Maximilian Zander (Germania,1929)

 

Vorschlag zur Besserung

 Den Kopf in den Hut, dann
 im Park verschwinden. Ganz ruhig
 den Augen die Gegend zeigen. Hier
 eine einfache  Wiese, dort
 eine Wiese mit Raben.

 Doch wenn das nicht hilft, von Benn
 einen langsamen Walzer singen.
 Dann zurueck in die Stadt, zu den Katzen,
 nach Hause. Heilsame Buecher
 und sehr alte Briefe lesen.


 

Proposta di guarigione  

 La testa  nel cappello, poi
 sparire nel parco. Tranquillo
 mostrare agli occhi il paesaggio. Qui
 un prato semplice, là
 un prato con corvi.

 E se non dovesse bastare, cantare
 un valzer lento di Benn.
 Poi ritornare in città, dai gatti,
 a casa. Leggere libri salvifici
 e vecchissime lettere.

Traduzione di Stefanie Golisch

10 pensieri su “Maximilian Zander (Germania,1929)

  1. robertorossitesta

    “cantare
    un valzer lento di Benn.
    Poi ritornare in città, dai gatti,
    a casa. Leggere libri salvifici
    e vecchissime lettere.”:
    difficile pensare a un programma migliore.
    Grazie e un saluto,
    Roberto

    Rispondi
  2. stefanie golisch

    … si, anche a me sembra un consiglio buono, autunnale, in questo inferno di calore estivo… il sole brucia, l’autunno crea ombre…

    un caro saluto

    stefanie

    Rispondi
  3. giadep

    poeticamente mi sembra debole,
    pardon,
    mi sembra debole. poeticamente, già.

    la poesia non credo “debba essere”.
    ma è un parere, come il suo.

    g.

    Rispondi
  4. krauspenhaarf

    non ho capito quasi nulla.

    forse vuol dire che i gusti sono gusti?

    mai detto che una cosa deve essere. secondo me è talmente rarefatta, questa poesia, che diventa anche debole. è un mio modo di leggerla.

    il poeta ci consiglia di guarire tramite la lettura. e allora?

    Rispondi
  5. giadep

    per me i gusti non c’entrano.
    (ma è sempre un parere).

    ma neppure la domanda “e allora?” mi pare abbia molto a che fare con una poesia.

    saluti.
    g

    Rispondi
  6. krauspenhaarf

    volevo solo dire che una poesia (per me) dovrebbe dire qualcosa di più.

    è roba per intellettuali.

    la poesia dovrebbe raggoungere tutti. quella vera lo fa, quasi sempre.

    i gusti non c’entrano, sono d’accordo. l’ho scritto per sembrare “democratico”.

    Rispondi

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