33. Biglietti da visita

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da qui

Leopoldo ha molte cose a cui pensare: è giusto che ci siano delle regole per la stesura di un romanzo o di un racconto? In caso affermativo, chi può dire quali siano le migliori? Ha letto, sul tema, pubblicazioni su pubblicazioni, ma si è reso conto che si trattava spesso di semplici rifacimenti di lavori altrui, oppure di opere che si contraddicevano a vicenda. In qualità di personaggio, si sente in dovere d’informarsi, per sapere come verrà centrifugato nella fantasia del suo inventore. Che fare per chiarirsi le idee? Decide di tornare al pub, chissà che non s’imbatta in qualche altra stella della letteratura. Mentre sta per salire sul marciapiede antistante il locale, sente un rombo improvviso e avverte come un’ombra che gli piomba addosso a gran velocità. Non sa come sia riuscito a evitare l’auto che stava per schiacciarlo; legge la targa prima che sparisca nel grembo della notte: Il tuo libro 451. Ricorda di aver visto la pubblicità dell’azienda su un grande quotidiano: ma perché avranno cercato d’investirlo? Si avvicina al marciapiede per cercare tracce ulteriori dell’automobile pirata. Finora, nel romanzo, gli aggressori hanno sempre lasciato un biglietto di riconoscimento: per coerenza narrativa, dovrebbe trovarlo anche stavolta. In equilibrio precario sul tombino intravede un foglietto bianco che rischia di precipitare da un momento all’altro nelle fogne. Si dirige rapidamente sul punto, lo raccoglie e legge, scandendo le parole: Guy Montag, Corpo dei vigli del fuoco. Un pompiere che cerca di ammazzarlo! Tenta di ricostruire, inutilmente, una possibile motivazione. Ancora sotto shock, entra nel pub e si siede al tavolo di sempre. La ragazza con lo straccio gli fa festa:
Signor Leopoldo, era tanto che l’aspettavamo!
C’è qualche novità?
E’ venuto un signore che ha chiesto di lei più volte.
Può descriverlo?
Un tipo ordinario, abbastanza giovane, senza alcun segno particolare che lo distinguesse. Tranne uno, in verità.
Quale?
Un logo sulla parte destra della giacca, formato da due asce e una specie di borraccia da cui usciva una fiamma.
Lo supponevo.
E come poteva?
In questo romanzo chi vuole eliminarti, lascia sempre un biglietto da visita.
Gradisce una birra, signor Leopoldo, o si è già servito da qualche altra parte?

16 pensieri su “33. Biglietti da visita

  1. f&r

    effettivamente un vigile del fuoco narrativo potrebbe temere la vampa creativa della nostra Maria, la fiamma della sua passione narratoria, il fuoco dell’avventura che spinge Leopoldo a non arrendersi all’ovvio.

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  2. Titti

    Ehilà, Fabry, per il nostro Leopoldo si è scomodato perfino Guy Montag, il protagonista di Fahrenheit 451! (anni fa, ne feci una recensione su Mondo Nuovo). Con la macchina dalla targa stile Qui Quo Qua 😉
    Fra un po’ entreremo nelle “Cronache marziane” di Ray Bradbury…o ci siamo già?!!
    Un abbraccio,
    Titti

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  3. M&C

    Speriamo allora non arrivi anche Winston Smith a convincerci che “La guerra è pace; La libertà è schiavitù; L’ignoranza è forza”…!
    E comunque Leopoldo non si deve preoccupare: anche se riuscissero ad incendiare lui ed il romanzo che rappresenta, avrebbe sicuramente la capacità di rinascere dalle proprie ceneri dopo tre giorni, come la mitica Fenice (firebird).

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  4. Rashide

    Leopoldo e Maria oramai non si lasceranno intimorire da que quelli che vogliono ridurre in cenere la loro memoria storica che gli hanno lasciato i piu grandi romanzieri.
    La loro missione come personaggi é custodire in fututo a tutti costi le tracce dell loro amore per la poesia , la musica e la scrittura.
    La compiutezza forse finalmente sarà raggiunta quando vivranno il loro romanzo.
    Un abbraccio.

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  5. Anonimo

    Vero, gentile Rashide. Ho sempre sostenuto che e’ preferibile vivere, piuttosto che scriversi film o vivere di visioni-illusioni-allucinazioni 😉
    Comunque so gia’ lo stucchevole lieto fine del romanzo blockbuster: birra dopo birra, Leopoldo convola a giuste nozze con la ragazza con lo straccio e dall’improbabile capello color biondo. E vissero felici e contenti, ma da quel momento finiscono le visioni perche’ Leo ha finalmente quello che vuole: un po’ di sana realta’ e niente piu’ “bip” mentali e manie di protagonismo 😉

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  6. Rashide

    Caro Anonimo;
    Ti ricordi la prima poesia?
    Il più bello dei mari
    è quello che non navigammo…………..
    Il più grandioso romanzo non lo abbiamo ancora letto….lo scopriremo con stupore.
    La vita vince!
    Un abbraccio 😉

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  7. claudia

    per quanto anonime, le manie di protagonismo qui dilagano alla grande 🙁

    caro don fabrizio,

    come disse il poeta: non ti curar di lor…

    ciao!

    claudia

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  8. Anonimo

    caro don Fabrizio, mi domando perche’ ogni tanto, mentre dissertiamo placidamente, in Sua assenza qualcuno intervenga a gamba tesa senza motivo.
    E’ Lei che, rimanendo in disparte, sollecita questi interventi difensivi per nulla anonimi?
    Visto che per me oggi “a da passa’ la nottata”…li prendo come la mia dama di compagnia. Good night…;-€

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  9. claudia

    Comunque so gia’ lo stucchevole lieto fine del romanzo blockbuster

    abbiamo diversi parametri per ciò che si intende con intervento a gamba tesa.

    e poi non mi pare un difetto commentare col proprio nome.

    sperando c’a nuttata sia passata

    buona giornata

    claudia de carli

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  10. Anonimo

    A nuttata e’ passata, ora vado a dormire!
    Come sempre, non vedendoci in faccia e leggendoci soltanto, si corre il rischio di fraintendere: avevo solamente ipotizzato la fine del romanzo in stile commerciale (sappiamo benissimo che non sara’ il caso di Leopoldo-Maria-donFabrizio!)
    Nulla in contrario alla scelta di firmare col proprio nome e cognome piuttosto che con un nickname: io preferisco quest’ultimo ed ho scelto Anonimo 🙂 e sono stato accusato di manie di protagonismo… Ma chi ha più basso profilo di un anonimo?;-)

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  11. claudia

    nessun fraintendimento, anonimo caro: quel commento è un colpo basso punto.

    ma, com’è noto, persone diverse sono dotate di diversi livelli di sensibilità: da nessuna a

    ipersensibilità passando per tutte le gradazioni possibili.

    buon riposo

    claudia

    Rispondi
  12. claudia

    ps

    quanto alla scelta del nik Anonimo ho una mia idea, suffragata da teorie psicologiche, ma a che pro discuterne qui?
    qui si parla di romanzi, di scrittura creativa, della possibilità per la letteratura di tornare ad essere una voce importante nella storia dell’homo sapiens/narrans/legens. tutto il resto è vanità, direbbe Qoelet 🙂

    alla prossima!

    Claudia

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  13. M&C

    La notte, facciamo attenzione che la stanchezza e la rabbia di non riuscire a riposare, non ci consiglino male e ci facciano scrivere pensieri che hanno poco senso ed opinioni delle quali la mattina dopo potremmo pentirci ….
    Vale sempre ciò che disse Caio Titus “verba volant, scripta manent” !!!

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  14. alfonso

    per quanto ci riguarda è giusto che ci siano delle regole per la stesura di un’opera,
    ma queste non possono essere generali, quasi una pretesa di universalità,
    devono essere personali, adatte al genere letterario così come lo sente un autore, per cui le regole sono scoperte di volta in volta, da autore ad autore, da romanzo a romanzo.
    testo, contesto, psicologia dei personaggi e sviluppo della vicenda incideranno anche sulle regole e sulla struttura narrativa?
    regola: ossia così si è regolato questo autore.

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