Due adolescenti s’allontanarono l’uno dall’altro ancor prima che un qualsiasi rapporto potesse iniziare.
Poi, dopo ventiquattro anni, una telefonata.
Quindi, dopo altri dodici anni, una mail.
Insomma, come ognuno s’avvede, il ritmo si è fatto incalzante; il Fato, seppure a fatica, sta finalmente mostrando il suo fàtico volto. Altri segnali verranno, forse attraverso media tuttora soltanto in embrione.
E non pare improbabile che un giorno, accanto a una croce “col nome e la data”, si posi per qualche anno, semel in anno, un anonimo omaggio – la gentilezza di un fiore.

una volta all’anno è lecito impazzire,
danzare sulla tomba di se stessi, magari
per un giorno soltanto, magari incarnati
in un fiore.
alle nostre spoglie,
alle ceneri, la carità
di una dolcezza, il nostro
ultimo dono.
“…il ritmo si è fatto incalzante; il Fato, seppure a fatica, sta finalmente mostrando il suo fàtico volto.”
In effetti c’è tanta fatica al mondo.
Mi piace questo post per questo tempo che incalza così, come le cose vere. Ciao Roberto.
Cari Alfonso e Nadia,
grazie per aver colto l’intimo nucleo di queste righe, nelle quali ho cercato di stemperare la rabbia in ironia e l’ironia in tenerezza.
Un caro saluto ad entrambi,
Roberto
FIORI
Fiori
nelle tue
mani
per la mia
tomba.
Solo tu
piangi
lacrime vere.
Le altre
solo ipocrisia.
Portami
fiori
ogni giorno.
Anche solo
una violetta.
Giorgina Busca Gernetti
*
da “La luna e la memoria”, Torino 2000
Cara Giorgina,
la ripetizione logora, toglie senso e intensità alle parole ed ai gesti. Solo certe parole e certi gesti dalla ripetizione escono purificati e rafforzati. Ma di quali parole e quali gesti si tratti dipende dalle situazioni e dalle persone coinvolte.
Grazie per la tua poesia e un caro saluto,
Roberto
“luce gentile” pervade, non invade, questo apologo, così almeno a me sembra; sa, ma non impone, intuisce, ma decide di non accecare. Grazie, Roberto.
Cara Anna Maria,
proibito voltarsi, come il mito insegna, a rischio di catastrofi.
Ma non dare almeno una sbirciatina di tanto in tanto sembra impresa superiore all’umano.
Grazie a te e un saluto,
Roberto
e se troverai
un giorno qualsiasi
dentro di te
me
significherà che in un continuo
siamo quasi la stessa terra.
Grazie.fernanda
PS.vale anche al contrario la lettura (se troverò te…)
Eh già, sono due adulescentuli, non potrebbe essere altrimenti, perché è in quel tempo che tutto inizia, sia che abbia un seguito, sia che condivida la mera sostanza dei sogni.
E un po’ adulescentuli siam rimasti tutti, magari solo per difenderci dalle offese della vita adulta.
Ciao, un caro saluto, e complimenti per il grande dono della concisione.
Caro Roberto,
solo i grandi possono permettersi una maestosa prolissità, che appunto solo in loro è maestosa e non prolissa.
Ho imparato la concisione (sempre cha l’abbia imparata davvero)scrivendo su foglietti di carta da recupero ottenuti dividendo un A4 in otto, ed eccedendo tale misura solo per giustificati motivi.
Grazie e ciao,
Roberto
Cara Fernirosso,
la verità umana del tuo commento sta tutta in quell’asintotico “quasi”.
Grazie a te e un saluto,
Roberto