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da qui
Anche Maria è in viaggio; ha deciso di prendersi una pausa, di tirare le fila di ciò che è successo fino a oggi e, se possibile, cominciare a sciogliere la matassa ingarbugliata. In realtà, non sa nemmeno quanto tempo sia passato: le scuole di scrittura raccomandano precisione riguardo a tempi e luoghi, ma gli eventi si sono succeduti troppo in fretta, tra fantasmi e alcol la lucidità ha lasciato il posto alla confusione più totale. Sentendo parlare un’amica di un castello eretto in cima a un monte, le è sembrato il posto migliore per ritemprare lo spirito messo a dura prova. Nel corridoio sopraelevato dell’aeroporto cittadino, raccoglie immagini, suoni e deliri della vicenda ancora in corso: vorrebbe posarla sul tapis roulant per scaricare la responsabilità di ritrovarne il bandolo. Il viaggio è agitato: non conosceva la Tarom, ma forse non è uno dei suoi velivoli migliori. In qualche modo, eccola a terra: ora, deve trovare il modo di raggiungere la meta. La zona è più impervia di quanto si aspettasse, al punto che ci si può arrivare solo a bordo di un calesse; l’uomo che guida è avvolto in un mantello, l’atmosfera è irreale, sarà la notte nebbiosa o l’ululare del lupo che scatta all’improvviso nelle vicinanze:
– Dov’è il lupo? chiede Maria al conducente silenzioso.
– Il lupo è qua.
– Qua dove?
– Non lontano da noi.
– E il castello?
– Il castello è là.
– Lo so che è là, ma quanto manca?
– Per il lupo?
– No, per il castello!
La donna ci rinuncia: sono giunti alla porta del maniero. Come fossero lì da qualche tempo, due uomini l’accolgono con una cordialità un po’ untuosa:
– Salve, dicono contemporaneamente, siamo Settimio Cappellacci e Federico Borgovecchio, custodi della sede del quotidiano Schiavovostro, diretto dal conte Littorio Scheltri Dell’Armadio. E’ in atto un esperimento su un critico letterario che partirà per l’Isola dei Barbosi, Giovanni Paolo Pierino. Se vuole, può assistere.
Maria non crede ai suoi orecchi: ma dove è capitata, e che ci fa Pierino in un posto come questo? Decide di entrare, praticamente non ha altra scelta.

la matassa pare ingarbugliarsi sempre più ma non disperiamo, in fondo le tessitrici migliori, per tradizione, sono le donne, Maria sicuramente saprà cavarsela!
un abbraccio, fabry
f&r
il Lupo ululi’ e il Castello e’ ulula’…comincio a pensare che nell’aria ci sia una strana polverina bianca che fa sballare tutti;)
maria stia attenta. i due untuosi,
in considerazione del lavoro che fanno,
e del loro datore, potrebbero prepararle
un dossier che la manda in pezzi,
ed invece del romanzo deve comporre
la sua autodifesa
Silvestroni, l’isola dei barbosi, il giornale schiavovostro e tutti gli altri nomi di pseudo-fantasia di questo romanzo sono veramente divertenti, senza scadere mai nella polemica: complimenti don per la tua “elegante e leggera” ironia!!!
Non ho mai visto questa versione comica di Frankestain. La vado subito ad affittare per farmi quattro risate. Grazie del suggerimento.
Un abbraccio
Vittorio Feltri, il suo Giornale… Maria, scappa finche’ sei in tempo: potresti incappare in un bosco di Betulla e far la fine di Boffo.
Meglio, allora, sarebbe il bosco dell’autostrada di Marcovaldo 🙂
Ciao Rashide,
ti è piaciuto il film “Frankenstein jr” o hai avuto paura di Igor? :-))
Un abbraccio,
Titti
Ciao Titti & Tutti,
Quanto mi sono divertita.
Igor molto affascinanti!!
Per la sua simpatia e lo sguardo abbagliante ;-))
Grazie.
Un abbraccio
Se lo e’ Igor, allora anche io ho la speranza di essere definito affascinante!
Anonimo Attraente ;-))
Rushide hai fatto bene ad affittare Frankenstein junior!!!!
Secondo me è una pietra miliare del cinema, troppo demenziale e divertente… e fu campione d’incassi nel 1975.
Ci vediamo stasera al coro, mi raccomando puntuale ore 20:45.
Baci!
Anonimo Attraente,
Se lo vuoi veramente non hai altra escelta, quindi non perderla.
Cris,
Tropo divertente, grazie al suggerimento di Fabrizio.
Ci vediamo.
Besitos!