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da qui
Brice Cento è un sorvegliato speciale nel romanzo a cui molti ormai mettono mano: sarà perché dà il titolo al libro, perché nasconde un mistero che nessuno riesce a decifrare, col suo doppio lavoro di manager e scrittore, o perché Cloe, prima di morire, ha colto nel suo sguardo qualcosa a cui forse non ha retto, e per questo si è lanciata nella curva a gomito, sapendo che il Tir sarebbe apparso come il mostro delle favole, frantumando la chiave per comprendere Brice, il romanzo, l’universo intero. I nomi contano, e il nome Brice Cento rimanda a qualcos’altro, la presenza nascosta di cui un racconto non potrebbe fare a meno, gli occhi azzurri su cui cala un velo di rimpianto per la dolcezza che lo scrittore non sa dire, anche se cerca, scava dentro il cuore, gli sembra di essere arrivato, di aver dato una forma ai sogni che lo incalzano, ma c’è qualcosa che sbuca dietro l’angolo, dalla curva a gomito, un camion che gli schiaccia le parole, gli toglie il respiro, lo convince dell’inutilità della sua corsa, di ogni corsa, ed è allora che vorrebbe disegnare la mappa di una città diversa, dove le strade s’incrociano solo per amore, dove gli occhi s’incontrano lungo una linea tracciata fra il desiderio e una nota mai sentita, una danza con lo stesso ritmo del cuore, la sintonia perfetta, le mani che s’incontrano, i corpi che si uniscono, l’urlo che sta per esplodere perché l’altro sappia che si arriva solo insieme o non si arriva più, ma ecco, la canzone s’interrompe, un velo di tristezza cala sugli occhi azzurri in cui qualcuno – Cavedagna, Cesare, Teodora – intuisce una lacrima che svolta nella curva a gomito dell’occhio, a un passo dalla fine.

Che sarà? che sarà? E’ l’amore l’unica cosa che non si governa, non si comanda, non si imbriglia, non si nasconde e se lo soffochi prima o poi ti ucciderà. L’amore non ha vergogna, non ha giudizio perchè non giudica e non può essere giudicato. Ecco cos’è, dietro ogni lacrima e ogni sorriso, ogni moto del cuore ….”vorrebbe disegnare la mappa di una città diversa, dove le strade s’incrociano solo per amore, dove gli occhi s’incontrano lungo una linea tracciata fra il desiderio e una nota mai sentita, una danza con lo stesso ritmo del cuore, la sintonia perfetta, le mani che s’incontrano, i corpi che si uniscono, l’urlo che sta per esplodere perché l’altro sappia che si arriva solo insieme o non si arriva più.”
SM
Bello leggere col sottofondo musicale sempre adeguato e coinvolgente.
“Amare non è guardarsi a vicenda,
ma guardare nella stessa direzione!”
(Il piccolo principe – Antoine de Saint-Exupéry )
Luce (tramonti a nord est)
Elisa
Parlami come il vento tra gli alberi
Parlami come il cielo con la sua terra
Non ho difese ma
Ho scelto di essere libera
Adesso è la verità
L’unica cosa che conta
Dimmi se farai qualcosa
Se mi stai sentendo
Avrai cura di tutto quello che ti ho dato
Dimmi
Siamo nella stessa lacrima,
come un sole e una stella
Luce che cade dagli occhi,
sui tramonti della mia terra
Su nuovi giorni
Ascoltami
ora so piangere
So che ho bisogno di te
Non ho mai saputo fingere
Ti sento vicino
Il respiro non mente
In tanto dolore
Niente di sbagliato
Niente, niente…
Siamo nella stessa lacrima,
come un sole e una stella
Luce che cade dagli occhi, sui
tramonti della mia terra su
nuovi giorni
Il sole mi parla di te…mi stai
ascoltando? Ora
La luna mi parla di te…avrò
cura di tutto quello che mi hai dato…
Anche se dentro una lacrima
come un sole e una stella
Luce che cade dagli occhi sui
tramonti della mia terra
Su nuovi giorni in una lacrima
come un sole e una stella
Siamo luce che cade dagli
occhi sui tramonti della mia terra
Su nuovi giorni
Ascoltami
Ascoltami
Ascoltami
Ascoltami
Ascoltami
Ascoltami
Ascoltati
Il tir, il mostro delle favole, che scava in loro un’insonnia vertiginosa di grandi pericoli e grandi opportunità; l’ultimatum, in attesa di una grande onda da prendere insieme, come lo slancio di uno sbocco.
La nuova opportunità; la mappa di una città diversa, la bellezza dell’amore per raggiungere lo stato unitario, a un passo della fine una lacrima gli pone sul capo una corona di fiori.
Un abbraccio
“Cloe, prima di morire, ha colto nel suo sguardo qualcosa a cui forse non ha retto, e per questo si è lanciata nella curva a gomito”
LA MORTE E’ LA CURVA DELLA STRADA
“La morte è la curva della strada,
morire è solo non essere visto.
Se ascolto, sento i tuoi passi
esistere come io esisto.
La terra è fatta di cielo.
Non ha nido la menzogna.
Mai nessuno s’è smarrito.
Tutto è verità e passaggio”
F.Pessoa
Visto cheho varie pubblicazioni, di poesie saggi romanzi ,elencate nel mio CV, e ho insegnato come libera docete di <lettere moderne e filologia romanza presso Orientale di Na., vorrei sapere a chi devo rivolgermi per pubbicare qualche post e non solo commento. Vorrei un'email. Di commenti ne faccio parecchi.. Ma vorrei lo spazio di un articolo.
E' possibile o siete un gruppo ristretto?
Grazieee
“si arriva solo insieme o non si arriva più”: questo è quell’amore per il quale si è disposti anche a lanciarsi “nella curva a gomito, sapendo che il Tir sarebbe apparso come il mostro delle favole”, perchè l’amore “non ha ragione, ne mai ce l’avrà,… non ha rimedio, ne mai ce l’avrà,… non ha misura”.
“L’amore non è pretendere, ma dare;
è dimenticarsi, ma non dimenticare,
è vivere fuori di sé, pur rimanendo in sé;
è riservarsi le spine
e offrire le rose.
L’amore chiede tutto
ed ha il diritto di farlo”
(Beethoven)
“I nomi contano”
– Il tuo nome soltanto è mio nemico: tu sei sempre tu stesso, anche senza essere un Montecchi. Che significa “Montecchi”? Nulla: non una mano, non un piede, non un braccio, non la faccia, né un’altra parte qualunque del corpo di un uomo. Oh, mettiti un altro nome! Che cosa c’è in un nome? Quella che noi chiamiamo rosa, anche chiamata con un’altra parola avrebbe lo stesso odore soave; così Romeo, se non si chiamasse più Romeo, conserverebbe quella preziosa perfezione, che egli possiede anche senza quel nome. Romeo, rinunzia al tuo nome, e per esso, che non è parte di te, prenditi tutta me stessa –
ed è allora che vorrebbe disegnare la mappa di una città diversa, dove le strade s’incrociano solo per amore, dove gli occhi s’incontrano lungo una linea tracciata fra il desiderio e una nota mai sentita, una danza con lo stesso ritmo del cuore, la sintonia perfetta,
il TIR che sopraggiunge è l’attimo in cui agli occhi non è più dato di incontrarsi, e allora non si arriva più, non si può più arrivare… ma, in fondo, l’incontro non è che u-topia.
” la presenza nascosta di cui un racconto non potrebbe fare a meno….una lacrima…a un passo dalla fine.”
Il cuore, la sensibilità che si fa lacrima e che ci salva la vita.
vorrebbe disegnare la mappa di una città diversa, dove le strade s’incrociano solo per amore
Proprio in questi giorni, parlando con un’amica, riflettevo sul desiderio profondo che ho di una citta’ simile: Utopia doveva essere il titolo di questo tuo capitolo, Brice.
vi ringrazio!
sogniamo sempre una città, di notte, e spesso anche di giorno.
davvero bello…
grazie Ilaria, anche la musica e le parole, credo.
Che bello sarebbe vivere in “una città diversa, dove le strade s’incrociano solo per amore”
Certo, è un po’ un sogno, ma sognare non costa nulla, ci tiene vivi, ci regala momenti di felicità in una vita dove spesso il tir appare improvviso dalla curva a gomito
infatti, Roby: chi non sogna, muore.
Le ciglia delle palpebre chiuse su quegli occhi azzurri, erano leggermente scomposte come vi fosse passata una lacrima e la fronte ogni tanto si corrugava teneramente come un neonato che fa sogni beati….
a Mami
Vale
ricordi importanti, Vale.