35. Mattonelle

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=uim2jZHZ3YU&feature=related]

da qui

Sta cercando di chiarire la dinamica convulsa che lo ha attirato qui, sequestrato da due uomini in divisa, berretto e cinturone con pistola d’ordinanza, occhiali scuri su barbe rade e nere, muscoli nervosi che sente abbattersi con forza sulla schiena, sul capo, calci sferrati con gli anfibi, sangue che cola dalla bocca, odore di terra, lo vedi come ti riducono? infilato nella macchina azzurra a strisce bianche e via, a gran velocità, tutto questo per cosa? e nessuno ti difende? la cella è la stessa di Yoh’anan, Nathane ed Eleazar, destinata a voi, sognatori da strapazzo, tre letti a castello, ma stavolta è solo, Magdalenne, dove sei, aiutami, ti prego, l’armadio sbilenco, il comodino, mi chiamo Shlomstione, non sono Magdalenne, ancora botte, i manganelli di ferro fanno male, la testa sbatte contro il bordo del tavolo, guardami, non mi riconosci? ci siamo visti nel deserto, uno dei due gli punta la pistola sulla fronte, allora, Yehochoua, hai finito di arringare il popolo? ha uno strano sorriso sulle labbra, un sorriso da squalo, guardami, lo vedi? sono nuda, di che colore saranno le coperte? grigie, con fasce bianche e nere, cerca di restare lucido, aggrappati a qualcosa di oggettivo, hai capito che la devi smettere, predicatore folle? un gagliardetto della squadra di calcio, un calendario appeso alla parete, ti piaccio, Yehochoua? perché non mi accarezzi i seni? le mattonelle quadrate, con il bordo bianco, non pensare di passarla liscia, ti facciamo a pezzi, fighettino, le maniglie dell’armadio, una scatola bianca di biscotti, dimentica tutto, il mio corpo ti desidera, Yehochoua, la spalliera è arancione, la parete è verde, Magdalenne, tirami fuori, Magdalenne.

22 pensieri su “35. Mattonelle

  1. Ema

    “aggrappati a qualcosa di oggettivo”

    Riporto l’epitaffio inciso sulla tomba di E.Dickinson… una che, a quanto pare, è rimasta sempre aggrappata a Qualcosa di oggettivo:

    RICHIAMATA

    Emily Dickinson
    (1830 – 1886) Poetessa statunitense
    “Called Back”

    Rispondi
  2. Stella Maria

    Yehoshua fra premonizione e sogno, tentazione e salvezza. Mi fa pensare all’ultima tentazione sulla croce, quando il dolore è insopportabile: continuare la missione fino in fondo? O cedere alle lusinghe del grande accusatore e fallire la missione e cedendo a lui ogni potere? Incubo o realtà?
    Un’ipotesi un po’ azzardata o è il grande amore di Dio anche verso suo figlio: la possibilità di scegliere anche a Lui, il libero arbitrio. Quando il dolore è così forte, grande da spaccarti il cuore, toglierti il respiro, squarciarti il petto, il desiderio che finisca è così anomalo? Cristo soffre ma Dio è buono e misericordioso e consente anche al figlio di scegliere se rimanere uomo, solo un uomo, o fidarsi del Padre e essere il prediletto, l’agnello immolato, da un lato il dolore e la morte ma la certezza della resurrezione, dall’altro la vita che potrebbe essere e la morte, solo la morte: perchè non c’è salvezza senza sacrificio.
    Qual è la via? quale la tentazione e quale l’opportunità? Magdalenne o la donna seducente e provocante? Stai sognando Yehoshua o stai vivendo il peggiore degli incubi?

    http://www.youtube.com/watch?v=sL-Skihg7Po&feature=related

    Rispondi
  3. Ema

    SEI LA MIA SCHIAVITU’ SEI LA MIA LIBERTA’

    Sei la mia schiavitù sei la mia libertà
    sei la mia carne che brucia
    come la nuda carne delle notti d’estate
    sei la mia patria
    tu, coi riflessi verdi dei tuoi occhi
    tu, alta e vittoriosa
    sei la mia nostalgia
    di saperti inaccessibile
    nel momento stesso
    in cui ti afferro.

    Nelle mie braccia tutta nuda

    Nelle mie braccia tutta nuda
    la città la sera e tu
    il tuo chiarore l’odore dei tuoi capelli
    si riflettono sul mio viso.

    Di chi è questo cuore che batte
    più forte delle voci e dell’ansito?
    è tuo è della città è della notte
    o forse è il mio cuore che batte forte?

    Dove finisce la notte
    dove comincia la città?
    dove finisce la città dove cominci tu?
    dove comincio e finisco io stesso?

    Il vento cala e se ne va

    Il vento cala e se ne va
    lo stesso vento non agita
    due volte lo stesso ramo
    di ciliegio
    gli uccelli cantano nell’albero
    ali che voglion volare
    la porta è chiusa
    bisogna forzarla
    bisogna vederti, amor mio,
    sia bella come te, la vita
    sia amica e amata come te

    so che ancora non è finito
    il banchetto della miseria ma
    finirà…

    Nazim Hikmet

    Rispondi
  4. Margherita

    Non puo’ trattarsi soltanto di un sogno-incubo per il protagonista, altrimenti avremmo l’ennesimo romanzo onirico.
    Deve trattaesi di una situazione di prigionia vera, in cui Y viene a trovarsi e in cui – oltre alle botte e alle minacce – subisce anche la tentazione dell’avversario piu’ terribile -gia’ incontrato nel deserto- che ora ha preso sembianze femminili.
    Potrebbe anche essere una sorta di prefigurazione, come quella che ebbe Gesu’ della propria Passione e che lo porto’ a sudare sangue nell’orto degli ulivi. (Proprio oggi mi e’ stato spiegato come scientificamente questo evento possa accadere, pur avendo del sovrumano, visto che a stress simili si bloccherebbero prima il cuore o il cervello).

    Rispondi
  5. M&C

    “sequestrato… muscoli nervosi che sente abbattersi con forza sulla schiena, sul capo, calci sferrati con gli anfibi, sangue che cola dalla bocca… ancora botte, i manganelli di ferro fanno male, la testa sbatte contro il bordo del tavolo… la pistola sulla fronte…”

    Sono di ritorno da un’esposizione sulla Sacra Sindone, dove un amico sacerdote ha spiegato, con dovizia di particolari, come Gesù fu flagellato, torturato ed umiliato dai soldati, prima di venire crudelmente crocifisso e lasciato patire per tre ore appeso al legno.
    Questa pagina mi ricorda quella crudeltà, o forse stasera tutto me lo ricorderebbe: chissà Gesù a quale “qualcosa di oggettivo” si aggrappava per sopportare quelle immani sofferenze… probabilmente all’Amore, l’unica forza in grado di essere quelle “mattonelle quadrate” che ti distolgono dal dolore e dalla tentazione di fuggirlo.

    Rispondi
  6. Sabina

    “cella … destinata a voi, sognatori da strapazzo”

    – L’universo ci aiuta sempre a lottare per i nostri sogni, per quanto sciocchi possano sembrare.
    Perchè sono i nostri, e soltanto noi sappiamo quanto ci costa sognarli.-

    (Paulho Coelho – Sulla Sponda del Fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto)

    Rispondi
  7. pamela

    L’ORA DELLA VERITA’
    (La casa degli spiriti – Isabel Allende)

    Alba stava raggomitolata nell’oscurità.Le avevano tolto con uno strappo la carta gommata dagli occhi che avevano sostituito con una benda stretta.Aveva paura.Ricordò l’allenamento di suo zio Nicolàs quando la preveniva contro il pericolo di avere paura della paura, e si concentrò per vincere il tremito del suo corpo e chiudere le orecchie agli spaventosi rumori che le giungevano da fuori. Cercò di evocare i momenti felici con Miguel, cercando aiuto per ingannare il tempo e trovare le forze per quanto le sarebbe successo

    Rispondi
  8. f@r

    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=_ACM-4mbpuQ]

    Il ciliegio s’è vestito a lutto
    Le ombre si raccolgono nel granaio
    Sigillano le finestre con le lacrime
    E la luce è insanabile ferita

    Nella mia casa chiusa
    Gli specchi aspettano che nevichi
    E senza posa volano uccelli invisibili e afflitti

    Ma la mia diletta
    Ha già indossato l’abito da sposa
    Ha acceso le candele bianche
    Ha illuminato
    tutte le stanze
    E brillavano le sue mani
    Due cerchi di corallo

    Poi è scesa in fretta nella strada
    E ha soffiato con foga
    Sulla bottega del fabbro di fronte

    Una rosa fiammeggiante
    E’ sgorgata sull’incudine
    E io di colpo son rinato
    In un fascio di scintille

    Davvero ormai soltanto la bellezza
    Mi tiene in vita.

    [Takis Varvitsiotis]

    Rispondi
  9. Roby (s.d a.)

    Fa paura il male fisico o dell’anima che sia, soffrire spaventa, ed ecco che al primo accenno c’è subito pronto un ‘tachicaf’ del caso. Il giudizio dell’altro ci turba, compromettendo spesso la nostra spontaneità, inducendoci ad indossare una maschera che ci rende conformi agli standard della società. Sudditi di una “libertà” che ci priva di tante semplicità, siamo incastrati in una cella dalle mattonelle quadrate, con il bordo bianco e la parete verde, e ogni volta ci aggrappiamo disperati a una qualsiasi Magdalenne, affinché possa tirarci fuori dall’inferno del momento, cadendo ignari (forse), ancora una volta, nella rete della tentazione

    Rispondi
  10. RossellaT

    Questo brano mi ha fatto pensare alla scelta del dolore. Condivido quello che ha scritto M&C sulla sacra sindone, la descrizione della sofferenza davanti a quel telo colpisce profondamente e questo conferma che dietro quella scelta c’è veramente l’amore divino. Noi invece che scelte facciamo? quante volte ci sembra di scegliere qualcosa che ci fa bene e invece scegliamo la nostra condanna. A volte la scelta del dolore è la nostra salvezza.

    Rispondi
  11. Titti

    Magdalenne, dove sei

    http://www.youtube.com/watch?v=rGZeZgopjU8&feature=youtube_gdata_player

    E tu non sei qui.
    Ti penso sorridente
    Di certo non qui.
    Qui tu non ci sei.
    Sento lo scrosciare della tua vita
    Che si avvicina e non so perché,
    I miei pensieri sono attratti da te.
    E tu non sei qui.
    Di certo non qui.
    Qui tu non ci sei.

    (QUI – colonna sonora del film “Uno su due” scritta da Francesco Cerasi)

    Fabry,
    se questo romanzo, scritto con una tecnica cinematografica, diventera’ un film, contatto Francesco Cerasi per la colonna sonora…anche se lo vedrei bene anche come Yehochoua!

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *