Se alzo gli occhi verso l’ultimo ripiano dell’armadio, vedo: un tom tom che devo decidermi ad adoperare, un leoncello di peluche ricevuto da una parrocchiana, una bomboletta di Raid automatic contro le zanzare, il Derma fresh dry per evitare gli effetti indesiderati del sudore, l’icona di una Madonna con garanzia di provenienza, la macchinetta del caffè – pronta a sostituire l’altra in caso di avaria -, una confezione di Bulgari, Aqua pour homme, appoggiata di traverso alla collana arancione dei Padri della chiesa. Sulla destra, una libreria nascosta dalla porta, con otto scaffali. All’altezza della Bialetti, sfilano i dorsi variopinti delle opere di Giulio Mozzi: Questo è il giardino, Il male naturale, Fantasmi e fughe, Fiction, Sotto i cieli d’Italia, Tennis, Corpo morto e corpo vivo, Sono l’ultimo a scendere. Il primo l’ho letto d’un fiato; gli altri li consulto a spizzichi e bocconi. Sono certo che prima o poi scriveremo un libro insieme: Mozzi mi ricorda qualcosa del passato, i tempi della scuola, i compagni che non sapevi mai se sarebbero venuti all’appuntamento preso in largo anticipo; forse lo cerco perché aspetto sempre Antonio Guida – così mi pare si chiamasse: avevo disposto con precisione certosina la collezione di nordisti e sudisti, coi cavalli e i cannoncini mobili, ma non ha bussato ancora alla mia porta. I due si assomigliano, adesso che ci penso: è chiaro che, nel profondo dell’inconscio, voglio attaccare una battaglia interrotta da allora, come un sogno.


Aspettando ANTONIO (e non Godot) che deve proprio averlo deluso tanto, se non ferito la sua sensibilita’, don Fabrizio si decide e – armato di Tom Tom – GUIDA verso lidi ignoti, che non gli ricordino piu’ l’amico traditore e neppure l’amico con la A maiuscola perduto un anno e mezzo fa. Per riprendere a vivere come, proprio Lui che non si arrendeva mai, vorrebbe.
Una bella vacanza ci vuole per lei, don Fabrizio! Lo sa che un gruppo di ricercatori canadesi ha scoperto il legame tra stress, ansia e depressione? Non vorra’ mica arrivare a questo: deve riguardarsi per se stesso, per i suoi parrocchiani, per noi.
A seguito di un forte stress emotivo come il lutto che ha vissuto, si puo’ verificare uno spasmo dei piccoli vasi coronarici che irrorano il cuore. I sintomi causati da questo restringimento momentaneo di solito sono transitori e, nell’80% dei casi, non provocano danni permanenti.
Stia tranquillo, don Fabrizio!
E se vuole fugare ogni dubbio, si sottoponga ad una ecocontrastografia miocardica, poco costosa, che studia il microcircolo coronarico.
A.A.
(E’ la conclusione saltata nel mio commento precedente)
sono battaglie combattute da soli e già perdute quelle spese nell’attesa, ma, in fondo, che vita sarebbe senza sogni? E ci si ritrova ancora a disporre bambole o soldatini aspettando chi potrà aiutarci a vivere quel sogno.
un abbraccio, fabry
f&r
grazie amici.
il sogno è proprio una vacanza, in fondo.
ma pare che anche di là si continuerà a lavorare!
E’ molto tenera questa cosa, bello che tu l’abbia postata….
grazie Monica!
sì, scelte delicate….
“alzo gli occhi verso i monti,
da dove mi verrà l’aiuto?
al mio aiuto viene dal Signore,
che ha fatto cielo e terra.” (sal. 121, 1s).
carissimo Fabrizio,
nelle tue cose c’è una mistica,
che potrebbe non essere colta.
mi pare tu fonda sempre
bene l’Oggetto trascendente, l’Eterno,
con l’oggetto della pubblicità,
del fragile e facile consumo.
sono esibiti insieme due “oggetti” che fondano
ogni nostra crisi, i due corni di una specie di
dilemma: partecipare al dinamismo del Dio insensibile, invisibile, muto e, perciò,assente o al dinamismo del mondo
che ci fa sentire la vita, i sensi, l’appagamento immediato,la carne?
È chiaro che “voglio attaccare una battaglia interrotta”.
“Come un sogno”
Mi fa pensare alla poesia di Leopardi “Il sogno”.
La contraddizione della vita, fra la realta e la illusione.
Il sogno per chi lo sa interpretare puo essere come dici tu anche un instrumento di lavoro per andare a rivedere le nostre vere paure, desideri …..
Ti saluto con un abbraccio per tornare alla mia realta.
ringrazio il mio alter ego e Rashide.
un abbraccio a voi!
fabry