[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=2WR4smfyrlc]
da qui
Ismail e Yousef hanno deciso di partire: un viaggio servirà a chiarire meglio le intenzioni. Hanno sventato un crimine, ma non potranno intercettare ogni volta i propositi omicidi, urge una soluzione meno provvisoria. Il treno è uno strumento suggestivo, consente di pensare, di sognare. Nella valigia hanno infilato soprattutto libri: è solo dalla pagina che si profila un orizzonte alternativo, la letteratura salva, dice Ismail, e Yousef non riesce a dargli torto. I corridoi della stazione, però, sono quanto di più triste ci sia al mondo: forse perché un ricordo duole in qualche angolo dell’anima, un distacco traumatico, una perdita. La gente cammina appoggiando le mani alle ringhiere, come avesse bisogno di sostenere un peso insopportabile. I due, per riprendersi, si siedono a un tavolo del bar, su un lato del piazzale interno: una birra può azzerare tutto, conservare solo la dolcezza di una nostalgia priva di oggetto. Con la bionda in corpo si bevono i chilometri: sono approdati a un molo flagellato dal vento, un faro simile a una stazione aerospaziale; cinque bandiere si dibattono tra raffiche violente. L’escursione sul traghetto è un volo sul giardino capovolto del mare, piante e pesci s’intravedono appena, ombre di un altro mondo. Sulla riva, alberi e case e, dietro, le pareti lisce dei monti. La sera si stravaccano esausti al ristorante con le finestre in legno, davanti a un kebab e un’altra pinta di Maccabee, da far girar la testa. Sono brilli, raccontano barzellette sconce e ridono fino a stare male.
– Come mai non ci abbiamo pensato?
– A cosa?
– E’ chiaro: bisogna passare per la bionda.
– Che intendi dire?
– A che ti servono quegli stupidi occhi azzurri?
– Smettila di dire fregnacce.
– Scemo, non capisci che a letto si parla meglio che nel confessionale?
– Che dovrei fare?
– Conquistala, il resto verrà di conseguenza.
– Quando?
– Torniamo subito.
I corridoi della stazione sembrano meno desolati, la ringhiera è una scala verso il cielo, i passanti sono angeli con le ali nascoste dal vestito.

viaggio treno libri letteratura un ricordo anima un distacco traumatico un peso insopportabile una birra un faro un volo la bionda
Caro Fabry,
non avresti potuto scrivere di meglio, se ti avessero assegnato queste parole per scriverci una pagina da manuale.
I LIKE IT VERY MUCH !
La letteratura salva, ne sono convinta. Infatti la poesia libera le parti pi misteriose del nostro mare interno, la narrazione ricostruisce il proprio vissuto, riconciliandoci col passato, a volte non accettato ,rimosso, ciò che avviene soprattutto nei disturbi psichici. Crea un ordine ,non tanto temporale, ma dei propri momenti di vita simbolici, ricostruisce il sè. La letteratura salva, è vero.
E anche la scrittura di Fabrizio ci rimette in discussione, ci permette di fare un percorso con lui, ma soprattutto con noi stessi, nella nostra personale avventura
“I corridoi….sembrano meno desolati”
Ci sono giorni in cui il tempo
sembra essersi fermato ad aspettare,
altri in cui tutto sembra correre e sfuggirti di mano.
Ci sono giorni in cui l’aria è fresca
e il sole sulla pelle riscalda e consola,
altri in cui tutto sembra essere troppo pesante da sopportare…
Ci sono giorni che passano inosservati,
altri che vorresti non finissero mai.
Ci sono giorni di lacrime e nostalgia,
altri pieni di promesse…
Ci sono giorni come questo in cui tutto mi sembra possibile.
Anonimo
“un viaggio servirà a chiarire meglio le intenzioni”
“I corridoi della stazione sembrano meno desolati, la ringhiera è una scala verso il cielo, i passanti sono angeli con le ali nascoste dal vestito”
Un viaggio è sempre molto utile per l’osservatore, scrittore , poeta ,musicista. Questi sono stimolati a scoprire le proprie capacità immaginative, dove la realtà naturale appare esattamente come ciascun soggetto la percepisce; la fantasia, pur essendo in qualche modo vincolata ad un particolare elemento tematico, è libera di spaziare in un contesto molto ampio e di instaurare corrispondenze tra le sensazioni e l’immaginazione.
Posso osare un suggerimento a questi due ragazzi in cerca di bionde? che siano bionde, rosse o scure … meglio le birre che certe femme fatale:-))
Ora sono curiosa di vedere come procede la conquista:-)
e a proposito di treni ….
http://www.youtube.com/watch?v=nxHDmDU93lo
“hanno deciso di partire”
“In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove. Sono una quota sperimentale che va alla deriva. Dietro di loro la traccia aperta si chiude.”
Erri De Luca ( da: “Il peso della farfalla”)
– Scemo, non capisci che a letto si parla meglio che nel confessionale?
Molto attuale…
In effetti, alcuni esponenenti della nostra attuale classe politica stanno proprio dimostrandoci questo, stanno cercando di leggittimare certi stili di vita e ci stanno dando un bell’esempio di, oserei dire, “prostituzione politica”.
D’altronde, anche la storia ci insegna che i motori principali degli eventi sono sempre stati il sesso, il potere ed il denaro.
Sarebbe però ora che cominciassimo ad imparare dagli errori del passato e che capissimo una volta per tutte che, a cercare scorciatoie facili, non solo non si raggiungono gli obiettivi giusti, ma si finisce veramente male!
Scusate, non vorrei sembrare arretrata e pesante, ma mi si accappona la pelle, rabbrividisco, quando ascolto certe notizie da telegiornali che, ormai, non sono tanto diversi da alcune riviste e trasmissioni di gossip.
http://www.youtube.com/watch?v=gsMMmSnrQ8A
Per amore si compiono le azioni più grandi e più belle, quelle che danno un senso alla vita.
– Conquistala, il resto verrà di conseguenza.
Attento però, la situazione potrebbe sfuggirti di mano e potresti innamorarti della strega bionda…
Vediamo che cosa faranno i due ragazzi, passata la sbronza………..
Bella pagina, Fabrizio, spazi veramente ovunque!
La letteratura salva, la cultura salva: fornisce alle persone gli strumenti per essere liberi, indipendenti, equilibrati, e magari in grado di dire “no grazie” a certi sistemi di vita e di potere.
“Il treno è uno strumento suggestivo, consente di pensare, di sognare.”
http://www.youtube.com/watch?v=RFpyhzQVhPk
“una birra può azzerare tutto, conservare solo la dolcezza di una nostalgia priva di oggetto”
Ognuno può avere una sua personale “prima sorsata di birra”: quel gesto, quel momento che si ripete e che non andiamo a cercare noi, ma che ci aspetta e ci accompagna negli anni, a cui però siamo debitori di attimi dolcissimi o struggenti, a cui in fondo dobbiamo tanto della nostra capacità di dribblare la noia, la fatica, la delusione, le amarezze, i dolori.
Siamo di sicuro in un’epoca povera di eventi collettivi così coinvolgenti da dare senso alla vita dei singoli, forse stiamo cadendo in un eccesso di intimismo, però è innegabile che vadano rivalutate le piccole gioie, forse banali, di chi non gode, e non ha neppure voglia di godere, dell’ebbrezza del successo, della ricchezza e della notorietà, in un ‘epoca di protagonisti, di primedonne e di divi in tutti i campi.
La nostra esistenza, dal primo vagito all’anno x, come un treno su un lungo binario. A volte sei tu il capotreno altre invece ti lasci guidare limitandoti a guardare dal finestrino, altre invece fai solo il capostazione. A volte sei il TGV, altre una lenta locomotiva che sbuffa, puoi andare diretto e con poche fermate o fermati a tutte senza mai trovare la tua.
A volte la stazione è solo un luogo di breve sosta, il tempo di sgranchirsi le gambe e afferrare una bottiglia d’acqua da un altro che te la vende, altre un punto in cui fermarsi, riprendere fiato, fare un giro in città per poi ripartire verso nuove mete, altre stazioni. Ci sono compagni di viaggio per lunghi percorsi e altri per brevi tratti, compagni di viaggio sempre presenti ma in vagoni diversi, oppure alle tue spalle ma sempre pronti a parlare o al bisogno. A volte i binari sono nuovi e si scorre velocemente senza intoppi altri sono vecchie strade già tracciate da altri, piene di ostacoli e con qualche semaforo per attendere la coincidenza. Si viaggia di notte e di giorno, col sole e con la pioggia, si attraversano spazi sconfinati o lunghi tunnel, si va fra il mare e la montagna. Siamo tutti viaggiatori del tempo a volte costretti a viaggiare altre in viaggio per il solo piacere del farlo, come dice un noto cantautore.
SM
Nel commento precedente ho commesso un errore (o un orrore) di battitura.
Rettifico: si scrive “legittimare” ….
@Ema
Mi piace tanto il tuo commento, mi ci ritrovo molto. Questo brano di Fabrizio ed il tuo commento mi inteneriscono particolarmente. Forse perché mi ricordano da vicino il mio quotidiano di questi tempi, la fatica, l’incertezza, e le difficoltà, veramente grandi, delle giornate lavorative mie e dei miei colleghi, eppure una birra a fine giornata, un momento liberatorio e di affetto che non ci facciamo mai mancare.
A M&C vorrei dire che non è nè arretrata nè pesante, credo che in tanti siamo davvero stanchi.
“non potranno intercettare ogni volta i propositi omicidi, urge una soluzione meno provvisoria”
“E’ ricercando l’impossibile che l’uomo ha sempre realizzato il possibile.”
Coloro che si sono saggiamente limitati a ciò che appariva loro come possibile, non hanno mai avanzato di un solo passo”
Michail Bakunin
@PAMELA
Grazie; è ispirato all’omonimo libro di P.Delerm “La prima sorsata di birra.E altri piccoli piaceri”…si siamo tutti stanchi … a tal proposito ultimamente sto sperimentando nuove strade; per esempio quando qualcuno mi chiede:” come va?”, mi concentro e rispondo :”bene grazie”, non per diffidenza o sfiducia ma semplicemente per allenare le orecchie a sentire che la vita non è qualcosa che deve andare necessariamente male, che il bene vince e se non è ora, sarà domani perciò, per atto di fiducia nei giorni a seguire rispondo da subito : “BENE GRAZIE!”
http://www.youtube.com/watch?v=HG5uyB6R04I&feature=related
Invito al viaggio – Franco Battiato
Ti invito al viaggio
in quel paese che ti somiglia tanto.
I soli languidi dei suoi cieli annebbiati
hanno per il mio spirito l’incanto
dei tuoi occhi quando brillano offuscati.
Laggiù tutto é ordine e bellezza,
calma e voluttà.
Il mondo s’addormenta in una calda luce
di giacinto e d’oro.
Dormono pigramente i vascelli vagabondi
arrivati da ogni confine
per soddisfare i tuoi desideri.
Le matin j’écoutais
les sons du jardin
la langage des parfums
des fleurs.
NON IMPORTA DOVE…FUORI DA QUESTO MONDO
.
Questa vita è un ospedale dove ogni malato è ossessionato dalla brama di cambiar letto .
Quello vorrebbe dolorare di faccia alla stufa, quell’altro crede che guarirebbe vicino alla finestra. .
A me senbra che starei sempre bene là dove non sono , e senza sosta dibatto con la mia anima il problema di dislocarmi.
Ma l’anima non risponde.
<>.
L’anima resta muta.
Forse Batavia ti allieta di più? D’altronde ci troveremo lo spirito dell’Europa sposato all’ebrezza tropicale>>.
Non una voce- Che la mia nama sia morta?
<>.
Alla fine la mia anima esplose, e saggiamente mi gridò : <>.
C.Baudelaire
DA LO SPLEEN DI PARIGI
….scusate riporto di nuovo il testo….delle parti sono rimaste tagliate..
NON IMPORTA DOVE…FUORI DA QUESTO MONDO
.
Questa vita è un ospedale dove ogni malato è ossessionato dalla brama di cambiare letto. Quello vorrebbe dolorare di faccia alla stufa, quell’altro crede che guarirebbe vicino alla finestra.
A me sembra che starei sempre bene là dove non sono, e senza sosta dibatto con la mia anima il problema di dislocarmi.
«Dimmi, anima, mia povera anima aggelata: che ne diresti di abitare a Lisbona? Ci sarà caldo, e come una lucertola al sole là torneresti gagliarda. È una città sull’orlo dell’acqua: si dice che sia costruita in marmo, e che la gente odi a tal segno ogni vegetale che sradica tutti gli alberi. Ecco un paesaggio per il tuo gusto: un paesaggio fatto di luce e di minerale, e con un liquido per rispecchiarlo.»
Ma l’anima non risponde.
«Se ami tanto il riposo nello spettacolo del movimento, perchè non vieni a vivere in Olanda, in questa terra di beatitudini? Forse ti divagherai, in questa contrada di cui spesso hai ammirato l’immagine nei musei. Che ne dici di Rotterdam, tu che ami le foreste di trealberi, e i navigli amarrati ai piedi delle case?»
L’anima resta muta.
«Forse Batavia ti allieta di più? D’altronde ci troveremo lo spirito dell’Europa sposato alla bellezza tropicale.»
Non una voce.- Che la mia anima sia morta?
«O sei arrivata a quell’estremo di neghittossità che gode solo nel suo male? Se è così, fuggiamo in quei paesi che sono le analogie della Morte. Quello che serve ce l’ho, povera anima!Facciamo i bagagli per Tornéo. Andiamo ancora più lontano, al limite estremo del Baltico; ancora più lontani dalla vita, se è possibile: stabiliamoci al Polo. Là il sole rade obliquamente la terra, e le lente vicissitudini della chìaria e della notte sopprimono la varietà e accrescono la monotonia, questa metà del niente. Là noi potremo prendere lunghi bagni di tenebre, e, per sollazzarci, le aurore boreali ci manderanno di tempo in tempo i loro lampi rosati, come i riflessi di un fuoco d’artificio dell’Inferno»
Alla fine la mia anima esplose, e saggiamente mi gridò: «Non importa dove! Non importa dove! purché sia fuori da questo mondo!»
C.Baudelaire
DA LO SPLEEN DI PARIGI
vi ringrazio.
la letteratura salva, mi pare che concordiamo tutti, con diverse sfumature.
conquistala
Bevo a una casa distrutta,
alla mia vita sciagurata,
a solitudini vissute in due
e bevo anche a te:
all’inganno di labbra che tradirono,
al morto gelo dei tuoi occhi,
ad un mondo crudele e rozzo,
ad un Dio che non ci ha salvato.
Anna Andreevna Achamatova
oppure:
Quando saremo due saremo veglia e sonno
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo,
saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi, gli occhi, i reni,
come i tempi del battito
i colpi del respiro.
Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.
Quando saremo due, nessuno sarà uno,
uno sarà l’uguale di nessuno
e l’unità consisterà nel due.
Quando saremo due
cambierà nome pure l’universo
diventerà diverso.
Erri De Luca
chissà che sarà
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=4D2smHmWMeY]
grandi suggestioni, Fides, grazie.
@Pamela
Grazie per la comprensione e la condivisione!
“un altro giorno passa via
e ti ritrovi ancora
lungo la stessa ferrovia
che ti colora il mondo e gli attimi
come un fuoco di paglia che da’
il calore che ti avvolge
non puoi tornare indietro piu’
nemmeno lo vorresti….”
Ci sono viaggi che ti fanno sognare e viaggi che fai ogni giorno
verso il lavoro, la fatica e su quel treno porti i tuoi affanni e le preoccupazioni
ma ho trovato un modo per rendere quel viaggio meno faticoso: leggere.
Quando scendo da quel treno porto con me la bellezza delle righe che ho letto.
La letteratura salva.
Un viaggio meraviglioso, quello della vita. Un viaggio solo andata, dove ogni cosa che accade è importante, perché racconta di te; dove ogni dettaglio è da ricordare, perché l’hai vissuto; dove bene e male, gioie e dolori si sono incontrati, lasciando un segno, una ruga sulla tua pelle che ti accompagna per sempre; dove realtà e fantasia trovano dimora e convivono insieme, nello stesso cuore. La vita spesso è un sogno, non sempre corrisponde alle aspettative; a volte fa soffrire, star male, ma è importante ricordare che c’è sempre Qualcuno che ci copre con il Suo mantello, pronto a condividere tutti i momenti bui e grigi. E se riuscissimo anche noi a “vedere” con occhi attenti quello che ci accade intorno, beh, allora sarebbe meraviglioso: significherebbe che ne abbiamo compreso bene il senso, godendo di quella libertà che è unica e nessuno può negare.
…. I corridoi della stazione sembrano meno desolati, la ringhiera è una scala verso il cielo…
i passanti sono angeli con le ali nascoste dal vestito
se pensassimo questo, non ci sentiremmo mai soli.
da sempre ho chiesto “come stai?” – forse perché me lo ha insegnato qualcuno con la sua vita – per poi ascoltare con il cuore in mano il racconto del mio interlocutore.
da sempre rispondo “bene” dietro un sorriso, anche quando non va poi così bene, per non fermare chi si muove frettoloso e non ha tempo di ascoltare o, se lo fa, è lì che ascolta più se stesso. Invece gli amici si ascoltano anche nel silenzio.
grazie!
c’è ancora qualcosa che ci unisce, quindi.
Qualche volta fa bene lasciarsi andare, l’importante è rimanere con la testa sulle spalle ahahah. 😉
certo barbye, si spera.