15. Quando

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da qui

Il viale degli olmi ha un fascino particolare per la circolarità tra le foglie tenacemente appese ai rami e quelle che cedono per debolezza o per destino, precipitando sul tappeto gialloscuro steso sul grigio della strada. Non si distingue più fra l’alto e il basso, il cielo e la terra: sono le foglie a decidere la profondità e l’altezza, il colore dei ricordi e dei rimpianti e quello del futuro, il cielo a sprazzi oltre i fusti contorti e i lampioni stile antico, come se il tunnel della vita, in apparenza chiuso da ogni parte, nascondesse il sogno di una libertà esentata dalla scelta fra i rami e l’asfalto e il circolo vizioso di destino e debolezza, e lasciasse intravedere una via di scampo inaspettata. Chissà chi decide quali foglie debbano salvarsi e quali rovinare sul tappeto grigio della morte che potrebbe visitare, per esempio, la donna bionda col vestito azzurro e la faccia di Jennifer Morrison che ora cerca di capire, con la coda dell’occhio, da dove provenga il rumore esploso dietro a lei; ma non ha il coraggio di voltarsi, mentre Medardo, per la prima volta in vita sua, non si sente diviso tra particolare e universale, ed è convinto che la visione sorpresa in mezzo agli olmi, l’angelo in volo sul tappeto invernale, sia la chiave di volta per rimarginare la ferita del suo essere spezzato: solo adesso si sente in grado di apprezzare la libertà che rende sopportabile la vita, la ragione per cui vale la pena accettare che la foglia precipiti per sempre, che l’esistenza si stacchi dal ramo contorto e logoro di una felicità improbabile. Per questo quando Viola, fattasi coraggio, si volta e incrocia per un attimo le sue pupille dilatate, capisce che è lei, è solo lei lo sprazzo di cielo dello stesso azzurro del vestito, solo lei che può aprire una breccia nel tunnel di un presente grondante di rimpianti, di foglie morte e rinsecchite sull’asfalto grigioscuro della vita.

10 pensieri su “15. Quando

  1. Barbara

    (…) e nello sguardo
    dell’uno nell’altro,
    accetta quello che passa, credi a quanto rimane.
    (Il vestitino – Stephen Spender)

    Accettare la perdita, la ferita che ci accompagna, e realizzare così l’unica libertà possibile: quella del cuore.
    Barbara

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  2. f@r

    Chissà che si prova a sentire di essere sprazzo di cielo azzurro, breccia nel tunnel per qualcuno… non sapevo che faccia avesse Jennifer Morrison (se non mi fosse venuto in soccorso Google immagini, non lo saprei ancora) però anche sta volta invidio il personaggio letterario 🙂

    essere libertà per qualcuno, sembra quasi una contraddictio in adiecto, ma, in fondo, la vita non è, in sé stessa, contraddizione?

    un abbraccio, fabry

    f@r

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  3. Ema

    “ma non ha il coraggio di voltarsi,… fattasi coraggio, si volta”

    Un incontro, la percezione della verità, tutto qui avviene per un atto di coraggio.

    E’ vero che ci vuole più coraggio a soffrire che ad agire ma allora, siamo nati solo per questo?

    “Da un certo punto in avanti non c’è più modo di tornare indietro. E’ quello il punto al quale si deve arrivare.”
    Franz Kafka

    “T’amo e non t’amo come se avessi
    nelle mie mani le chiavi della gioia
    e un incerto destino sventurato.

    T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
    t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
    così ti amo perché non so amare altrimenti.”

    Pablo Neruda

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  4. Stella Maria

    …capisce che è lei, è solo lei lo sprazzo di cielo dello stesso azzurro del vestito…
    C’è un momento nella vita, e anche più di uno, in cui scopriamo di essere luce per qualcuno, ciò che conta è avere il coraggio di splendere e donare la nostra luce a chi è in quel tunnel buio e senza via d’uscita a dimostrazione che c’è sempre una via, una strada che si apre, una mano che si tende, non rimane che afferrarla.
    Siamo luce non nascondiamola agli altri sotto il mantello del nostro egoismo o delle nostre paure.
    SM

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  5. Rashide

    “L’amore non si vede in un luogo e non si cerca con gli occhi del corpo, non si odono le sue parole e quando viene a te non si odono i suoi passi”
    S Agostino.
    Questo viale degli olmi di autunno hanno un fascino anche per me!
    Un abbraccio

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  6. M&C

    La libertà che rende sopportabile la vita, la ragione per cui vale la pena, non è esentata dalla scelta.
    Scegliamo quando finalmente capiamo chi siamo, per Amore, e scegliere vuol dire sempre anche rinunciare ad altro.

    “Il bruco sfilerà la seta e volerà verso il cielo
    ali che dipingeranno l’aria e poi, con un volo,
    salirà scoprendo le sue verità, la libertà.
    Quel volo siamo noi, quel volo sono io
    e il cielo gli occhi azzurri di Dio”
    (Quel volo sono io – P. Migani)

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  7. vale

    “innanzi tutto,” incominciò, piuttosto greve, “vi dovete render conto che un gabbiano è fatto a immagine del Grande Gabbiano, è un’infinita idea di libertà, senza limite alcuno, e il vostro corpo, da una punta dell’ala a quell’altra, altro non è che un grumo di pensiero.”
    da ” Il gabbiano Jonathan Livingston”

    Vale

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