Quello che chiamiamo

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=olz_TKEaO8s&feature=related]

da qui

Oggi andrò a parlare della trasfigurazione in una parrocchia della zona. Trans-figurare, mutare figura, immagine, quello che dovrebbe essere la crescita: dall’imperfezione a una perfezione mai raggiunta del tutto. Lo facciamo d’istinto, come fosse scritto dentro, prima di venire al mondo. Un progetto di cui ti convinci a poco a poco, nonostante le delusioni e le sconfitte. Condizioni necessarie: la fiducia, il sostegno di un altro, la certezza di chi crede in te; solo allora si sprigiona una luce sufficiente per muoversi, avanzare, pro-gredire. La figura cambia, dal brutto anatroccolo prende forma il cigno, cui spetta il compito di ripetere il ciclo, trasmettere fiducia perché un altro possa giungere al traguardo. La mitologia, l’epica, il romanzo, cominciano quando s’inceppa la precisione di questo meccanismo. La favola rimane intangibile, ma diventa una conquista, si trans-figura nella lotta drammatica del giorno dopo giorno. La letteratura è un fallimento, ma solo dalle sue ceneri può nascere quello che chiamiamo uomo.

7 pensieri su “Quello che chiamiamo

  1. Stella Maria

    Come l’araba fenice perchè l’uomo è trasformazione, è un essere dinamico, una freccia lanciata verso l’infinito.
    bellissimo
    SM

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  2. carla

    la favola rimane intangibie ma diventa una conquista…
    è il possesso che ci rende schiavi delle idee
    Quando la tua visione abbraccia il mondo,
    hai tutto 🙂

    Buon Week end, carissimo

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  3. alfonso

    per essere trasfigurato
    dovrò appartarmi. magari
    non restando del tutto solo.
    magari dovrò trans-migrare
    attraversare deserti e vallate
    e territori interiori.
    magari dovrò scendere
    nel purgatorio ardente delle cose,
    senza bruciarmi del tutto,
    ma solo togliermi un velo
    scoprire la faccia

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