[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=NcMBH2yhAec]
da qui
Sembra facile decifrare i segnali che arrivano ogni momento dall’esterno: quante volte prendiamo fischi per fiaschi, leggiamo un’espressione attribuendole un significato che nella realtà è il contrario? Siamo tutti lettori, spesso impreparati: ci vorrebbe un traduttore per interpretare il linguaggio della gente, un vocabolario da afferrare nella sua unicità irripetibile. Molte cause di infelicità risiedono nell’incompetenza recidiva con cui ci misuriamo col lessico dell’altro, convinti di avere le chiavi per decodificarlo mentre replichiamo all’infinito lo stampino delle nostre quattro frasi in croce. Ogni dialogo è una celebrazione liturgica in cui si cerca di cogliere un frammento del mistero, una scheggia di eterno in cui trapela la terra promessa della comprensione.

sarebbe davvero bello che l’incontro con l’altro fosse sempre una liturgia, ma gli esseri umani sono spesso molto meno poetici e profondi di quanto vorremmo.
spesso, poi, l’altro indossa una maschera così ben fatta da farci credere una cosa mentre ne pensa e ne vive un’altra.
vabbé, non ho una grande fiducia nel genere umano e più invecchio e più mi pare di avere ragione
forse la mia non è solo una maschera ma l’armatura completa 🙂
bel pezzo, fabry!
un abbraccio
f&r
Telorubo Ivano!*)
oppure ci vorrebbe un genio!;-))
secondo me, ci vorrebbe solo l’ascolto interiore,
nulla di più e nulla di meno.
Hai raggione Carla!
Ci vorrebbe solo l’ascolto interiore.
Bella la canzone di Fossati Fabrizio.
Un abbraccio.
EHI, MA QUI SI PARLA DI ME!!!
OVVIAMENTE SCHERZO, MENTRE DICO SUL SERIO.
IO FUNZIONO PROPRIO COME RECITA IL POST.
FIGLIO E AUTORE DI UNA SUBCULTURA
LEGGO LE COSE CHE LEGGO CALANDOLE/COLANDOLE
NEL MIO PICCOLO STAMPINO. SIGH!
UN CARO ABBRACCIO
come si vede (solo dall’orario !), dopo tanto riflettere, mi è venuto altro.
c’è una Parola davvero crocifissa. proprio quella che non si è riuscita ad ammaccare
e far entrare nei propri calchi. quella che per questa sua indisponibilità al riadattamento
è suonata bestemmia.
un abbraccio ancora più caro e forte, carissimo Fabrizio
“Bisogna pensare da eroi, per comportarsi da gentiluomo appena appena passabile…” (John Le Carré, La Casa Russia)
La parola c’è già, tutta e inestinguibile, la via stretta è tracciata, nulla è più nascosto.
In tempi di oppressione la salvezza è più vicina, la sofferenza è un nido, il dolore una mangiatoia, fa le veci delle buone intenzioni e delle azioni lodevoli, anche quando sbraita è umile e non amata, a volte ho la tentazione di dire che basti, e in certi casi ne sono convinto, ma io sto bene, e allora…?
vi ringrazio.
la parola crocifissa è quello che si avvicina di più al mio pensiero.
Stupendo! Complimenti