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da qui
Leopoldo, ora, ha il compito di informare l’autore del romanzo sulla possibilità che si è aperta inaspettatamente. In realtà è un’autrice, e si chiama Maria. Non è l’intellettuale classico, cinico e spregiudicato: al contrario, ha una fiducia tenace nel mondo, come il suo personaggio principale. Del resto, tra costui e il suo inventore deve pur esserci qualcosa in comune. Maria ha una camera appollaiata su una periferia modesta e a tratti squallida; un computer che rischia di piantarla in asso da un momento all’altro e una caterva di libri cui non sa più trovare un posto. Quando vede arrivare Leopoldo, lo rimbrotta con affetto:
– Girano strane voci su di te; dicono ti sia dato all’alcol.
Leopoldo non si giustifica, vuole andare al sodo:
– Maria, ci sono grandi novità. Hai presente il pub vicino casa mia?
– Credo di conoscerlo.
– Bene, in quel locale accadono fatti straordinari.
– Tipo?
– Tipo apparizioni.
– Madonne che piangono?
– No: scrittori che ridono.
– Questa è bella, se ne vedono pochi, in giro. Prenotami un posto.
– Guarda che non sto scherzando. In quel locale mi appare Italo Calvino.
– Urca! E che ti dice?
– Prima di tutto devo spiegarti come appare. Dunque, bisogna bere sette birre.
– Allora io sono esclusa: completamente astemia.
– Ascolta, Maria, non hai capito: ti rendi conto di cosa significhi, per noi, un Calvino come tutor?
– Come minimo, ci terrà delle lezioni americane!
Leopoldo comincia a spazientirsi. Forse la sua autrice preferisci altri modelli.
– Senti, ti va di fare la prova, di venire al pub con me?
– Perché no? Dopo tutto, avrei alcune curiosità da soddisfare. Ma le birre?
– Troveremo il modo.
Leopoldo è soddisfatto: sta portando la sua autrice a una vera scuola di scrittura.

il nome dell’autrice (Maria) e la sua fiducia nel mondo e nella vita mi fa pensare ad una Autrice con la A maiuscola.
Bravo, Fabry, ti sei messo sotto la sua protezione: Leopoldo avra’ il suo romanzo!
Voglio segnarmi anche io a questa scuola di scrittura, ma non bevo: prendero’ una gassosa;-)
questo Leopoldo
somiglia sempre più,
a parte la scrittura,
per los tile di vita
e il modello di ispirazione
a Dylan Thomas.
se non è lui
è la sua controfigura.
non credo, tuttavia, che
il gallese si sia fatto mai sostituire
per inquadrature o scene
di nudo o pericolose
“La solitudine dei numeri primi” per la regia del figlio di Maurizio Costanzo e’ sbarcato al Festival del Cinema a Venezia ma non ha convinto la giuria che ha premiato “Somewhere” di Sofia Coppola.
Un anti-eroe alla Svevo, come Leopoldo, con il tutoraggio di Calvino e la benedizione di Maria potrebbe svoltare?
finalmente un’autrice, oltretutto simpatica e sagace,
forse è l’anima junghiana del nostro Leopoldo, uno spirito guida alla rovescia…
bellissima idea!
un abbraccio, fabry
f&r
Certo che, visti i tempi, è bene che a Italo si affianchi qualche consulente, che so, Beckett, Ginsberg, Foster Wallace…
Ciao, un saluto
Dylan Thomas è una buona idea.
l’anti-eroe senz’altro.
Jung pure.
il consulente uscirà a pagina 15, ma non sarà uno dei citati, Roberto.
un abbraccio a voi.
fabry
Ehila’, pagina 15…allora siamo avanti con il lavoro. Questa autrice e’ davvero in gamba; si meriterebbe piu’ lettori e commentatori.
Finalmente la figura femminile che darà una nuova luce, uno sguardo incantato, un’anima a Leopoldo, che gli farà cantare tutta la sua follia, che in fondo è amore incontenibile per la poesia.
Forse mi sbaglio?.
Un abbraccio.
grazie care.
l’amore per la poesia è indispensabile, Rashide.
La poesia nella vita è indispensabile, ma da quando è uscito il libro “Anche i poeti uccidono” (di Victor Gischler, professore di scrittura creativa nei college americani) mi tengo a debita distanza 😉
In preda all’ansia di scomparire come personaggio, Leo potrebbe trasformarsi in un killer che minaccia l’autrice? Così il romanzo assumerebbe anche toni pulp… 😉
chissà, Titti: magari viene fuori pure il Quentin!