Se leggerete queste poche righe senza che per tutto il pianeta sia stata diffusa una grandiosa notizia, vorrà dire che la mia missione sarà fallita.
In tale caso spero solamente di arrivare ad uccidermi prima che lo facciano loro, con i loro metodi; io sono la mano della giustizia, non ha senso chiedere alla mano della misericordia, così tarda finora, che compia un gesto per me.

Chissà perchè tutti pensano di avere una missione nel mondo…
Cupo, come sempre!
Buondì, Messier Roberto
C.
Cara Carla,
cupo e conforme, almeno mi pare, allo spirito dei tempi.
Dico sempre, ed è la verità, che scrivo i pezzi e ne programmo l’uscita con largo anticipo.
A volte poi, fra scrittura e cronaca, si verificano strani cortocircuiti. In questo caso la presenza in mezzo a noi di menti labili disposte a gesti estremi, come autorevolmente attestata proprio in questi giorni.
Spero che a nessuno, con l’illusione di mettere le cose a posto, venga l’idea di levare il grido dei tempi passati: “Crepi l’astrologo!”; anche perché astrologo non sono.
Grazie e ciao,
Roberto
Ma la grandiosa notizia quale è?
Cara Nadia,
a post malizioso, malizioso commento.
Un caro saluto,
Roberto
Caro Roberto,
mi stuzzica non poco la tua scelta dell’aggettivo “grandioso”, che abbini a “notizia”. Si tratta dello stesso aggettivo (nell’originale tedesco ‘großartig’) al quale non sfugge Adorno, allorché menziona un ‘passo grandioso’ nel quale Brecht avrebbe affermato che “la cultura è un palazzo costruito su merda di cani”. Il passo, riportato fedelmente anche in autorevoli manuali di storia di filosofia in uso nelle nostre scuole, non specifica da quale testo di Brecht sia stata tratta la citazione.
Malizia ‘al quadrato’ la tua, mi sembra di intuire in questa fulminante provocazione. Grazie e buona giornata (scappo a deliziarmi, per metterne in guardia gli inermi studenti, degli strafalcioni di solito abbondanti nelle prove proposte per le lingue moderne all’Esame di Stato; se non ce ne saranno prometto di comunicarlo tempestivamente e fare ammenda pubblica per la mia linguaccia)
Cara Anna Maria,
grazie per la tua solerte acutezza. Quanto alla m***, come dissi anni fa in contesto lavorativo, siamo pagati non solo per maneggiarla a scopi edificativi ma anche per mangiarla e digerirla, e persino per trovarla buona. La cosa, come ognuno fiuta, non ha mancato di produrre i suoi effetti.
Buone risate, anche se con l’inquieta coscienza che, ahinoi, non sarà una risata a seppellire questo mondo.
Un saluto,
Roberto