Arrivo nel solito caos e la trovo nell’angolo più buio, lei mezza cieca, che con certe forbicine aguzze traffica su un indumento.
“MA CHE COSA FAI?”
Tira su la testa con calma e mi guarda da sopra le lenti: “Ti ho comperato per pochi euro questa maglia al mercato. Bellissima, guarda, senti che lana. Chissà come è finita su quel banco. Aveva solo uno stemmino volgare, dei fili che pendevano qua e là. Ancora una mezz’ora e sarà perfetta.”
Taccio. Tace anche lei e torna al suo lavoro. Ma, sentendo il mio sguardo che non la lascia, aggiunge: “Non sei tu a dir sempre che l’imperatore non deve pensare ad altro che a far svolgere i riti, con i gesti corretti e con lo sguardo rivolto nella giusta direzione?”.
Continuo a tacere e arrossisco: di rabbia e di vergogna. Eggià, imperatori ormai lo siamo tutti, almeno un po’. Ed eccoci tutti serviti: io coi miei diagrammi di Gantt, Alessandro col suo nodo di Gordio, Ercole con le sue stalle d’Augìa; e persino il Padreterno, che d’ora in ora minaccia di fare un’iradiddio. Minaccia, ve’. Anche Lui si sente sul collo la benevolentissima ironia di lei, e trattiene la mano.

invece di essere contento, che presto indosserai una maglia così rifinita…;-)
Buondì Roberto
Cara Carla,
il protagonista (si fa per dire) ha forse detto d’essere scontento?
I due hanno la loro croce, alla quale peraltro non rinunciano.
Buongiorno a te,
Roberto
un tenero gesto di affetto, avvolto da uno sguardo silenzioso.
Proprio così, cara Ilaria, con tutte le difficoltà che possono sorgere dall’incontro di due caratteri “forti”.
Ciao,
Roberto
ed è nell’angolo più buio che a volte succedono cose incredibili….
ciao
eli
Cara Eli,
incredibili eppure prevedibilissime, dal momento che procediamo tutti come su binari,
a rispettosa distanza l’uno dall’altro, e dove persino uno scontro può sembrare una grazia. Poi a volte la grazia arriva davvero, ed è forse il momento più difficile.
Ciao a te,
Roberto
non lo so roberto…
quando la vita diventa prevedibile è come procedere su quei binari senza emozioni.
però si….la grazia poi arriva e non sai come gestirla.
un abbraccio
elisabetta
Ah, beh, io quando la grazia arriva, so bene come gestirla…;-))
Care Elisabetta e Carla,
secondo me una grazia che sapessimo veramente gestire non sarebbe grazia.
La grazia autentica gestisce noi, anche e soprattutto strapazzandoci.
E’ per questo che l’invochiamo ma ne abbiamo paura, e l’esorcizziamo con prudenze e riguardi.
Secondo me, eh.
Riabbraccio,
Roberto
infatti!
e non saper gestire la grazia improvvisa sa di aria buona.
ri-ciao
eli
si cara Eli, sa di aria buona, ma quando arriva è come un boato/silenzioso che arricchisce la nostra anima…incredula.
bacio
E’ impossibile pretendere di gestire totalmente la nostra vita, già quando procede tranquilla sui binari, figuriamoci se possiamo gestire la Grazia…
La desideriamo e la chiediamo incessantemente, a volte, ma poi quando arriva è sempre una sorpresa, anche diversa e migliore di quella che abbiamo chiesto, tanto da spiazzarci e demolire tutti i “castelletti” che abbiamo sapientemente costruito!
Ci possiamo solo affidare alla Grazia :-)))