A te

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=zbM72JEqfJ8]

da qui

Penso che ogni tanto ci si debba fermare: soprattutto stasera che ho avvertito una frustata nel cervello, e potrebbe venirmi un ictus da un momento all’altro. Forse è arrivato il tempo di dire che dopo vent’anni di servizio a fianco di don Mario, dopo dodici anni di lavoro da prete-infermiere, sono stato completamente scaricato, abbandonato allo sciacallaggio di chi continua a fare i propri interessi senza una particella di pietà per una situazione che va al di là delle possibilità umane. Potrei fare un elenco di nomi, ma mi voglio distinguere da chi ha giocato al massacro dalla prima ora fino all’ultima; voglio dimostrare che l’umanità viene prima di ogni cosa, e che senza di essa tutto il resto è pula portata via dal vento. Ho chiesto tre cose alla morte di don Mario: la costruzione del dormitorio per i senza tetto, oggetto di un suo voto formulato al termine dell’edificazione del Centro di formazione giovanile; il riconoscimento giuridico del Centro stesso, condizione essenziale per la sua sopravvivenza e la sua crescita; il trasferimento della salma di don Mario nella chiesa da lui eretta mattone su mattone e a grande richiesta dei fedeli. Nessuna risposta è stata data. Porto avanti (praticamente) da solo una parrocchia di ventimila abitanti e un Centro giovanile, senza che nessuno si preoccupi che potrebbe prendermi un colpo troppo facilmente. Devo sopportare i franchi tiratori che, invece di offrire aiuto, malignano sulla destinazione delle entrate; la guerra di quelli che cercano solo un loro spazio, ignorando le esigenze autentiche della comunità; le delazioni di preti senza scrupoli che cercano di mettermi in cattiva luce con la gerarchia; gli attacchi di invidiosi che non capiscono quanta fatica e sofferenza ci sia dietro il cosiddetto “successo” con la gente. Eppure, nonostante tutto, credo ancora nel sogno di don Mario; se lui è passato attraverso le forche caudine delle malattie più disparate, la cattiveria gratuita dei nemici, l’accanimento di chi anche quando cadeva gli sputava addosso, voglio passarci anch’io; voglio credere che alla fine di tutto questo buio ci sia una lama di luce che si chiama vita; voglio dedicare a te, amico, questo mio dolore; voglio farlo per te, neanche per Dio: lui mi perdonerà, come mi ha sempre perdonato.

44 pensieri su “A te

  1. fernirosso

    Caro fabrizio,non ascoltare le maldicenze,sono meno che pioggia, meno che nebbia, sono la vacuità.Continua a vivere. Segui ciò che senti vivo in te, è come qualcosa che brucia dentro e non ti consuma,ma brilla la tua vita,la espande in ogni direzione.Cerca di essere lieto in te e distaccato, da ogni segno del mondo.Ricorda:da ogni segno.Tutto è fare un passo nel cosmo, non in quetsa piccola pallina di terra. L’uomo ha scorato di essere un corpo di milioni di esseri, per questo è così miseramente vuoto, caduco, istantaneo.Chi ricorderà che è molto più della propria vita essere con gli altri e per gli altri non avrà timore di nulla, perché ogni cosa è modestissima.
    Ti abbraccio,ferni.
    Qualunque cosa io posso fare per te sono a disposizione.

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  2. caterina paoletti

    lontana geograficamente per capire cosa ti sta accadendo ma vicina per sentire l’urlo della tua ferita.
    nn ho parole
    so che il Signore risponde sempre a chi bussa
    anche se tu usi un ariete

    quello che fai è tantissimo e lo sai…e ora lo senti sul tuo corpo .
    prenditi cura di te o fallo fare a mani capaci
    un abbraccio
    cate

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  3. lucypestifera

    non sei l’unico parroco in italia a vivere situazioni come questa. io non bazzico molto l’ambiente, ma ho diversi amici – qualcuno se n’è andato – che lamenta(va)no lo stesso senso di solitudine, frammisto all’impressione di essere anche un po’ presi in giro. le gerarchie, fino a molto in alto, sono di quelle che, molto opportunamente, oggi pranzano con berlusconi e la sua masnada. che t’aspetti? se sei massacrato di lavoro e massacrato dalla bontà e grazia umane che ti circondano, significa che sei, lasciamo un margine all’umana imperfezione, “quasi” nel giusto.
    sei meglio da vivo che da morto, non cercare il martirio: fa’ i conti con capacità reali, tempo reale, salute, pazienza non infinita, mezzi materiali limitati, solo così tirerai fuori l’impossibile.
    l’invidia, già, sempre lei. è quella che ci ha condotti fino a qui, che si intrufola ovunque, vecchia stupida serpe.
    ma se ti invidiano significa che sei invidiabile. e tu: sorridi.
    ti ci vorrebbe una perpetua con il mio caratteraccio! li rincorrerei tutti con la scopa, dovrebbero passare su di me! (se ancora s’usassero e le perpetue e le donne con le (s)palle quadrate).
    scommetto che dopo lo sfogo ti senti già meglio.

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  4. M&C

    Il testo di questa canzone è una bellissima dichiarazione d’Amore, e sembra veramente voler raccontare il grande sentimento che ti ha legato e ti lega ancora a don Mario: un Amore che ti fa andare avanti nonostante tutto, che dà significato ai tuoi sforzi, che “riesce a render la fatica un immenso piacere”, che ti fa passare attraverso le “forche caudine più disparate” e che ti fa vedere “alla fine di tutto questo buio una lama di luce che si chiama vita”.
    L’Amore, questo tipo di Amore, è l’unico senso possibile della vita, senza Amore nulla ha più ragione di essere, ogni cosa è vana.
    Proprio ieri ci hai detto che solo chi è innamorato può comprendere l’Amore di Dio che agisce per primo e dona senza chiedere nulla in cambio…
    Ti sono vicina con immenso affetto.
    cri

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  5. Rashide

    Caro Fabrizio sono convinta che tu troverai la forza per fronteggiare gli eventi che adesso nella tua realtà di prete ti sembrano pesi davvero insostenibili.
    Ascoltando una volta a Don Mario durante la sua catechesi , mi ha rimasto sulla memoria il testo del Vangelo di Luca (6,27-30).
    Che la luce beata dello spirito di Cristo ci illumini a tutti noi e dissolva tutto ciò che continua a separarci da lui.
    Un abbraccio.

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  6. mariapia

    No, io aggiungo che dovresti proteggerti anche:
    la tua salute che, se esposta ad ogni intemperia potrebbe travalicarti…No, tu servi ai tuoi ragazzi ai tuoi grandi scopi e alla memoria di D.Mario, vivo; e vivo devi restare, anzi bene.
    caldeggio tu ti faccia aiutare anche dalla gente per sostenere alcuni dei tuoi obiettivi.

    e per il resto caldeggio quanto già sei.va benissimo così, anzi la meglio!
    Maria Pia

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  7. robertorossitesta

    Caro Padre Fabrizio,
    oggi è la festa della Madonna di Loreto, no? Chi ha traslato la Santa Casa penserà alle altre traslazioni cui giustamente teniamo; non aspettiamoci più nulla da questi mortinpiedi che pensano soltanto a farsi iniezioni d’immortalità.
    Un abbraccio,
    Roberto

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  8. Roberto Plevano

    Ciao Don Fabrizio. Il vero miracolo è il lavoro che hai fatto e che fai ogni giorno, il vero miracolo è che hai intorno, vicini e lontani, amici che non ti dimenticano, che hanno stretto rapporti con te a partire da poche righe lette in uno schermo azzurrino…
    il resto è il secolo, un po’ difficile fare piani e vederli portare a termine finché ci si è dentro, non è proprio casa nostra…
    Un abbracio, speriamo che ci rivediamo
    R.

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  9. rita d'Ascia

    ti leggo e sto male…vorrei-potrei-dovrei dirti:FERMATI,ma tu non lo faresti,non potresti….sto male e preoccupata per la tua salute moltissimo e moltissimo per il tuo di dolore per la delusione la rabbia di aver dato e fatto….e tutto sia andato via col vento e una sensazione orrenda di avvilimento d’impotenza è un vero dolore,che ti strazia e credimi,mi strazia,tu sei entrato da subito nel mio cuore,da quel 17 febbraio,quando ti presi in braccio e tu delizioso piccolo fagottino,pieno di capelli ed enormi occhi blù,fu colpo di fulmine..io ragazzina ero sempre con te,volevo stare con te,ti facevo giocare,cantare,ero la tua traduttrice simultanea,la tua “c” che usavi al posto della “s”e solo in pochi capivamo il tuo strano linguaggio…quel linguaggio che è diventato un vero dono di Dio…Fabrizio mio,forse siamo nati per soffrire,forse..ma che sofferenza l’ingiustizia che stai subendo,mi appartiene me la sento mia,mi sento offesa,delusa,usata,tradita,”beati coloro che saranno perseguitati in nome mio”…c’è LUI,per fortuna, e spero,come dice quella preghiera bellissima,che in questo momento di tremenda solitudine,invece Gesù stia vicinissimo a te,così vicino come non mai,e ti stia portando fra le sue braccia,tesoro mio,ti scongiuro una visita medica e qualche analisi??fallo per chi ti ama,troppi hanno tanto bisogno di te…anch’io..ti stringo forte con l’Amore e la stima che sai..

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  10. clelia pierangela pieri

    Non sono una “credente” nel termine che siamo abituati a conoscere. Ma credo nella forza dell’uomo, nelle cose buone, nella generosità e nella condivisione di una vita da vivere al meglio.
    Ti ho letto, concordo con Lucy e faccio anche mio il suo commento. Se potessi prenderei anch’io la mia scopa (che tanto tra poco mi servirà comunque) e verrei lì a darti manforte.
    Grazie e riguardati.
    c.

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  11. Giovanni Nuscis

    Caro Fabrizio, mi spiace davvero. Il problema è che il suggerimento che ti dai – “Penso che ogni tanto ci si debba fermare” – a fronte del carico di lavoro sempre più insostenibile al pari del malanimo di certa gente, è però di fatto impraticabile. Se non ci sono intorno a te mani affidabili per aiutarti nella gestione del Centro e della parrocchia andrebbero forse pensate delle soluzioni pratiche. Il Centro in particolare mi sembra che abbia un’organizzazione complessa. Si potrebbe provare a chiedere disponibilità in tal senso attraverso gli opportuni canali (compreso FB), indicando i compiti da assolvere e i requisiti di coloro che potrebbero assumerle, non escludendo forme di gratificazione; esaminando curricula, lettere di autopresentazione.
    Quanto alle cattiverie, alle invidie, alle delazioni, alle malignità esse fanno male, e bisogna farsele scivolare addosso per non soffrirne.
    Un grande abbraccio. Giovanni

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  12. Fabio Franzin

    Caro Fabrizio, ciò che fa urlare le tue carni e la tua anima, è ciò che allontana molta gente dalla chiesa (dalla chiesa, non dalla fede); dalla chiesa, dicasi clero, con tutte le, umane hainoi, lotte per il potere, per dare un colpo al cerchio e uno alla botte e così mantenere i privilegi, di una cricca che c’è anche fra le stanze coi crocifissi che dovrebbero sempre far ricordare la grandezza di un esempio, quello sì umano, nel senso più vero del termine.
    Però le figure scomode, dissenzienti, vedi Don Milani, Turoldo, ecc… sono quelle che non ci permettono di dire “ah, i preti, tutti uguali”. Non sono tutti uguali, e forse di bravi ce ne sono più di quanti si immagini, così come ci sono dei bravi cittadini anche in questo sfasciume corrotto che è la società italiana. So che tu sei uno di quelli, ed è difficile, lo so. Ma tieni duro, ti prego.
    Un abbraccio. Fabio

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  13. nino

    Caro don Fabrizio,
    è la prima volta che ti scrivo, anche se ti leggo ormai da anni, e ciò perchè sento ancora nelle mie orecchie la tua richiesta d’aiuto; si, per la prima volta, non ti leggo per riempirmi della tua straordinaria capacità di dare, ma per chiedermi cosa posso fare per te, per te che mi hai fatto capire che ci sono preti che possono aiutarti a far vivere il tuo credo tra tutte le difficoltà che questo mondo impazzito gli oppone. Quando leggo ciò che ti scrive Rita D’Ascia mi sento estremamente incapace, inadeguato, ma poi torno allo splendore di ciò che ho capito dalla persona eccezionale che tu sei e mi dico che devo farti sapere quanto ti voglio bene, quanto sei importante per tanti piccoli componenti di questa umanità sofferente. Ma se devo dire tutto ciò che penso fino in fondo, credo che anche questa tua “debolezza” sia una perla che ancora una volta tu ci hai regalato.

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  14. Francesco Randazzo

    «Che ne dici Sancio? vedi quanto male mi vogliono gli incantatori? vedi fin dove arriva la loro cattiveria e l’astio che mi portano, poiché hanno voluto privarmi della gioia…»

    Ti capisco, so cosa vuol dire. Si brandiscono bastoni contro mulini a vento, ma l’anima di un hidalgo non si arrende mai.

    Ti abbraccio

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  15. Salvatore

    Caro Fabrizio ti invito serenamente ad andare avanti per la tua strada, senza voltarti indietro, è importante che la tua condizione mentale sia lucidamente rivolta alla chiarezza dei tuoi intenti e degli intenti della comunità. Non dare retta a malignatori o a persone che cercano spazio sulla pelle della parrocchia tra l’altro Domma insegna: l’importante è essere nel giusto. Capisco che dal punto di vista umano è difficile e questo segno di stanchezza, che non confonderei con debolezza, è un aspetto umano con cui devi confrontarti, conciliare la cura di se stessi con tutti gli impegni non è facile. Per quanto riguarda il carico di lavoro, dato che dalle alte sfere aiuti non ne arrivano, forse ciò che rimane da fare è sfruttare questa grande risorsa creata da te e domma che sono i parrocchiani. Organizzare insieme cosa bisogna fare e chi lo deve fare nel rispetto del tempo disponibile di ciascuno di noi per ottimizzare, se ci si riesce, tutte queste belle energie. Un sistema che forse penalizzerebbe un po’ la fantasia e l’improvvisazione del singolo ma ci si guadagnerebbe, probabilmente, in termini di sostanza. Insomma , credo che dovremmo gettare le basi per continuare quel rapporto PRIVILEGIATO che DOMMA aveva con la provvidenza.

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  16. mauro baldrati

    Caro Fabrizio, mi unisco a tutte le voci amiche che senti qui. In questi giorni il Cardinale Bertone è andato a pranzo da Berlusconi, ufficialmente per presentargli nuovi cardinali, in pratica per portare la benedizione della “Santa Sede” al suo governo. Penso che questa impalcatura di potere, di ipocrisia, sta in piedi soprattutto grazie al lavoro delle persone come te. Penso che mi viene rabbia, scoramento e disprezzo assoluto. Ma io perdo, stando nel negativo; invece vinci tu, con le opere e la forza positiva, nonostante tutto e tutti. Perché siete voi la Santa Sede.

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  17. Dora

    mi unisco anch’io alle voci di chi ti ha già scritto per dirti: coraggio; sai bene che Gesù ha assicurato ai suoi discepoli che avrebbero conosciuto persecuzione, tribolazione, maldicenza, incomprensioni e così via. Se ti accade tutto questo vuol dire che stai calcando le orme del Maestro e questo ti deve bastare; inoltre sai anche che, la maggior parte di chi ti è vicino, ti ama, ti stima,apprezza il lavoro che stai facendo nella vigna del Signore e ti ringrazia per essere un vero pastore di anime e non di quelli che finiscono sui giornali per le loro malefatte. Stai veramente contribuendo ad edificare il Corpo di Cristo e in tanti ti siamo grati per quello che fai ed anche se,umanamente, ti senti solo, solo non sei: Il Signore è con te. S.Paolo raccomandava a Timoteo di bere un pò di vino (!) io ti dico cura anche la tua salute fisica, per continuare ad essere di valido aiuto per chi ha bisogno di te.

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  18. margherita ealla

    “voglio farlo per te”
    una grande lezione di umanità (e di volontà), volere “fare” qualcosa per qualcuno, il prossimo, non per sé e nemmeno per Dio (viene di conseguenza)
    tanto più disarmante e sincera, dalla constatazione – ammissione di debolezza e stanchezza iniziale.
    Aggiungo il mio abbraccio di solidarietà e sottoscrivo l’idea di Giovanni Nuscis, quella di chiedere aiuto in rete “per i compiti da assolvere” , definendo delle priorità e dei requisiti.
    Con grande stima, ciao.

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  19. fabrizio centofanti

    cari amici,
    vale la pena lottare se ci sono persone come voi.
    è diventato difficile ignorare le falle che si aprono, perché c’è chi ha paura di prendere davvero posizione.
    la chiesa non sfugge all’incertezza, alla tentazione dei compromessi comodi.
    bisogna rischiare, però: qualcuno, duemila anni fa, l’ha fatto con coraggio.
    se speriamo in un mondo migliore, lo dobbiamo anche a lui.
    credo che diventerò sempre più indisciplinato: se mi licenziano, farò lo scrittore!
    ringrazio simbolicamente per tutti la mia zietta, che mi ha tenuto in braccio da quando sono nato (mi hanno battezzato il giorno dopo perché stavo per morire: il buongiorno si vede dal mattino).
    un abbraccio forte
    faber

    Rispondi
  20. redmaltese

    questa lettera “a cuore aperto” ti fa onore amico mio. onorare la memoria di qualcuno è sempre cosa nobile. a te va tutta la
    nostra solidarietà.
    “non mollare, non mollare mai!”.
    con stima e affetto incondizionato ed eterno.
    il corsaro rosso

    Rispondi
    1. fabrizio centofanti

      corsaro, amico mio, fra pirati c’intendiamo!
      Anonimo, prima o poi la rivoluzione la facciamo.
      Stefano, mi sento onorato: mi dài carta bianca (ci siamo capiti).

  21. Anonimo

    Se il Signore l’ha salvata alla nascita, caro don Fabrizio, vuol dire che ha grandi progetti su di lei.
    Forse quello che ha vissuto finora ne e’ soltanto la preparazione: pazienza, virtù provata…e premio alla fine della corsa per chi conserva la fede, messa a dura prova anche dai suoi stessi ministri.
    Se dovesse decidere di “scendere in piazza” pubblichi un annuncio su FB e da tutta Italia verremo a protestare con lei a San Giovanni in Laterano o addirittura dal Papa a San Pietro.
    Buon weekend e che la Madonna di Loreto vegli su di lei, la sua salute ed i suoi impegni.
    A.A.

    Rispondi
  22. stefano massari

    non mollare fabrizio .. quando tutto è più difficile e pare sprofondare e sembra finire senza scampo .. e lì che la tua fede dà il colpo di reni che serve .. ci sono cose che si fanno da soli .. e si resta soli per sempre .. anche tra tante persone che ti sostengono e che ti dicono è cosa buona e giusta .. resti solo sempre e comunque . e va bene così e avanti .. fino all’ultima bustina di sangue . è giusto . con la massima vicinanza che posso .. stefano

    Rispondi
  23. beppecucchi

    La Verità ha due amici.
    La Via aveva dodici amici.
    La Vita, di fronte alla morte, ne aveva solo uno. (Parenti esclusi, si intende!)
    Tu, caro Fabrizio, ne hai già una trentina.
    Mi aggiungo anch’io, trentuno!
    Cosa mai potrà farci paura?
    Siamo tutti nell’abbraccio dei primi tre!
    Buonanotte
    Beppe Cucchi

    Rispondi
  24. annamaria orlandi

    La tua Chiesa è la vera chiesa. Ho ritrovato la gioia di partecipare alla messa. Per carità :curati la pressione! Basta una pillola…e un pò di calma. Non puoi star male per i tanti indegni che ti stanno intorno. Pensa ai don abbondi,ai padri provinciali,alle donne prassede…solo per rimanere in ambito manzoniano. Pensa a chi si professa cristiano e vede in berlusconi (minuscolo:anche lui è una categoria )l’uomo della Provvidenza! Non ti curar di lor…Le persone che ti stimano e che ti vogliono bene sono tantissime. Un abbraccio.

    Rispondi
  25. annamaria orlandi

    Caro Fabrizio ,il Centro di formazione giovanile è vitale,animatissimo,ricco di una gioventù piena di energie e di talento.Ho assistito ieri sera allo spettacolo del Centro e mi sono divertita e commossa. Che ci vuole per avere il riconoscimento? Andare in piazza con striscioni?Quale autorità dobbiamo affrontare?Non pensi che tutti quei ragazzi scatenati possano travolgere tutte le resistenze,anche di vertici granitici?
    Don Mario tornerà a casa,il dormitorio si farà.Don Mario ha creduto sempre nella Provvidenza. Continuiamo a farlo, anche se i tempi sono più duri.Coraggio.

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  26. Francesca

    Carissimo Fabrizio…finalmente mi ritrovo qui a commentare e a leggere i tuoi post. Posso solo immaginare quanto peso porti dietro le tue spalle, ma io, come tanti, vedo il frutto di ciò che trasmetti e ci “insegni”, la chiesa è sempre stracolma di gente che vuole ascoltarti e prendere esempio da te, e credo fermamente che se hai bisogno la comunità ti sarà vicina…chiedi e ti sarà dato…Riguardo le maldicenze, purtroppo il mondo è pieno di cattiveria, io mi ci scontro ogni giorno,e tante volte mi chiedo il perchè certi cuori si inaridiscano così…ma sono sicura che anche in mezzo a tutta questa cattiveria ci sia tanta bontà, tante persone che come noi hanno nel cuore l’amore…

    Ti abbraccio forte

    Rispondi
  27. annamaria orlandi

    Facciamola! Nonostante il mal di schiena, amo i cortei, le manifestazioni di piazza e gli striscioni.Pensa come si muoverebbero i ragazzi !!!!!

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  28. ilaria

    “conosciuto ” tramite gli occhi di una cara amica, beh cosa dire
    se la chiesa avesse più persone come te, forse sarebbe meno ipocrita,
    ma Dio si sa sta nel cuore , nella fede, tu combatti per questo… ed è un bellissimo amore.

    Rispondi

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