Provocazione in forma d’apologo 179

Due adolescenti s’allontanarono l’uno dall’altro ancor prima che un qualsiasi rapporto potesse iniziare.
Poi, dopo ventiquattro anni, una telefonata.
Quindi, dopo altri dodici anni, una mail.

Insomma, come ognuno s’avvede, il ritmo si è fatto incalzante; il Fato, seppure a fatica, sta finalmente mostrando il suo fàtico volto. Altri segnali verranno, forse attraverso media tuttora soltanto in embrione.
E non pare improbabile che un giorno, accanto a una croce “col nome e la data”, si posi per qualche anno, semel in anno, un anonimo omaggio – la gentilezza di un fiore.

12 pensieri su “Provocazione in forma d’apologo 179

  1. alfonso

    una volta all’anno è lecito impazzire,
    danzare sulla tomba di se stessi, magari
    per un giorno soltanto, magari incarnati
    in un fiore.

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  2. nadia agustoni

    “…il ritmo si è fatto incalzante; il Fato, seppure a fatica, sta finalmente mostrando il suo fàtico volto.”

    In effetti c’è tanta fatica al mondo.
    Mi piace questo post per questo tempo che incalza così, come le cose vere. Ciao Roberto.

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  3. rrt

    Cari Alfonso e Nadia,
    grazie per aver colto l’intimo nucleo di queste righe, nelle quali ho cercato di stemperare la rabbia in ironia e l’ironia in tenerezza.
    Un caro saluto ad entrambi,
    Roberto

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  4. Giorgina Busca Gernetti

    FIORI

    Fiori
    nelle tue
    mani
    per la mia
    tomba.

    Solo tu
    piangi
    lacrime vere.
    Le altre
    solo ipocrisia.

    Portami
    fiori
    ogni giorno.
    Anche solo
    una violetta.

    Giorgina Busca Gernetti

    *
    da “La luna e la memoria”, Torino 2000

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  5. robertorossitesta

    Cara Giorgina,
    la ripetizione logora, toglie senso e intensità alle parole ed ai gesti. Solo certe parole e certi gesti dalla ripetizione escono purificati e rafforzati. Ma di quali parole e quali gesti si tratti dipende dalle situazioni e dalle persone coinvolte.
    Grazie per la tua poesia e un caro saluto,
    Roberto

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  6. Anna Maria

    “luce gentile” pervade, non invade, questo apologo, così almeno a me sembra; sa, ma non impone, intuisce, ma decide di non accecare. Grazie, Roberto.

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  7. rrt

    Cara Anna Maria,
    proibito voltarsi, come il mito insegna, a rischio di catastrofi.
    Ma non dare almeno una sbirciatina di tanto in tanto sembra impresa superiore all’umano.
    Grazie a te e un saluto,
    Roberto

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  8. fernirosso

    e se troverai
    un giorno qualsiasi
    dentro di te
    me
    significherà che in un continuo
    siamo quasi la stessa terra.

    Grazie.fernanda
    PS.vale anche al contrario la lettura (se troverò te…)

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  9. Roberto Plevano

    Eh già, sono due adulescentuli, non potrebbe essere altrimenti, perché è in quel tempo che tutto inizia, sia che abbia un seguito, sia che condivida la mera sostanza dei sogni.
    E un po’ adulescentuli siam rimasti tutti, magari solo per difenderci dalle offese della vita adulta.

    Ciao, un caro saluto, e complimenti per il grande dono della concisione.

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  10. rrt

    Caro Roberto,
    solo i grandi possono permettersi una maestosa prolissità, che appunto solo in loro è maestosa e non prolissa.
    Ho imparato la concisione (sempre cha l’abbia imparata davvero)scrivendo su foglietti di carta da recupero ottenuti dividendo un A4 in otto, ed eccedendo tale misura solo per giustificati motivi.
    Grazie e ciao,
    Roberto

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  11. rrt

    Cara Fernirosso,
    la verità umana del tuo commento sta tutta in quell’asintotico “quasi”.
    Grazie a te e un saluto,
    Roberto

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