[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=tJQgwqojirs&feature=related]
da qui
Vista da sotto, la basilica è altissima: i lastroni in pietra grezza contrastano con la facciata ornata da finestre incavate e disegni stilizzati. Ad accentuare la varietà del quadro si aggiungono le palme svettanti contro il cielo cobalto. E’ un sabato pigro in cui sembra che nulla debba muoversi, perfino il silenzio fatica a dispiegarsi, s’infastidisce per un refolo di vento. Chlomo avverte le voci provenienti dall’interno: si affaccia al piano sottostante, dove campeggia l’altare coperto da una tovaglia bianca coi bordi in pizzo fine, tre ceri sorretti da altrettanti supporti in ferro lavorato e una croce semplice dalla parte opposta. Più in là, una cancellata, intervallata da quattro colonne sormontate da lampade da cui parte una luce rossa e fioca; ancora oltre, un rudere in pietra con un arco doppio, che introduce nella stanza interna; il tutto sovrastato da una specie di corona a forma di parallelepipedo con figure in oro. Intorno all’altare, un gruppo di pellegrini in camicie e magliette colorate, con cappellini bianchi a visiera, si sposta lentamente; un vecchio stempiato ha una faccia da pescatore cotta dal sole e procede a braccetto con una signora dal petto prosperoso ma cadente; un’altra, con la maglia viola, è seduta vicina a una colonna con le braccia conserte, per riprendere fiato o concedersi un momento di preghiera. Il silenzio è interrotto dai passi lenti e incerti, a causa del luogo e dell’età: si percepiscono parole smozzicate o colpi di tosse attutiti con le mani; una donna vestita di nero, nell’angolo a destra, indica qualcosa. Sul piano elevato, alla sinistra dell’altare, giace una borsa in cuoio con un fazzoletto pendente dal lato in primo piano. E’ l’ultima immagine distinta che Chlomo registra quel sabato mattina: all’improvviso, tutto diventa rosso fuoco, con pezzi di ferro e legno e carne umana che volano in ordine sparso nello spazio diventato incandescente, una nuvola dai contorni indefiniti che consuma tutto ciò che tocca, riducendolo in polvere ustionante.

NON SOLO IL FUOCO
Ahi, sì, ricordo,
ahi, i tuoi occhi chiusi
come pieni dentro di luce nera,
tutto il tuo corpo come una mano aperta,
come un grappolo bianco della luna,
e l’estasi,
quando un fulmine ci uccide,
quando un pugnale ci ferisce nelle radici
e una luce ci spezza la chioma,
e quando
di nuovo
torniamo alla vita,
come uscissimo dall’oceano,
come tornassimo feriti
dal naufragio
tra le pietre e l’alghe rosse.
Ma
altri ricordi esistono,
non solo fiori dell’incendio,
ma piccoli germogli
che compaiono d’improvviso
quando vado nei treni
o nelle strade.
Ti vedo
che lavi i miei fazzoletti,
che appendi alla finestra
i miei calzini rotti,
vedo la tua figura in cui tutto,
tutto il piacere come una fiammata
cadde senza distruggerti,
di nuovo,
donnina
d’ogni giorno,
di nuovo essere umano,
umilmente umano,
superbamente povero,
come devi essere perché tu sia
non la rapida rosa
che la cenere dell’amore dissolve,
ma tutta la vita,
tutta la vita con sapone ed aghi,
con l’aroma che amo
della cucina che forse non avremo
in cui la tua mano, tra le patate fritte
e la tua bocca, che nell’inverno canta,
mentre arriva l’arrosto,
saran per me la permanenza
della felicità sopra la terra.
Ahi, vita mia,
non solo il fuoco tra noi arde,
ma tutta la vita,
la semplice storia,
l’amore semplice
di una donna e d’un uomo
uguali a tutti gli altri.
P.Neruda
Un inizio decisamente “esplosivo”…
Se l’incipit ha questa forza e questa incandescenza, immagino cosa potrà accadere dopo!
Una domanda: Chlomo è forse il corrispettivo femminile di Cloe?
Caspita, che inizio! E’ proprio il caso di dire che siamo partiti col botto. Non vedo l’ora di sapere cosa succede dopo.
Barbara
E’ proprio quando pensi che nulla debba “muoversi” nulla debba accadere, qualcosa di irreparabile e di definitivo invece accade.
Dall’ordine il caos, un big bang all’inizio del nostro sistema solare e della vita in questa galassia. Tutto inizio’ con una grande deflagrazione che qui si ripete all’inizio di una nuova storia. Impegnativo ma se come qualcuno scrisse all’inizio di un grande giallo o thriller non ricordo: nella mia fine e’ il mio principio allora la suspense aumenta. Tutto accade di fronte a chi porta il nome di un grande re che fu noto per la sua giustizia e per la costruzione di un grande tempio, se la mia memoria non fa errori madornali, Salomone o anche il nome di un importante rifugiato politico israeliano. Se tutto questo fosse passato nella tua mente creatrice don, ancora una volta ti darò del genio letterario ma potrò ancora ora definirti mister Calvino al contrario? Ai successivi post scogliere il nodo.
SM
“all’improvviso, tutto diventa rosso fuoco, con pezzi di ferro e legno e carne umana …., una nuvola dai contorni indefiniti che consuma tutto ciò che tocca”
SETE DI TE M’INCALZA
Sete di te m’incalza nelle notti affamate.
Tremula mano rossa che si leva fino alla tua vita.
Ebbra di sete,
pazza di sete,
sete di selva riarsa.
Sete di metallo ardente,
sete di radici avide.
Verso dove,
nelle sere in cui i tuoi occhi
non vadano in viaggio verso i miei occhi,
attendendoti allora.
Sei piena di tutte le ombre che mi spiano.
Mi segui come gli astri seguono la notte.
Mia madre mi partorì pieno di domande sottili.
Tu a tutte rispondi.
………..
L’anima è accesa di queste braccia che ti amano.
Il corpo, incendio vivo che brucerà il tuo corpo.
Di sete.
Sete infinita.
Sete che cerca la tua sete.
E in essa si distrugge
come l’acqua nel fuoco.
P.Neruda
“Sul piano elevato, alla sinistra dell’altare, giace una borsa in cuoio con un fazzoletto pendente dal lato in primo piano. E’ l’ultima immagine distinta che Chlomo registra quel sabato mattina”
…mi fa pensare ad un attentato…alla speranza.
… un sudore freddo mi copriva la fronte, ma gli dissi che non credevo che si bruciassero degli uomini nella nostra epoca, che l’umanità non l’avrebbe più tollerato…
– L’umanità? L’umanità non si interessa a noi. Oggi tutto è permesso, tutto è possibile, anche i forni crematori…
….
Mai dimenticherò quel fumo.
Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede…
Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto… Mai.
(Elie Wiesel, La notte)
UOMO DEL MIO TEMPO.
Sei ancora quello della pietra e della fionda,
uomo del mio tempo. Eri nella carlinga,
con le ali maligne, le meridiane di morte,
t’ho visto – dentro il carro di fuoco, alle forche,
alle ruote di tortura. T’ho visto: eri tu,
con la tua scienza esatta persuasa allo sterminio,
senza amore, senza Cristo. Hai ucciso ancora,
come sempre, come uccisero i padri, come uccisero
gli animali che ti videro per la prima volta.
E questo sangue odora come nel giorno
Quando il fratello disse all’altro fratello:
«Andiamo ai campi». E quell’eco fredda, tenace,
è giunta fino a te, dentro la tua giornata.
Dimenticate, o figli, le nuvole di sangue
Salite dalla terra, dimenticate i padri:
le loro tombe affondano nella cenere,
gli uccelli neri, il vento, coprono il loro cuore.
S.Quasimodo
“Il silenzio è interrotto dai passi lenti e incerti, … si percepiscono parole smozzicate o colpi di tosse”
…inizia l’opera…passi incerti parole smozzicate poi …genera il fuoco che divampa; lo scrittore sarà sicuramente sopravvissuto; lui si tiene distante per guardare l’insieme “vista da sotto, la basilica è altissima”
“Indifferente è per me da quale parte incomincio; infatti ritornerò lì di nuovo”.
Parmenide
vi ringrazio!
naturalmente non posso rivelare niente (ci mancherebbe: siamo appena ai blocchi di partenza!),
ma vi siete avvicinati.
a domattina alle 8!
A livello psichico il fuoco, è la chiarezza della mente e la sua capacita di percepire; nella sua qualità pura è simbolo dello stato di risveglio, in cui l’incandescenza della passione si trasmuta nel calore dell’ispirazione e della compassione.
Niente male come inizio!!!!
Un abbraccio.
grazie Rashide, speriamo di non bruciarci!
Volevo dire: Chlomo è forse il corrispettivo MASCHILE di Cloe?
http://www.youtube.com/watch?v=DLNXRQkanko
… all’improvviso, tutto diventa rosso fuoco…
L’esplosione violenta che scoppia improvvisa nella vita che scorre lenta dentro gli argini della sua routine, e che, avida nel suo avanzare, brucia insensibile ogni forma di certezza / sicurezza, lasciando nel cuore un mucchio di cenere ustionante, dalla quale provare a rinascere
Che inizio vulcanico, don!
vi ringrazio.
sì, sono sempre più esplosivo, lo devo ammettere.
Il fuoco della Fede, quello che fa ardere il cuore, l’esplosione di colori e sapori che ti fanno gustare la vita: proprio ieri ce ne hai parlato alla lectio, don !
confermo M&C!
“Il destino fa fuoco con la legna che c’è”
A.Baricco
In questo romanzo la legna è di ottima qualità…sarà un incendio!
lo spero Ema, anche se non amo Baricco.
Ne ero certa don, tu non ami i corsi di scrittura e lui mi sembra un tipo così.
Non lo seguo neanch’io ma l’affermazione che ho riportato mi sembra coerente.
in effetti lo è, Ema.
“Sul piano elevato, alla sinistra dell’altare, giace una borsa in cuoio con un fazzoletto pendente dal lato in primo piano. E’ l’ultima immagine distinta che Chlomo registra quel sabato mattina: all’improvviso, tutto diventa rosso fuoco…”
Attentato alla fede?
Rivendicazione politica?
Gesto folle di un pazzo d’amore?
Forse il fazzoletto pendente rivela qualcosa: un simbolo sionista o anti-sionismo?
il FUOCO in basilica è quanto registra Chlomo/Salomone, ma – come ha postato Rashide – A FUEGO LENTO ci “arrostisce” il nostro amato autore con questo romanzo esplosivo fin dall’inizio.
“Se bruciasse la città?” Si chiederebbe il pazzo d’amore…
http://www.youtube.com/watch?v=D2bJQJjzZFg
grazie Titti!
si tesse la tela con pazienza e trepidazione.
La fine dall’inizio…
Quando il fumo si dirada, un solo oggetto è ancora integro, in mezzo alle macerie e ai corpi dilaniati: un quaderno coi gigli di Firenze, dai colori vividi, come se l’urto della morte non potesse scalfirli, profanarli.
Ma che è finito davvero?