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da qui
Sai quando non riesci a muovere un dito,
e il dolore penetra ogni osso,
anche quelli sconosciuti a uno ignaro
di anatomia speciale,
ecco, così mi sento in questo inizio d’anno
che pare un’oscura profezia
dei giorni a venire, come se il corpo urlasse
di averne a sufficienza, vibrasse una protesta
dignitosa, pur di farsi ascoltare.
Ma il dolore è non dare, inchiodato a un letto
che non ha più offerto posizioni buone
perché la carcassa rifiatasse.
Non so se il Signore m’impartisca una lezione
o sia io così testardo da non voler fermare
il tempo che mi assedia, i poveri che chiedono,
la gente che si aspetta da me
una parola di vita. Ma che vita
posso consegnare
ora che non riesco a muovere un dito,
e il dolore penetra ogni osso
e questo inizio d’anno pare
un’oscura profezia dei giorni nuovi?
Non resta che la pietà nascosta
del silenzio,
la ferita aperta della fragilità;
il canto muto di un’attesa che ha fermato
tutto, anche il tempo che fugge:
ma non è viltà.

grazie a tutti quelli che mi hanno scritto e mi sono vicini.
perdonatemi: non ce la faccio a rispondere.
un abbraccio forte
fabrizio
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guarisci presto, fabry
un abbraccio
f&r
“Ma il dolore è non dare”?!?!!
Caro Don, stai dando oltre il dolore, ad ognuno di noi!
Grazie anche per questo ulteriore regalo.
Un abbraccio e tutto il bene del mondo!
…passerà anche questa stazione senza far male…
cosa posso io se non custodirti nel mio cuore
ti sono vicina
la funambola
Anche il dolore fisico è grazia in quanto partecipazione alle sofferenze di Cristo. Ti sono vicina e prego per te. Auguri, Dora
Gentile Don Fabrizio,
il brano del “Tristano e Isotta” che ha postato come commento ai versi esprime tutta l’angoscia dei versi stessi.
Si faccia coraggio, gentile Don Fabrizio, pensando che anche Cristo, oltre al dolore fisico della crocifissione, aveva provata l’angoscia del “calice amaro” e aveva dolorosamente temuto d’essere stato abbandonato dal Padre, quando ormai era sulla croce.
Ma lei sa meglio di me che il Padre non ci abbandona, soprattutto nella sofferenza.
Auguri di cuore
Giorgina BG
…sono lì…
eli
vicina nel dolore… con affetto
rita
Domenica tutti aspettavano don Fabrizio,ma è arrivato suo fratello. Contenti che tutto rimanesse in famiglia, ci siamo chiesti “come sta il nostro parroco?” Confesso che questa bella e dolente poesia non mi fa star meglio. Guarisci presto,Fabrizio, ma ,come ti avrà detto tua madre, curati bene. Un abbraccio .
Bentornato don Faber e non ti preoccupare di rispondere ad ognuno di noi, perchè se veramente ti vogliamo bene come diciamo, il nostro unico desiderio deve essere quello di sapere che ti stai curando e che guarirai presto…
Un abbraccio “strettissimo”. cri
P.S. Ema concordo pienamente!
” Mio Dio, mio Dio,che cosa è un cuore,
che tu lo spii e lo corteggi a quel modo,
profondendo su di esso tutto il tuo cuore
come se non avessi altro da fare…?”
M.Teresa
Mi dispiace x il dolore e spero passi presto, mi piace pensare che la Provvidenza non sapendo come farti riposare abbia alla fine trovato il modo, discutibile certamente:-)
Pensa a riprendesti in quanto a noi, sappiamo aspettare:-) certi che ne sara’ valsa la pena. Se nel dolore produci questo cosa puoi fare quando starai bene? L’attesa sara’ più che ripagata. Una preghiera x te.
SM
Caro Fabrizio ti sono vicino.
Un forte abbraccio
Giovanni
Ciao Fabri,
vorrei che un po’ di questo sole africano potesse scaldare le tue ossa e lenire il tuo dolore. Ci sentiamo presto, appena guarisci.
Un abbraccio
Monica
“la ferita aperta della fragilità”… È un verso molto bello, racconta quanto coraggio ci vuole per accettare la nostra fragilità di uomini e farne un punto di forza e non di debolezza.
Ti auguro e spero di cuore che tu possa guarire presto e bene.
Un abbraccio affettuoso.
Barbara
il dolore è sempre dietro.. l’anima.. in ognuno di noi.
un pensiero.
Io sono con te, Fabrizio. Un abbraccio
“O cuore, non chiedere al tempo il segreto del bene
e del continuo girar delle epoche non volere le regole.
cercare il farmaco aumenta il dolore,
accogli la pena e non desiderare rimedio”
‘omar khayyam
Caro Fabrizio,
darai tempo al tuo corpo di guarire! ma forse riuscirai a riposarti. un abbraccio forte,
Lucia
grazie a tutti per la ricchezza della vicinanza e la bellezza dei pensieri.
una brutta influenza è piombata su una salute già precaria e un organismo provato e ha fatto danni che spero si risolvano presto, perché la vita grida i suoi diritti e io voglio rispondere.
vi abbraccio forte
fabrizio
…un abbraccio faber…
con l’anima che grida!
eli
Caro Fabrizio,
la tua anima ha così tanto da dare e da offrire che il corpo non riesce a limitarla neanche in questa circostanza.
Ti aspettiamo tutti, e io ti abbraccio con tutta la forza.
F.
grazie Eli!
Fabrizio, che piacere sentirti, un abbraccio pieno di grazie.
faber
La lettura di questo post che parla di una carcassa testarda a non volerai riposare mi ha allarmato.
Se potessi, don Fabrizio, la preleverei con la forza per farla sottoporre ad un Day Hospital. Magari nello stesso nosocomio dove e’ ricoverato Leopoldo-donFaber!
Si curi, mi raccomando, e se proprio non ce la fa, la metta su questo piano: e’ un peccato non occuparsi della propria salute, tanto quanto essere ossessionati dalla propria immagine.
A. A. (Addetto Asl 🙂
in effetti, da questo punto di vista, pecco continuamente.
speriamo che Dio mi perdoni!