36. Quando il bambino

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=e3JoOTowreE]

da qui

Chlomo si aggira nella piazza dove la gente prega, chiacchiera, impreca, avvolta nei mantelli a righe o stretta in camicine bianche e gonne grigie, persa nella massa informe che gira gira, come una colonia di formiche impazzite intorno al Muro che è l’estrema propaggine del cielo, a metà strada tra un punto d’appoggio e una barriera che divide dal destino imprevedibile, inquietante. Passa tra la folla come Mosè tra le acque del Yam Suf, il Mar dei Giunchi, che ingoia i fantasmi del passato e salva i desideri più profondi, quelli infilati sotto forma di biglietto nelle fessure che vomitano erbaccia.
Cosa pensa dell’arresto di Yeochoua?, fa il suo lavoro di cronista, sacerdote di notizie in bilico tra muraglie d’acqua, dove ogni cosa può significare il suo contrario, spostando le parole, così come si cambia d’abito, una maglietta colorata, un giubbotto di tela, il velo di una donna col bambino, lo chiede a un giovane che si dondola con il libro in mano, Yehochoua, chi è Yehochoua?, i carri d’Egitto incalzano, il Faraone impartisce ordini secchi, la cupola è una palla di fuoco che brucia le incertezze, arrestato: e perché mai?, le arcate dei portici sono bocche che mormorano e poi gridano, perché divide il pane e rialza i paralitici?, i cipressi ondeggiano al vento, le finestre sono orecchie che si fanno attente, sospettose, perché affronta i prepotenti, non guarda in faccia agli oppressori? uomini in mantelli bianchi s’inchinano ripetutamente di fronte al Muro impassibile che sputa ciuffi d’erba, rimettendo in circolo le forze che incassa dalla folla, sospingendola dritta verso la prigione, travolgendo gli agenti in tuta blu col sorriso impenetrabile da squalo, scardinando la cella di Yehochoua, perché dà voce ai poveri, perché non accumula denaro? due creature osservano da una finestra al primo piano, quando il bambino era bambino, ancora in grado di farsi le domande, perché io sono io, e perché non sei tu, perché sono qui e perché non sono lì, la vita sotto il sole è forse solo un sogno? c’è veramente il male e gente veramente cattiva?, ridono alla finestra, con la kippah e un berretto a fiori finti sulla testa.

19 pensieri su “36. Quando il bambino

  1. M&C

    I bambini, con la loro semplicità, spontaneità, umiltà e purezza di cuore sono capaci di una fede fiduciosa e forte, “che apre la strada alla speranza”.
    Se riuscissimo a guardare il mondo con gli occhi dei bambini, saremmo più vicini al regno dei cieli, saremmo più vicini alla santità, alla quale dobbiamo tutti ambire, santità che richiede un cuore che sappia ascoltare (lev shomeà) ed una fede feconda come quella dei piccoli.

    “se non vi convertirete e non diventerete come bambini, non entrerete nel regno dei cieli.” (Matteo 18,3)

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  2. Ema

    ” s’inchinano ripetutamente di fronte al Muro …che sputa ciuffi d’erba rimettendo in circolo le forze che incassa dalla folla”

    “ Un bimbo è nato in noi, un figlio ci è stato dato” (Is 9,6)

    …la nascita di Dio nell’anima dell’uomo…

    …Sant’Agostino ha detto: “Maria fu molto più felice perchè Dio nacque spiritualmente nella sua anima, che non per il fatto che nacque fisicamente da lei”.

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  3. Sabina

    “arrestato: e perché mai?”

    Perchè qualcuno lo ha tradito, vigliaccamente con un bacio, un atteggiamento intimo che solitamente indica amore, ma che invece diventa un falso gesto d’amore (quanta “vuota ritualità”, quanti gesti falsi riempiono anche la mia vita?).
    E Lui, fedele e fermo nell’Amore, al patto d’amore fatto, si è lasciato anche tradire, pur di non tradire lui stesso (sono capace della stessa fedeltà?).

    http://www.youtube.com/watch?v=FyJ9zFvKx5I

    “Un errore perfetto, un diamante, un difetto
    uno strappo che non si ricuce.
    Un respiro profondo per non impazzire
    una semplice storia d’amore.
    Un pirata, un soldato, un dio da tradire
    e l’occasione che non hai mai incontrato.
    La tua vera natura, la giustizia del mondo
    che punisce chi ha le ali e non vola.
    Baciami ancora…
    Baciami ancora… “

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  4. Ema

    IL VECCHIO E IL BAMBINO

    Un vecchio e un bambino si preser per mano
    e andarono insieme incontro alla sera;
    la polvere rossa si alzava lontano
    e il sole brillava di luce non vera…

    L’ immensa pianura sembrava arrivare
    fin dove l’occhio di un uomo poteva guardare
    e tutto d’ intorno non c’era nessuno:
    solo il tetro contorno di torri di fumo…

    I due camminavano, il giorno cadeva,
    il vecchio parlava e piano piangeva:
    con l’ anima assente, con gli occhi bagnati,
    seguiva il ricordo di miti passati…

    I vecchi subiscon le ingiurie degli anni,
    non sanno distinguere il vero dai sogni,
    i vecchi non sanno, nel loro pensiero,
    distinguer nei sogni il falso dal vero…

    E il vecchio diceva, guardando lontano:
    “Immagina questo coperto di grano,
    immagina i frutti e immagina i fiori
    e pensa alle voci e pensa ai colori

    e in questa pianura, fin dove si perde,
    crescevano gli alberi e tutto era verde,
    cadeva la pioggia, segnavano i soli
    il ritmo dell’ uomo e delle stagioni…”

    Il bimbo ristette, lo sguardo era triste,
    e gli occhi guardavano cose mai viste
    e poi disse al vecchio con voce sognante:
    “Mi piaccion le fiabe, raccontane altre!”

    F.Guccini

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  5. f@r

    la vita sotto il sole è forse solo un sogno?

    [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=mSfYme_TL48]

    uomini in mantelli bianchi s’inchinano ripetutamente di fronte al Muro impassibile che sputa ciuffi d’erba, rimettendo in circolo le forze che incassa dalla folla, sospingendola dritta verso la prigione, travolgendo gli agenti in tuta blu col sorriso impenetrabile da squalo, scardinando la cella di Yehochoua

    io conosco poeti che spostano i fiumi con il pensiero,

    fiumi di gente che travolgono l’ingiustizia e scardinano le prigioni: immaginando sia possibile. Insieme.

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  6. Roby (s.d a.)

    c’è veramente il male e gente veramente cattiva?

    Anche io conosco una persona speciale, capace, con la sua dolcezza il suo grande dono della comunicazione, di aggregare un numero imprecisato di fratelli, per provare a percorrere, insieme, lo stesso cammino, volto all’amore e alla carità verso il prossimo. Attraverso gli occhi di un bambino riesce a far emergere quanto di più buono la vita può offrire, e arriva dritto al cuore attraverso una poesia che trasforma i momenti difficili in piccole perle di saggezza. Non posso che dire grazie!

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  7. RossellaT

    perché divide il pane e rialza i paralitici?, perché dà voce ai poveri, perché non accumula denaro? la logica degli adulti! “Il mondo visto con gli occhi di un bambino
    è un grande circo
    in un giorno pieno di sereno
    ed è così che guardo te
    con quella stessa intensità
    e con il viso acceso di curiosità
    e mi ricordo un magico natale
    il nuovo gioco
    che quasi non volevo toccare
    ed è così che vedo te
    e con la stessa meraviglia….”

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  8. Vale

    Se io potrò impedire ad un cuore di spezzarsi
    non avrò vissuto invano –
    Se allevierò il dolore di una vita o allevierò una pena –
    O aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido
    Non avrò vissuto invano. …

    …Mi incanta il mormorio di un’ape –
    qualcuno mi chiede perchè –
    piu’ facile è morire che rispondere.
    Il rosso sopra il colle annulla la mia volontà –
    se qualcuno sogghigna stia attento
    – perchè Dio è qui – questo è tutto. ….

    E. Dickinson

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  9. M&C

    Quando ero bambino, parlavo da bambino,
    pensavo da bambino, ragionavo da bambino.
    Da quando sono diventato uomo,
    ho smesso le cose da bambino.

    Adesso vediamo come in uno specchio, in modo oscuro;
    ma allora vedremo faccia a faccia.
    Ora conosco in parte, ma allora conoscerò perfettamente,
    come perfettamente sono conosciuto.

    Ora esistono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità;
    ma la più grande di esse è la carità.

    S. Paolo ? Prima lettera ai Corinzi 13,1

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  10. Rashide

    Il Vangelo secondo l’Apostolo Didimo Giuda Tommaso
    Queste sono le parole segrete che Gesù vivente ha pronunciato e Didimo Giuda Tommaso ha trascritto.

    37. I suoi discepoli dissero, “Quando ci apparirai, e quando tornerai
    a visitarci?” Gesù disse, “Quando vi spoglierete senza vergognarvi, e
    metterete i vostri abiti sotto i piedi come bambini e li
    distruggerete, allora vedrete il figlio di colui che vive e non avrete timore.”

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  11. Margherita

    Chlomo Wiesel era il padre di Elie Wiesel, un sopravvissuto all’Olocausto e noto autore, ed è stato insignito del Nobel per la Pace nel 1986 “per il suo messaggio di pace.”
    Chlomo che era presente al momento della deportazione Elie di Birkenau-Auschwitz.

    “Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.
    Mai dimenticherò quel fumo.
    Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.
    Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.
    Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.
    Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.
    Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai. ”

    (da “La notte” di Eli Wiesel – deportato a 15 anni)

    Dopo la sua dismissione nel 1945, il campo di concentramento di Auschwitz è divenuto un luogo simbolo, dedicato alla memoria delle vittime.
    Dal 1979 è patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.

    Dal 1996, in Germania, il 27 gennaio (giorno della liberazione di Auschwitz) è la giornata ufficiale del ricordo delle vittime del nazionalsocialismo.
    Anche in Italia la stessa data è ricordata come Giorno della Memoria.

    All’ingresso di Auschwitz , al posto della vecchia cinica scritta “Arbeit macht frei” ( il lavoro rende liberi), c’è ora un messaggio che tradotto dice: “ Chi dimentica la storia è destinato a riviverla”.
    Questa frase è profetica perché l’uomo con gli errori del passato fa sempre i conti, continua a commetterli senza mai imparare.

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