72. Qui stiamo lavorando

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da qui

La Cornice azzurra. Estetica solarium. Parrucchiere. Amerigo ha lo sguardo allucinato; ora fissa un biancospino che copre la recinzione del palazzo: un arbusto ramificato con foglie romboidali e fiori di colore bianco-rosato: prova a sfiorarlo, ma ritira la mano a causa delle spine. Si accorge dei frutti rossi, ovali; ne stacca uno e lo porta alle labbra; sta per morderlo, quando sente una voce che lo apostrofa e una mano che gli tocca la spalla. Un carabiniere con la camicia azzurra e il berretto nero con la fiamma gli chiede ragguagli sulla dinamica dell’incidente.
Venivo da quella parte, assorto nei pensieri.
Che pensieri?
Mi chiedevo se sia possibile tradurre un testo letterario senza perdere qualcosa di essenziale.
Il carabiniere imbraccia una cartellina di colore rosso. La chiude e guarda Amerigo:
Senta, parli come mangia. Devo sapere se lei fosse distratto.
Sono sempre distratto: passando davanti ai negozi, mi chiedo quale sia la traduzione giusta delle insegne. Per esempio: come si dovrebbe tradurre, in inglese, Estetica solarium?
Il militare riapre la cartella e registra qualcosa.
Posso sapere cosa sta scrivendo?
Il conducente era distratto.
E se si fosse distratto chi attraversava la strada senza controllare?
A lui non posso chiederlo: forse è già morto.
Quindi non si potrà mai sapere chi fosse più distratto.
Le interessa quello che le succede intorno?
Cerco d’interpretarlo: ora, per esempio, mi chiedo se a lei importi sapere chi fosse più distratto: insomma, di chi sia la colpa.
Il carabiniere continua ad annotare.
Cosa sta scrivendo?
Il conducente è recidivo.
In che senso?
Continua a distrarsi; e cerca di distrarre anche il pubblico ufficiale.
Cerco di riportarlo alla realtà.
Qui, se c’è uno reale, sono io.
Mi ha preso per un personaggio da romanzo?
Il militare riprende a redigere il verbale.
Cosa sta scrivendo?
Il conducente non è in sé.
Non sono mai in sé i personaggi dei romanzi. Vivono nella mente del lettore: è lui che guida l’auto e passa in rassegna i negozi che scorrono dal finestrino: La Cornice azzurra. Estetica solarium. Parrucchiere. Se un pedone distratto attraversa la strada all’improvviso, il lettore sa già che l’autista non potrà evitarlo. La colpa è di chi si aspetta qualcosa che risponda alle sue attese, come lei, che ha già deciso cosa scrivere, prima ancora di capire.
Il carabiniere ha chiuso la cartella rossa: si è accorto della piccola folla che sta ascoltando tutto.
Fate largo, largo! Qui stiamo lavorando!

24 pensieri su “72. Qui stiamo lavorando

  1. Stella Maria

    Il carabiniere inizia a scrivere come un lettore distratto e poco assiduo nella lettura che per ricordarne la trama si appunta qualcosa su un foglio strappato casualmente a un quaderno, come si strappano a volte i sogni nella mente ingolfata dal quotidiano.
    Il carabiniere continua a scrivere come il critico che annota a margine le frasi importanti su cui costruire la sua recensione cercando di cogliere in una semplice parola l’ essenza del tutto, come l’ufficiale di stato che da tutti gli appunti deve estrarre la verità per capire chi e’ che verra’ osannato e chi stroncato.
    C’ e’ poi chi sottolinea la frase con la quale identifichera’ un romanzo e lo cataloghera’ nella memoria in una classifica personale in continuo rinnovamento e che nell’avidità della ricerca grida forte ai suoi pensieri estranei: sgombrate, sto leggendo, sto cercando il messaggio dell’autore!
    SM

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  2. Roby (s.d a.)

    – E se si fosse distratto chi attraversava la strada senza controllare?

    Uno switch, un commutatore, un semplice dispositivo che velocemente converte, inoltra verso altri indirizzi e altrettanto velocemente riporta a quelli precedenti; necessario per cambiare e rovesciare situazioni e per vederne l’altra prospettiva, quella opposta e parallela, tuttavia complementare,una esiste perchè l’altra esiste…
    Altrimenti a cosa serve lo switch?

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  3. Roby (s.d a.)

    ….chi si aspetta qualcosa che risponda alle sue attese…

    Eh già! Siamo sempre pronti ad aspettarci dall’altro quanto più ci fa comodo…

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  4. Vale

    Il carabiniere è confuso e intanto prende tempo, cerca di riportare alla sua attenzione la sua distrazione. Qui stiamo lavorando!
    Vale

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  5. M&C

    “Non sono mai in sé i personaggi dei romanzi. Vivono nella mente del lettore”

    Il lettore, ritrovando sé stesso ed il contrario di sé nei personaggi, spesso ci si immedesima proprio, condividendone gli stessi ed inconfessabili sogni.

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  6. M&C

    Frank Sinatra – My Way (traduzione)

    E ora la fine è vicina
    E quindi affronto l’ultimo sipario
    Amico mio, lo dirò chiaramente
    Ti dico qual è la mia situazione, della quale sono certo
    Ho vissuto una vita piena
    Ho viaggiato su tutte le strade
    Ma più. Molto più di questo
    L’ho fatto a modo mio
    Rimpianti, ne ho avuti qualcuno
    Ma ancora, troppo pochi per citarli
    Ho fatto quello che dovevo fare
    Ho visto tutto senza risparmiarmi nulla
    Ho programmato ogni percorso
    Ogni passo attento lungo la strada
    Ma più, molto più di questo
    L’ho fatto a modo mio
    Sì, ci sono state volte, sono sicuro lo hai saputo
    Ho ingoiato più di quello che potessi masticare
    Ma attraverso tutto questo, quando c’era un dubbio
    Ho mangiato e poi sputato
    Ho affrontato tutto e sono rimasto in piedi
    L’ho fatto a modo mio
    Ho amato, ho riso e pianto
    Ho avuto le mie soddisfazioni, la mia dose di sconfitte
    E allora, mentre le lacrime si fermano,
    Trovo tutto molto divertente
    A pensare che ho fatto tutto questo;
    E se posso dirlo – non sotto tono
    “No, oh non io
    L’ho fatto alla mia maniera”
    Cos’è un uomo, che cos’ha?
    Se non se stesso , allora non ha niente
    Per dire le cose che davvero sente
    E non le parole di uno che si inginocchia
    La storia mostra che le ho prese
    E l’ho fatto a modo mio

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  7. Ema

    “ha già deciso cosa scrivere, prima ancora di capire.”

    “A parlare di ciò che non si conosce si finisce per impararlo.”
    A. Camus

    MI PIACE QUANDO TACI…

    Mi piaci quando taci perché sei come assente,
    e mi ascolti da lungi e la mia voce non ti tocca.
    Sembra che gli occhi ti sian volati via
    e che un bacio ti abbia chiuso la bocca.

    Poiché tutte le cose son piene della mia anima
    emergi dalle cose, piene dell’anima mia.
    Farfalla di sogno, rassomigli alla mia anima,
    e rassomigli alla parola malinconia.

    Mi piaci quando taci e sei come distante.
    E stai come lamentandoti, farfalla turbante.
    E mi ascolti da lungi, e la mia voce non ti raggiunge:
    lascia che io taccia col tuo silenzio.

    Lascia che ti parli pure col tuo silenzio
    chiaro come una lampada, semplice come un anello.
    Sei come la notte, silenziosa e costellata.
    Il tuo silenzio è di stella, così lontano e semplice.

    Mi piaci quando taci perché sei come assente.
    Distante e dolorosa come se fossi morta.
    Allora una parola, un sorriso bastano.
    E son felice, felice che non sia così.

    P.Neruda

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  8. Ema

    “ma ritira la mano a causa delle spine”

    Le spine appartengono al dolore, l’entità che accomuna entrambe le situazioni, di fronte alla quale, nel romanzo come nella vita, istintivamente ritiriamo la mano…

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  9. M&C

    “Fate largo, largo! Qui stiamo lavorando!”

    A proposito dell’immedesimarsi, questo carabiniere sembro io quando, certe volte, cerco di leggere il post ma, improvvisamente, tutti, intorno a me, reclamano la mia attenzione per esigenze e richieste varie.
    E come hai detto tu, Stella Maria, potrei dire: “sgombrate, sto leggendo, sto cercando il messaggio dell’autore!”… ma capisco che non posso, e allora chiudo anch’io la cartella (non rossa, ma quella del computer) e rimando la lettura ad un altro momento, più adatto !!!

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  10. Rashide

    “fissa un biancospino”
    Il significato di questi fiori è “speranza” e “Buona fortuna”, per Amerigo è un buon segno!!

    La leggenda narra che la Madonna stendesse il bucato di Gesù Bambino su un cespuglio di biancospino. Poiché donava un profumo dolce al suo bucato la Madonna benedisse la pianta.
    Ha dei piccoli fiorellini bianchi, che emanano un profumo delicato ma intenso. Si racconta che sia la pianta preferita delle lavandaie.

    Un abbraccio

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  11. franca

    Mi ha fatto sorridere “il conducente è recidivo”. Comunque hai reso molto bene lo stato d’animo del traduttore. A me capita, quando leggo qualche opera in lingua inglese/francese, pur non avendo una conoscenza approfondita delle lingue, di non andare volutamente alla traduzione, ma cerco di immedesimarmi nell’autore e trovare le sensazioni dentro di me non traducendo i versi necessariamente in lingua italiana. Alcune sensazioni/sentimenti sono intraducibili al di fuori della lingua originale nella quale sono state scritte.
    A proposito del biancospino, le colline intorno al mio paese in primavera ne sono tintegiate. Adesso gli arbusti spinosi stanno aprendo le foglioline temere. Quando faranno i piccoli frutti rossi se mi è possibile ne farò qualche foto e te la invio. Ti dispiace? franca mannarino

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  12. Ema

    “A parlare di ciò che non si conosce si finisce per impararlo.” MALE
    A. Camus

    (Scusate, prima, alla fine della citazione volevo aggiungere la parola MALE…non sono affatto daccordo con Camus)

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  13. Ema

    ” Cerco di riportarlo alla realtà.”

    “I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
    Essi sono altrove molto più lontano della notte
    Molto più in alto del giorno
    Nell’abbagliante splendore del loro primo amore”

    (da I ragazzi che si amano di Prevert)

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  14. Ema

    “Si accorge dei frutti rossi, ovali; ne stacca uno e lo porta alle labbra; sta per morderlo, quando …
    – Posso sapere cosa sta scrivendo?…..- Cosa sta scrivendo?…- Cosa sta scrivendo?”

    “lui non c’entra nulla col peccato originale che segna per sempre chi decide di scrivere”

    «Chi passa nel mio giardino? / Il giardiniere. Eppure non è lui. / La vita si stacca da sé, ne rimane l’illusione / di cui si parla in treno tra viaggiatori sudati.»
    Pasolini

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  15. Stella Maria

    Una cruda realta’ anche per me Cristina, ma un sorriso fa passare tutto e il dono di noi all’altro con maggiore gioia fa riaprire quella cartella piu’ avidi di prima della lettura che da se’ si e’ già insinuata come un serpente tentatore che ci consegnera’ la sua mela come l’autore il suo momento creativo, una piccola parte di sè.
    SM

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  16. Barbara

    Amerigo che per paura di ferirsi ritrae la mano dal bellissimo biancospino, il bisogno di trovare sempre qualcuno da incolpare (a volte è necessario, per carità), viaggiare attraverso la vita secondo schemi precostituiti (sempre quelli), non sapere più ascoltare l’altro. Mi sembra che in questa pagina vengano affrontati molti dei mali che ci affliggono (non solo come lettori) e che ci impediscono di essere felici.
    Barbara

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  17. M&C

    Grazie per la solidarietà Stella Maria!
    Hai ragione, un sorriso a volte è la migliore medicina, ed il dono di noi all’altro non delude mai.

    E grazie sempre a te don Fabrizio che, tra i tuoi mille impegni e difficoltà di parroco, riesci comunque a scrivere, donandoci appunto “una piccola parte di te”.

    Rispondi
  18. annamaria orlandi

    Dialogo molto interessante. Mi ha colpito la convinzione del carabiniere di essere il solo nella realtà, mentre ne è lontanissimo.Come è complicata la vita…..

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