[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=yp_CvmOvLoQ]
Due isolati più in là, Saulo decide di fermarsi. Leopoldo lo raggiunge, con la lingua di fuori per la corsa:
– Perché ti sei fermato?
– Mi è venuta un’idea.
– Sputa il rospo.
Dalla bocca di Saulo esce uno di quei rospi che s’intravedono di notte sulla strada, con possibilità minime di sopravvivere al passaggio delle auto.
– Non prendermi alla lettera!
– Non farci caso, è una delle torture cui mi hanno sottoposto: ingoiare rospi senza potermi ribellare. Ascolta: ho una notizia bomba. Giulio da Padova ha deciso di fare concorrenza alla Ricco Barocco: vuole avviare una sorta di bottega, un laboratorio dove i candidati potranno sviluppare un loro progetto narrativo. Ha convocato, all’uopo, una serie di scrittori pronti a sfidare l’ira funesta del più accreditato concorrente. Sono: Tonio Quattrini, Livia Sbalestra, Mauro Gattacicova, Mica Trasali, Tony Trascurati, Elena Mankocek, Claudio Damiasmi, Beppe Geenna, Michele Fiumi D’Inchiostro, Michele Della Piccola Mona, Gianni il Biondino e Ingorgo Vasto.
– Una squadra di tutto rispetto!
– Rispetto per tutti, tranne che per la Ricco Barocco: prevedo uno scontro frontale.
– E una convivenza civile, invece?
– La concorrenza è sul prezzo. Appena uscito l’annuncio dell’impresa, Lucio Diavolini ha chiesto provocatoriamente: quanto scucite? Giulio da Padova ha rivelato costi molto inferiori a quelli del principale concorrente.
– Bisogna dire che la bottega giuliana non ha niente a che vedere con gli studi hollywoodiani della Ricco Barocco.
– La gente guarda alla sostanza: che gliene importa dell’estetica degli edifici? L’importante è diventare scrittori, l’eterna illusione su cui giocano Barocchi e Padovani.
– Hai in mente qualcosa?
– Sputo un altro rospo e te lo dico.

Aspettando il prossimo rospo … mi godo questo e speriamo che fra tanti rospi riconosciuti qua e là, prima o poi se ne trovi uno che si trasforma in … principe della lettaratura. Chissà se questo Leopoldo, creato/baciato da Maria può essere la giusta trasformazione e rivoluzione del nuovo che ci attende? Al prossimo … capitolo o successivi, o … “ai posteri l’ardua sentenza”.
SM
Questa storia è sempre più interessante:-)))
Anche io vorrei sputare un rospo:
avete notato come tutti i media si occupano di Sabrina e di suo padre e non si parla affatto del Lodo Alfano passato con un emendamento che rende retroattiva la legge a favore dei processi di…Silvestroni?
Ecco, l’ho sputato! Scusate ma non mi andava proprio giu’!
A.A.
speriamo che Michele Della Piccola Mona non abbia figlie femmine!:-))
oooooooooooopssss… goliardia a parte e a parte che mi diverto un mondo con tutti questi personaggi e i loro altisonanti nomi
l’augurio è che davvero la gente cominci a guardare alla sostanza
grande fabry!
un abbraccio
f&r
grazie!
sì, in giro ci sono un sacco di mone!
ehilà, stiamo navigando in acque extraterritoriali! ma, a ben vedere, quanto a mona, tutto il mondo è paese. in tutti i sensi. e i sessi.
ciao, fa’, vado a scuola a baccajà.
😀
sì, tutto il mondo è paese.
buona scuola, Lucy!
“La gente guarda alla sostanza: che gliene importa dell’estetica degli edifici? L’importante è diventare scrittori, l’eterna illusione su cui giocano Barocchi e Padovani”
Un caro amico, molto ben informato, mi ha dato un suggerimento, ed io ho finalmente capito questo:
Da http://it.wikipedia.org/wiki/Scuola_Holden
“La Scuola Holden è una scuola di scrittura e storytelling fondata a Torino, dove tuttora ha sede, nel 1994.
I fondatori furono Alessandro Baricco, Antonella Parigi, Dalia Oggero, Marco San Pietro, Alberto Jona, che trassero l’intitolazione da Holden Caulfield, protagonista del romanzo The Catcher in the Rye di J.D. Salinger, pubblicato in Italia da Einaudi con il titolo Il giovane Holden.
L’idea era quella di creare un percorso di studi inedito per obiettivi, contenuti e metodi didattici. Vi si insegna a produrre oggetti di narrazione per la pagina, per il cinema, il teatro, la radio, il fumetto, il web e tutti i campi in cui si può sviluppare la narrazione.
Tra gli autori invitati a tenere lezioni e seminari figurano tra gli altri Niccolò Ammaniti, Guillermo Arriaga, Alessandro Banfi, Alessandro Bergonzoni, James Ellroy, Francesco Guccini, Werner Herzog, Abbas Kiarostami, Carlo Lucarelli, Milo Manara, Ian McEwan, Nanni Moretti, Amélie Nothomb, Gabriele Salvatores, Roberto Saviano, David Sedaris, Giuseppe Tornatore, Mario Vargas Llosa, Sandro Veronesi, Abraham Yehoshua.”
Quanto scucite?
Per questione di ingaggi, i dirigenti RAI hanno bloccato la futura messa in onda del nuovo programma di Fabio Fazio, in cui sarebbero intervenuti personaggi quali Saviano e Benigni.
il primo ha replicato che non si tratta di somme, ma di contenuti scomodi!
La gente guarda alla sostanza…
Grazie M&C per la soffiata!
Io ero riuscito a capire che si trattava di Baricco e che altrove si alludeva allo scrittore Trevi…ma confesso che non riesco a tenere il passo: troppi coinvolti in questo romanzo leopoldiano ;-)))
Dimenticavo un consiglio per Giulio da Padova:
Per la tua scuola, assumi Fabrizio da Acilia, risparmi in ingaggio, ma non perdi in qualita’! 🙂
ot (scusami leo)
caro sparz
perchè nazione indiana mi impedisce di postare i miei pensierini?
grata se vorrai rispondermi
bacio
la fu
ps: è un piccolo rospo ma il mio terapeuta è in ansia 🙂
Caro Fabry, ciao. Torno adesso dal salento ( hai ricevuto la cartolina), e trovo questo tuo ultimo posto leopoldiano , come sempre ricco di interesse e di riflessione, in cui si parla esplicitamente ( o quasi) di Baricco.
Ne approfitto per proporre un contributo su uno dei suoi libri-totem ( Seta) che feci a suo tempo, sperando che possa interessare.
Un abbraccio forte.
Augusto
BARICCO GRANDE GENIO DEL NULLA
Un libro – dice lui – che non è un libro, ma una storia con una musica ( tutte le storie hanno una musica) , una musica bianca . Ecco Baricco che fa scomparire tutte le cose reali: sentimenti case fiumi , montagne città strade fiori , il mare , sì l’Oceano Mare , che prima aveva descritto con trasporto da innamorato , anche il mare sparisce. E la stanza si riempie di …niente. Poi va a prendere alcune tessere di un puzzle , – come dice Citati – : un pizzico di Voltaire , un frammento di Perec, qualcosa di Marco Polo e di Calvino,(naturalmente) ,il tutto condito con una larga passata di Borges . Poi ritaglia, tagliuzza, trita , fa uno polpettone , un impasto per ridurlo infine a qualcosa di sottile , sottilissimo, trasparente , simile alla carta velina che usavamo una volta come copia . Poi comincia ad istoriarlo , incastonarlo , comporlo sul monitor del computer , in modo tale che uno stesso brano si possa replicare due o tre volte, senza troppa fatica. Alla fine , ecco il libro. E’ fatto di “niente” (era il sogno di Flaubert , che non realizzò mai, perchè non conosceva il Giappone) Invece
Baricco sa che il Giappone è un paese senza profondità, senza peso , un paese appunto di carta velina , con pannelli di carta di riso , con stanze senza mobili, con una tazza di tè che rappresenta l’unico discorso possibile e poi la vita di un giapponese è ridotta ad un teatro di ombre , a d un gioco d’ombre . …Eccolo disegnare sul monitor un giapponese con la sua tunica scura , poi una ragazza cogli occhi che stranamente non avevano un taglio orientale …( ci vuole un che di suspense ) E poi gli uccelli , tanti uccelli, centinaia di uccelli dalle grandi ali azzurre che volavano liberamente nel cielo di segni colorati o riempivano follemente una voliera….Intorno a questo raccontare una storia con un personaggio snob inesistente , senza passato, senza presente , senza futuro, c’è una musica bianca e, – leggero, trasparente , lieve come la seta , – il Nulla. Ed ecco confenzionato un magnifico romanzo sul Nulla, ma un Nulla pieno di Poesia Bianca , che viene tradotto in settandue lingue e diventa un best sellers, che fa annoverare Baricco come il più grande scrittore italiano, insieme ad Eco, negli States , ma anche ( pare) in Francia e in Malesia e chissà in quanti altri paesi.. Letto questo Romanzo , letto il testo teatrale Novecento , (ottimo come tale, oh, yes , mentre il film l’ho trovato eccessivamente lungo, prolisso e pesantuccio ) , ho provato a leggere gli altri romanzi , ma non ci sono riuscito . Mi annoiavano terribilmente , dopo poche pagine non ce la facevo a proseguire …mi sembrava tutto già scontato, già letto, già visto….Era l’effetto Nulla , che ha tuttavia un suo indubitabile fascino . E poi c’è quella straordinaria musica bianca che ti invade e non ti fa pensare al fatto che l’indomani ti devi alzare presto. Sento intorno a me tante voci , giovani voci, per lo più che lo dicono un grande scrittore, il più grande , l’unico che l’Italia abbia , mentre io in assoluta minoranza continuo a sostenere trattarsi di un grande genio del Nulla.
Ma ovviamente , come sempre: ai posteri, ai posteri l’ardua sentenza.
@funambola: cara fu, non vedo alcun tuo commento moderato, se alludi ai commenti su “sarah, un errore domestico”, prova a dirmi com’era il commento di preciso e quando l’hai messo; forse nel frattempo il problema si è risolto?
[mi scuso molto con Fabrizio per l’OT]
baricco, o della “profondità di superficie”, dice G.F. (meglio non elogiarlo, G.F., ché sparisce il post, manco fosse una parola magica).
19 ottobre 13.19 lancio sublime 🙂
20 ottobre 00.43 recriminazione 🙂
grazie sparz, tu sei un gentiluomo
bacio
la fu
mi riscuso
grazie a tutti, in particolare ad Augusto per la sintesi esemplare.
chi avesse difficoltà a seguirmi può prepararsi al post di domani dando un’occhiata qui.
Caro Fabry,
devo correre ai ripari e rimettermi in pari con l’indagine di Leopoldo sui sedicenti maestri di scrittura creativa…Si riferisce a loro il titolo “Quando vi ucciderete, maestro?” di Antonio Franchini (ed.Marsilio).
A domani, per il recital di Augusto 😉
Un abbraccio,
Titti
una storia torbida,
intorbidita dai personaggi,
dalle intenzioni e dall’onomastica.
personaggi che scrivono
una storia profonda, non più fonda
della linea di galleggiamento delle hit parade
e delle top ten fatte dagli stessi personaggi
o dai loro facenti funzioni
insomma una storia da pantano