43. Parole

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da qui

Saulo ha ingoiato l’ennesimo rospo:
Hai ragione, viviamo in tempi bui. Il vero intellettuale (non quello dei salotti infarciti di nani e ballerine) è perseguitato dal potere. Gli scrittori autentici vivono nascosti nelle catacombe, come te, nell’inferno della sperimentazione. Mi sembra di capire il significato dei cammelli: la necessità di macerarsi prima di affidare alla pagina o allo schermo una parola; le gobbe rappresentano riserve di cultura e di sapienza, utili per la traversata nel deserto dell’indifferenza e del cinismo. E’ una condizione precaria, impermanente, come ogni destino umano quando è osservato nella sua profondità. Lo scrittore è un sacerdote braccato dalle autorità, costretto a cercare di nascosto il vino per la messa, isolato da campagne di diffamazione e da azioni repressive che fanno terra bruciata intorno a lui. Il potere e la gloria ne scandiscono la storia lacerata, fino a farne un tunnel trafitto da una luce fioca e intermittente.
Vedo che hai imparato anche tu a usare le parole.
– Servono a poco le parole. Mi meraviglia che uno come te sia finito nella bottega di scrittura: ci vuole una rivoluzione.
Per vedere realizzati i nostri sogni, dobbiamo attraversare l’inferno della realtà che ci circonda. Una scuola di scrittura può contribuire a esorcizzare il marketing delle aziende commerciali americane, i Ken Follet di ogni tempo, che si credono più grandi di Manzoni. Bisogna vivere fino in fondo il tempo devastato per liberarci dalla sua vigliaccheria, a cominciare dalle cellule di base, le parole, da cui dipende tutto l’organismo. Insegniamo a prendere coscienza della forza insita nell’ordine e l’organizzazione della lingua, dello stile, delle idee.
Sempre che l’organizzazione non soffochi il carisma.
Un rumore improvviso e assordante li fa sussultare: viene dal fondo della Centraal Station.
Che sta succedendo? chiede Saulo spaventato.
Andiamo a vedere.
I due s’incamminano alla luce di una grossa torcia.

9 pensieri su “43. Parole

  1. f&r

    da dove cominciare per far ritrovare il senso della parola, del suo mistero, della sua forza, se oggi le nuove generazioni sembrano completamente indifferenti persino al significato delle parole e usano un linguaggio/marmellata fatto di pochissimi vocaboli, nessuna articolazione del pensiero che vada oltre il soggetto verbo ( quando va bene coniugato correttamente)?

    una sfida che rischiamo di perdere ma che non possiamo non raccogliere

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  2. M&C

    Anche se questo non è il genere di musica che ascolto, apprezzo comunque l’abilità tecnica degli ELP e la loro capacità di creare questo suono particolare (rock progressivo) che è stato definito “una perfetta miscela di rock e musica classica”, e mi viene da dire: meno male che nessuna organizzazione ha mai soffocato il loro carisma!

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  3. Roberto Plevano

    Ispira pochissimo è vero, ma è l’immanente Zeitgeist che ci circonda. Studi di filosofia “che sono stati utili” nell’aver a che fare con gli altri, e non si rende nemmeno conto che parlare male del sistema italiano in un programma televisivo nazional-popoòlare (seppure di buon livello) è un errore che neanche il più maldestro dei pasticcioni.

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