
[Ricevo da Salvatore D’Angelo e molto volentieri pubblico. FK]
Teologa, scrittrice,
giornalista, eremita,
donna libera e indipendente.
http://insonnoeinveglia
Tutti coloro che ne hanno apprezzato le battaglie, le opere, la vita, la ricordano qui con affetto e gratitudine.
Lei stessa ha scritto
questa epigrafe:
NON MI VESTITE DI NERO
è triste e funebre.
Non mi vestite di bianco:
è superbo e retorico.
Vestitemi
a fiori gialli e rossi
e con ali di uccelli.
E tu, Signore, guarda le mie mani.
Forse c’è una corona.
Forse
ci hanno messo una croce.
Hanno sbagliato.
In mano ho foglie verdi
e sulla croce,
la tua resurrezione.
E, sulla tomba,
non mi mettete marmo freddo
con sopra le solite bugie
che consolano i vivi.
Lasciate solo la terra
che scriva, a primavera,
un’epigrafe d’erba.
E dirà
che ho vissuto,
che attendo.
E scriverà il mio nome e il tuo,
uniti come due bocche di papaveri.

grazie, una rara, grande, rasserenante donna
Descrive serenamente la propria tomba con immagini poetiche primaverili che fanno pensare a Claude Monet (“Campo di papaveri”).
Giorgina BG
Ho un ricordo commosso. Quando apparve in TV sembrava che il mondo potesse cambiare. Si parlava con il tono giusto. Eravamo più liberi, tutti. Si ricominciava a parlare di Dio. Poi, il mondo è cambiato veramente. Mai noi volevamo altro…
Ascoltare persone come Adriana Zarri apre il cuore e fa sentire vivi. Non so, ma mi pare un segno che a ricordarla nel web sia stato un “anticlericale mangiapreti” come il mio amico Giorgio Di Costanzo, il giorno stesso della sua “partenza” – e per usare una espressione di Giorgio stesso. Qui, su http://www.insonnoeinveglia.splinder.com
Grazie, fa bene leggerla.
c.
Ho una sua lettera che conservo ancora, un grande dispiacere sapere che manca. Grazie.
grazie Franz: un ricordo doveroso.
il segno di un rinnovamento sempre più urgente.
una grande forza che mi ha sempre suscitato una grandissima tenerezza. le parole del suo epitaffio mi confermano nel sentimento.
Era bello sapere che c’era,
resta il suo esempio, di una semplicità che spaventa.
“Era bello sapere che c’era,
resta il suo esempio, di una semplicità che spaventa.”(robertorossitesta)
Ma se negli atti quotidiani assumiamo un po’ di quella sua semplicità, e ogni tanto l’occhio del cuore va a lei, beh allora sarà un ulteriore indizio che si è vivi e AZ continuerà a esserci.
Mi sembrava giusto ricodarla qui, in questo blog che si propone di di far dialogare mondi diversi…
mia nonna e mia madre, di poco più vecchia di lei,avevano la sua stessa indole e la stessa visione della vita,forse per questo trovo in lei e nelle sue parole una familiarità che mi aiuta a sentirmi a casa.f