
così si trasmettevano
così operavano essi di età in età…
E ora che cosa non sanno, che cosa non ricordano
questi che
ripetono
nella loro oscurità di posteri
imprecando
la lunga traversata del loro esodo –
miglia e miglia,
afa
e quel nerore
su tutta l’affocata linea delle dune,
sparse ossa
raffioranti, semisepolti
rottami
rosi da sale e ruggine:
testimoni? – Sì, potrebbero
veramente esserlo
testimoni, e non solo morti segni
che qui furono tutti
fatti una sola polvere
i codici, i rescritti
e anche quei profondi
indicibili regolamenti
sconciato ogni decalogo
derisa
vecchia e nuova alleanza
e il sangue del loro preziosissimo sigillo.
Per libidine
di sangue (li vorrei
consci di questo):
buio sangue
da scolatoio di macelli
dove tutto defluisse, tutto si disfacesse.
Per quella libidine.
Che cosa non ricordano, che cosa non sanno?
li stringe il tempo
fedifrago, li pesta nel mortaio
della sua
sanguinosa nullità
ma ha
talvolta
ritorni procellosi
la mente a se medesima
rientri
atroci
dalla sua contumacia abominevole…
E sussultano essi,
che cosa li rimorde?
c’è oblio o c’è ignoranza
– e di cosa – in quella spina?
Si dibatte
contro un’oscura dimenticanza,
si aguzza e si tortura
la mente
per un’impossibile chiarezza
e intanto
li accusa un quid,
li incolpa
un’ignominia
occulta, un’infedeltà…
ai patti – quali erano quei numinosi patti?
Ne portano
essi solo l’ombra
e il cruccio di un tradimento…
Davvero nessuno parla?
Tace nel silenzio
delle sue lontane rocce
l’antica parleria –
o il silenzio
è nostro, e non più lacuna,
ora, di parola
ma annullamento
e cenere da cui tutto risorgerà
(M.Luzi, da poesie sparse)
un abbraccio, fabry
f&r
vi ringrazio.
grande Luzi.
Pietro non era infallibile, Pietro non aveva coraggio, Pietro spesso sembrava lento a capire,Pietro infine ha rinnegato Cristo. Cristo,però,ha perdonato la sua debolezza, perchè Pietro era un uomo.Gli ha detto infine di curare il suo gregge,perchè pensava che Pietro, sapendosi debole,avrebbe accolto e perdonato la debolezza altrui.Nei successori di Pietro abbiamo questa consapevolezza,o si sentono sempre infallibili ?
bisognerebbe chiederlo a loro, Annamaria!
secondo me, ultimamente, ci sentiamo tutti molto fallibili…
La “verità rivelata” (questa è l’accezione del termine “dogma”) – relativa all’infallibilità del Papa nei pronunciamenti “Ex Cathedra” – penso sia un controsenso che venga posta in dubbio da chi si professi di fede cattolica, il quale dovrebbe, invece, essere il primo a riconoscere il mandato (in tutta la sua estensione) di Gesù Cristo a san Pietro (e a ogni suo successore). Diversamente, ogni pronunciamento papale che non affermi in modo esplicito (e senza possibilità di futura smentita) la sua natura infallibile, è – conseguentemente – soggetto a potenziale errore. Ma – anche in quest’ultimo caso – i veri cattolici ascoltano le affermazioni del Papa con devozione, senza – in tal modo – dover annullare lo spirito critico, ma ponendo al di sopra di tutto la fede nel piano di Dio, che si attua (nei secoli, fino alla Parusìa) attraverso la sua unica Chiesa Cattolica, e in particolare attraverso il vescovo di Roma, vicario di Cristo.
Non mi immagino mai Cristo su di una “cathedra”,cioè sul trono,sul pulpito…LO vedo tra la Gente,o sopra una barca,o su un monte.Ha dato a Pietro” LeChiavi”,gli ha affidato il suo gregge, ma dopo avergli chiesto,ripetutamente, “mi ami tu?” Penso sia più importante cogliere lo spirito del vangelo piuttosto che prendere alla lettera le parole talvolta tradotte o interpretate diversamente. Don FAbrizio è illuminante su queste “varietà” interpretative. LO spirito,il senso del messaggio di Cristo è l’AMORE, amore verso Dio e verso l’uomo. La prostituta è accolta da Gesù perchè ha amato, Pietro annulla il suo tradimento perchè ha risposto :”lo sai Signore che ti amo “.Il resto non conta.
“[…] Egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri, per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, finché arriviamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all’uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo. Così non saremo più fanciulli in balìa delle onde, trasportati qua e là da qualsiasi vento di dottrina, ingannati dagli uomini con quella astuzia che trascina all’errore. Al contrario, agendo secondo VERITÀ nella CARITÀ, cerchiamo di crescere in ogni cosa tendendo a lui, che è il capo, Cristo.” (Efesini 4,11-15).
Annamaria, questa citazione – dalla lettera di san Paolo apostolo agli Efesini – è semplicemente un esempio, per porre in risalto che è un grave errore scindere la Verità dalla carità. Se si crede (in tutta la sua estensione) al mandato di Gesù a Pietro, si crederà quindi alle parole da Lui pronunciate, che riporto di nuovo qui di seguito:
«[…] tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli» (Matteo 16,18-19).
È, dunque, un grave errore – da parte di un cattolico – dubitare dei pronunciamenti “Ex-Cathedra” del Papa.
Gesù non ha pronunciato mai la parola “infallibile”, se la sono inventata i Teologi molto tempo dopo. A ciascuno di noi ha dato il suo carisma, certamente,ma questo non ci impedisce di sbagliare. Anche Pietro, dopo l’investitura, ha dimostrato di non capire Cristo al punto che Gesù gli dice :”vade retro satana!” Per questo non sono molto coinvolta da tanti pronunciamenti ex cathedra(il papa ieri ha biasimato lo spirito delle crociate, che sono state un cardine della chiesa medioevale,sicuramente sostenuto da bolle e pronunciamenti e scomuniche date dalla cattedra e fuori…)ma rimango sempre coinvolta dalle parole di Gesù e di quanti, nella Chiesa, le interpretano e le incarnano come messaggio di amore per l’umanità.Se poi mi meriterò il rogo per eresia ,pazienza.
Annamaria, i pronunciamenti del Papa “Ex Cathedra”, in senso stretto, non sono molti (tra questi, ovviamente, sono molto importanti i dogmi concernenti “l’Immacolata Concezione” e “l’Assunzione” di Maria santissima). Ho già sottolineato (nel mio precedente messaggio) che in tutti i casi nei quali il Papa non affermi in modo esplicito (e non fraintendibile) che un suo pronunciamento è infallibile, è possibile – potenzialmente – che possa esservi un errore, ma lo spirito del vero cattolico non deve essere quello di contestare il successore di san Pietro e vicario di Cristo, ma di vivere e testimoniare la Verità (con amore sincero) SEMPRE e senza eccezioni, in piena comunione con l’unica Chiesa Cattolica.