ADRIANA ZARRI (26 aprile 1919 – 18 novembre 2010)


[Ricevo da Salvatore D’Angelo e molto volentieri pubblico. FK]

Teologa, scrittrice,
giornalista, eremita,
donna libera e indipendente.
http://insonnoeinveglia

Tutti coloro che ne hanno apprezzato le battaglie, le opere, la vita, la ricordano qui con affetto e gratitudine.

Lei stessa ha scritto
questa epigrafe:

NON MI VESTITE DI NERO

è triste e funebre.
Non mi vestite di bianco:
è superbo e retorico.
Vestitemi
a fiori gialli e rossi
e con ali di uccelli.
E tu, Signore, guarda le mie mani.
Forse c’è una corona.
Forse
ci hanno messo una croce.
Hanno sbagliato.
In mano ho foglie verdi
e sulla croce,
la tua resurrezione.
E, sulla tomba,
non mi mettete marmo freddo
con sopra le solite bugie
che consolano i vivi.
Lasciate solo la terra
che scriva, a primavera,
un’epigrafe d’erba.
E dirà
che ho vissuto,
che attendo.
E scriverà il mio nome e il tuo,
uniti come due bocche di papaveri.

11 pensieri su “ADRIANA ZARRI (26 aprile 1919 – 18 novembre 2010)

  1. pasquale vitagliano

    Ho un ricordo commosso. Quando apparve in TV sembrava che il mondo potesse cambiare. Si parlava con il tono giusto. Eravamo più liberi, tutti. Si ricominciava a parlare di Dio. Poi, il mondo è cambiato veramente. Mai noi volevamo altro…

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  2. Salvatore D'Angelo

    “Era bello sapere che c’era,
    resta il suo esempio, di una semplicità che spaventa.”(robertorossitesta)

    Ma se negli atti quotidiani assumiamo un po’ di quella sua semplicità, e ogni tanto l’occhio del cuore va a lei, beh allora sarà un ulteriore indizio che si è vivi e AZ continuerà a esserci.
    Mi sembrava giusto ricodarla qui, in questo blog che si propone di di far dialogare mondi diversi…

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  3. fernirosso

    mia nonna e mia madre, di poco più vecchia di lei,avevano la sua stessa indole e la stessa visione della vita,forse per questo trovo in lei e nelle sue parole una familiarità che mi aiuta a sentirmi a casa.f

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