58. Come tutto

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=5vO92REraUo]

da qui

Spostare il capo leggermente, da sinistra a destra e viceversa, gli procura un sollievo temporaneo. Sta leggendo un manoscritto di quelli che arrivano in ufficio – non ne può più di storie senza capo né coda, sgrammaticate e informi – e il mal di testa, come al solito, non gli lascia tregua. Il soggetto pullula di banchieri, cavalieri, dame in crinolina: Cavedagna si chiede come sia possibile scrivere ancora su temi come questi. Il fascicolo finisce nel cestino, colmo fino all’orlo. Tra le pagine affondate nella carta intravede qualcosa di più scuro: un segnalibro? Afferra con due dita un lembo dell’oggetto, verde, dal margine dentato e seghettato: una foglia! La rigira tra le mani: è morbida e ruvida nello stesso tempo, una leggera peluria dà brividi che attraversano il corpo del dottore. Lo sguardo si posa alternativamente su di essa, sul cesto con la carta, sul tavolo ingombro di libri, agende, confezioni di graffette, e poi ancora sulla foglia, le cinque nervature che partono a destra e a sinistra rispetto alla centrale, come la testa che ciondola, pensa, ricorda un prato raso, all’inglese, una quercia trapiantata, una camicia rosa aperta sul petto, sul seno velato a malapena, il verde degli occhi, le labbra semichiuse, la mano che accarezza un fianco, stringe dolcemente, la peluria, la foglia dentata e seghettata, la carta che trabocca come il cuore, le dame in crinolina, i cavalieri con il mal di testa, i banchieri con i conti che non tornano. Cavedagna si avvicina, le labbra sono ferme nell’attesa: ancora un poco, questione di centimetri, la mano risale sulle costole, nervature irradiate a destra e a sinistra e viceversa; ormai ha deciso: le bocche sono a pochi millimetri, si toccano, la camicia rosa gli aderisce al petto, che batte all’impazzata, come le tempie – avrà preso il Tachicaf? – le parole informi, sgrammaticate e incomprensibili, la lingua sulla lingua, come carta su carta: dov’è finito tutto? –  la ragazza lo fissa con le foglie verdi degli occhi – perché ogni cosa è stata cestinata, la lingua, la peluria che dà i brividi, la testa? Cavedagna si domanda da quanto non pianga per un personaggio di romanzo, se sia giusto commuoversi soltanto per un sogno: si asciuga le lacrime che partono a destra e a sinistra della nervatura della vita, sgrammaticata e informe, foglia dentata e seghettata, viva e finita nel cestino, come tutto.

17 pensieri su “58. Come tutto

  1. Stella Maria

    Una bella pagina, molto sensuale. Sembra di accarezzarla quella foglia, così si descriverebbe solo il corpo di una donna, ma se l’altro provoca dolore, accarezzare una foglia provoca solo piacere al tatto e sì, è giusto commuoversi per un sogno, da fare, fatto, infranto, avverato perchè la commozione rivela che nonostante tutto niente è inutile e da cestinare se è vero e mostra il nostro cuore.
    SM

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  2. Claudia

    ma perché ogni cosa è stata cestinata, la lingua, la peluria che dà i brividi, la testa?

    ci sono sogni che muoiono al primo tentativo di farne realtà, come foglie, restano vivi solo finché si nutrono della linfa dell’albero che li ha generati, una volta staccati presto disseccano.

    Ciao

    Claudia

    Rispondi
  3. Claudia

    alla ragazza dai capelli rossi… a tutte le donne che fuggono da sogni irrealizzabili

    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=VaRTocPWbhQ]

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  4. Roby (s.d a.)

    Le Cinque nervature della foglia, verde e morbida, ruvida e urticante… come le Cinque dita della mano, tutte equamente e indistintamente necessarie; così come il sogno, la realtà, il romanzo, il cuore e la ragione, Cinque emozioni forti che, intrecciate fra loro, ci rendono vivi e ci mostrano tutti i colori e le sfumature della vita.
    Nessuna di loro deve finire nel cestino, sarebbe come avere una mano monca!

    Sarà che oggi ho subito un piccolo intervento alla mano!!!!

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  5. M&C

    Questa pagina è “carta che trabocca come il cuore”… e “dà brividi” perchè ricorda quanto spesso i sogni, come questa foglia, finiscono nel cestino: a volte per mancanza di coraggio, o di determinazione, o semplicemente ed inevitabilmete per “buon senso”.

    “Non respingere i sogni perché sono sogni.
    Tutti i sogni possono essere realtà, se il sogno non finisce.
    La realtà è un sogno.
    Se sogniamo che la pietra è pietra, questo è la pietra.
    Ciò che scorre nei fiumi non è acqua,
    è un sognare, l’acqua, cristallina.
    La realtà traveste il sogno, e dice:
    -Io sono il sole, i cieli, l’amore-.
    Ma mai si dilegua, mai passa,
    se fingiamo di credere che è più che un sogno.
    E viviamo sognandola.
    Sognare è il mezzo che l’anima ha perché non le fugga mai
    ciò che fuggirebbe se smettessimo di sognare
    che è realtà ciò che non esiste.
    Muore solo un amore che ha smesso di essere sognato
    fatto materia e che si cerca sulla terra.”
    (Peddro Salinas)

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  6. M&C

    … “pardonnez-moi” è “Pedro” e non “Peddro”;-)

    Già che ci sono, aggiungo che anche questa musica “dà brividi che attraversano il corpo”!!!

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  7. Stella Maria

    A proposito di brividi ed emozioni, (sospiro) quanto vorrei essere quella foglia;-))è tutto il giorno che ci penso, mai leggere i post alle 8 del mattino:-))
    SM

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  8. Ema

    “le parole informi, sgrammaticate e incomprensibili”

    Pagina romantica e struggente, che parla d’amore di verità e di passione per la vita.

    Non esistono parole o formule risolutive che possano spiegarci la vita; si viene travolti dalle emozioni così, senza preavviso; basta una foglia tra le mani per farci sognare, soffrire o gioire, e farci sentire vivi; una foglia ad insegnarci a leggere il mondo che è dentro di noi; non esistono parole comprensibili; tutt’al più può esistere una conoscenza fondata sul contrasto, su ciò che rifiutiamo.

    Non chiederci la parola

    Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
    l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco
    lo dichiari e risplenda come un croco
    perduto in mezzo a un polveroso prato.
    Ah l’uomo che se ne va sicuro,
    agli altri ed a se stesso amico,
    e l’ombra sua non cura che la canicola
    stampa sopra uno scalcinato muro!
    Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
    sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
    Codesto solo oggi possiamo dirti,
    ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.
    Montale

    Rispondi
  9. Rashide

    Il dottore non fa altro che ridare vita agli aspetti della vita quotidiana, fra sonno e nostalgia le arrivano informazioni dall’inconscio per continuare il sogno notturno, purtroppo finito nel cestino.
    Come le lacrime che partono a destra e a sinistra nella nervatura della vita di sogni sommersi da chi soffre perplesso e sottomesso dalla malinconia.
    Un abbraccio

    Rispondi
  10. Anonimo

    Afferra con due dita un lembo dell’oggetto, verde, dal margine dentato e seghettato: una foglia! La rigira tra le mani: è morbida e ruvida nello stesso tempo, una leggera peluria dà brividi che attraversano il corpo del dottore.

    Questa descrizione ha dato alla testa a qualche lettrice…Chiamate subito un dottore, ma non Cavedagna! 😉

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  11. Ema

    “si domanda … se sia giusto commuoversi soltanto per un sogno”

    Se la vita sapesse il mio amore!
    me ne andrei questa sera lontano.
    Me ne andrei dove il vento mi baci
    dove il fiume mi parli sommesso.
    Ma chi sa se la vita somiglia
    al fanciullo che corre lontano …
    Sandro Penna

    Rispondi
  12. Ema

    ” ricorda … una quercia trapiantata…dov’è finito tutto?”

    La quercia caduta

    Dov’era l’ombra, or sè la quercia spande
    morta, né più coi turbini tenzona.
    La gente dice: Or vedo: era pur grande!

    Pendono qua e là dalla corona
    i nidietti della primavera.
    Dice la gente: Or vedo: era pur buona!

    Ognuno loda, ognuno taglia.
    A sera ognuno col suo grave fascio va.
    Nell’aria, un pianto… d’una capinera

    che cerca il nido che non troverà.

    — Giovanni Pascoli

    Rispondi
  13. M&C

    …. facciamo spazio ad un po’ di “leggerezza” ;-))

    TODO AQUEL QUE PIENSE
    QUE LA VIDA ES DESIGUAL
    TIENE QUE SABER QUE NO ES ASI’
    QUE LA VIDA ES UNA HERMOSURA
    HAY QUE VIVIRLA

    TODO AQUEL QUE PIENSE
    QUE ESTA’ SOLO Y QUE ESTA’ MAL
    TIENE QUE SABER QUE NO ES ASI’
    QUE EN LA VIDA NO HAY NADIE SOLO
    Y SIEMPRE HAY ALGUIEN

    AY, NO HAY QUE LLORAR,
    QUE LA VIDA ES UN CARNAVAL
    Y ES MAS BELLO VIVIR CANTANDO
    OH OH OH AY, NO HAY QUE LLORAR
    QUE LA VIDA ES UN CARNAVAL
    Y LAS PENAS SE VAN CANTANDO

    AY, NO HAY QUE LLORAR,
    QUE LA VIDA ES UN CARNAVAL
    Y ES MAS BELLO VIVIR CANTANDO
    OH OH OH AY, NO HAY QUE LLORAR
    QUE LA VIDA ES UN CARNAVAL
    Y LAS PENAS SE VAN CANTANDO

    TODO AQUEL QUE PIENSE
    QUE LA VIDA SIEMPRE ES CRUEL
    TIENE QUE SABER QUE NO ES ASI’
    QUE TAN SOLO HAY MOMENTOS MALOS
    Y TODO PASA

    TODO AQUEL QUE PIENSE
    QUE ESTO NUNCA VA A CAMBIAR
    TIENE QUE SABER QUE NO ES ASI’
    QUE AL MAL TIEMPO, BUENA CARA
    Y TODO CAMBIA

    AY, NO HAY QUE LLORAR,
    QUE LA VIDA ES UN CARNAVAL
    Y ES MAS BELLO VIVIR CANTANDO
    OH OH OH AY, NO HAY QUE LLORAR
    QUE LA VIDA ES UN CARNAVAL
    Y LAS PENAS SE VAN CANTANDO

    AY, NO HAY QUE LLORAR,
    QUE LA VIDA ES UN CARNAVAL
    Y ES MAS BELLO VIVIR CANTANDO
    OH OH OH AY, NO HAY QUE LLORAR
    QUE LA VIDA ES UN CARNAVAL
    Y LAS PENAS SE VAN CANTANDO

    PARA AQUELLOS QUE SE QUEJAN TANTO
    PARA AQUELLOS QUE SOLO CRITICAN
    PARA AQUELLOS QUE USAN LAS ARMAS
    PARA AQUELLOS QUE NOS CONTAMINEN
    PARA AQUELLOS QUE HACEN LA GUERRA
    PARA AQUELLOS QUE VIVEN PECANDO
    PARA AQUELLOS QUE NOS MALTRATAN
    PARA AQUELLOS QUE NOS CONTAGIAN
    (Celia Cruz – La Vida Es Un Carnaval)

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