48. L’orto

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=E8eyz0LtBt8&feature=related]

da qui

La terra è secca; Yehochoua prende nelle mani alcuni sassolini, li gira e rigira, li accarezza, pensa alle creature del mondo, al punto in cui tutto era compresso ed è esploso in un ventaglio di colori, quando ogni cosa insegue il suo destino, facendosi largo tra possibilità infinite, di forma e spessore, di bene e male, di slancio o di aggressione, l’entusiasmo dell’infanzia, le delusioni inaspettate, l’innamoramento, dove sei andata Magdalenne? quando apprendi che la vita è comprometterti, non lasciarti mettere a tacere, fai il fighetto, ma ti faremo a pezzi, Yehochoua, il senso è scendere e cercare l’acqua tra le rocce, rischiando di perderti, Yoh’anan!, gli premono il petto per fermare il sangue, Nathane, lo vedi che è finita? il mercatino è pieno di tappeti, di posters, Visit Palestine, la benda stretta, il sangue non si ferma, non vi arrendete, la morte non è l’ultima parola, l’erba cresce a ciuffi, vicino a fiori viola che sembrano una chiazza di cielo caduta sulla terra, con nuvole che tracciano disegni sempre nuovi, un uccello che vola, un giovane che corre, un cinghiale che fugge dal fucile, Yehochoua! gli occhi di Shlomstione sono vetro che brilla come foglie di ulivo, lo vedi a cosa porta il tuo messaggio? i tronchi degli alberi si attorcigliano, si piegano, come il ragazzo colpito tra le rocce e l’acqua, la camicia insanguinata, le grida e le bestemmie, c’è qualcosa che esplode in ogni caso, per formare l’universo o per distruggerlo, squarciando la pelle, andando dritto al cuore, sei un’illuso, convinciti che il mondo è un’altra cosa, non c’è spazio per quelli come te, le chiome degli ulivi sono verde e argento, una nuvola disegna sfumature, lampi di luce, come l’acqua increspata dove l’eco liquida ha lo stesso accento di Shlomstione, una voce che ti coglie impreparato, accarezzami, abbandonati all’istinto, è tutto semplice, Yehochoua, il sentiero di sassi si allunga fino all’orizzonte, dove il cielo e gli alberi sono un’unica macchia di colore, un punto in cui ogni cosa si concentra, l’origine e la fine, Padre, aiutami, i seni sodi, il ventre piatto ha il profumo dell’erba quando stilla la rugiada del mattino, Padre, passi da me questo momento, poco oltre la ringhiera c’è un muro beige che chiude l’orto degli ulivi, tutto intorno.

16 pensieri su “48. L’orto

  1. Titti

    “Yehochoua! … Lo vedi a cosa porta il tuo messaggio? sei un’illuso, convinciti che il mondo è un’altra cosa, non c’è spazio per quelli come te….Abbandonati all’istinto, è tutto semplice, Yehochoua… gli occhi di Shlomstione sono vetro che brilla come foglie di ulivo…”

    Tentazioni e visioni…Ci muoviamo nel mondo, in bilico fra continue tentazioni che a volte vogliono portarci allo sconforto, altre si mascherano da cose così belle che sembrano visioni celesti.
    Bisogna saper distinguerle, domandando sempre “Di chi sei?”

    Rispondi
  2. M&C

    Sotto gli ulivi dormiamo noi apostoli,
    Gesù nell’ombra in angoscioso pianto.
    Giuda, cos’hai nel cuore, qual tormento,
    compagno nostro, Giuda traditore,
    tu con un bacio, amico, lo tradisci;
    eppur con noi, tra noi, sperimentasti
    medesimi sentieri faticosi.

    Soffre il tuo cuore la confusa legge
    di ciò che non sappiamo giusto o ingiusto,
    l’atroce tarlo della solitudine
    che disperata logora ogni mente,
    l’eterno conflitto che ci strugge.

    E tutti siam scappati nella notte,
    fuggiti trepidanti tra le piante,
    provando la paura, amante nostra.

    Ciascuno fugge verso il suo paese
    tra leoni che cacciano le prede,
    palpitando in un battito di ali,
    la pena di vivere si fa dura.

    Mistero d’un dolore inesplicabile,
    o questa nostra carne così debole
    così confusa dentro la ragione.

    Ora, ci copra la notte, nasconda
    i nostri volti, e ci dia rifugio.

    (Antonio Ragone)

    Rispondi
  3. Rashide

    “Padre, passi da me questo momento”

    La prima condizione per la preghiera è la consapevolezza della propria povertà, rivolte a Dio possono assomigliare a quelle di un figlio verso il padre umano, i sazi e i buontemponi non sentono il bisogno di pregare.
    Egli esaudisce sempre le nostre preghiere quando sono secondo la sua volontà; e ci fa proprio un grande piacere a non esaudirle quando non sono secondo la sua volontà, perché farebbe il nostro male.
    Quando preghiamo succede sempre qualcosa di buono, anche se non sempre sappiamo che cosa.

    Rispondi
  4. Stella Maria

    Ci sono momenti in cui hai bisogno di qualcuno che creda in te. Il peso delle tue scelte rischia di mettere una pietra tombale su tutto ciò per cui hai lottato e in cui credi, senti il peso di quella vita che è stata rubata per la causa, sei stanco, nessuno ti comprende fino in fondo, ti fermi e sai che c’è almeno una sola persona che ti comprende senza parlare, condivide i tuoi progetti. Si è vero c’è sempre Dio ma hai bisogno di parole umane, un sorriso, una mano che si poggia sulla spalla, anche la semplice presenza per riacquistare energia, continuare a credere in quel che fai, stringere i denti e andare avanti, resistere costi quel che costi. Una sola persona è capace di tutto questo? Si, è l’anima gemella, che io intendo non nel senso comune, quella persona capace di andare oltre e altrove con te, una donna, un amico, un fratello, un genitore … qualcuno che crede in te, sempre, l’ala che ti aiuta a volare anche quando tutto sembra vano e inutile, una grande illusione …. “dove sei Magdalenne?”
    SM

    Rispondi
  5. Barbye ;-)

    Quando mi accosto alla natura percepisco una sensazione nuova , come se ritornassi ad uno stato di quiete e relax. La brezza del mare, i granelli di sabbia che entrano nelle dita dei piedi nudi e all’ improvviso mi accorgo di non avere più bisogno di niete; ne traffico, ne palazzoni grigi e rumore cittadino. Perdersi nell’ orizonte con la mete e distendere lo sguardo sempre più costretto a spazzi circoscritti, limitanti e incanalati, ma riabituarsi all’infinito, alla grandezza imponente degli elementi, consapevoli di essere parte integrante, come il tassello di un disegno che non percepiamo, ma sappiamo che da qualche parte c’è.
    Dio manifesta la sua potenza sevendosi del creato, dominandolo a suo piacimento per portarci la salvezza 😉

    Rispondi
  6. Ema

    “il sentiero di sassi si allunga fino all’orizzonte, dove il cielo e gli alberi sono un’unica macchia di colore, un punto in cui ogni cosa si concentra, l’origine e la fine,”

    LA FINE E L’INIZIO

    Dopo ogni guerra
    c’è chi deve ripulire.
    In fondo un pò d’ordine
    da solo non si fa.

    C’è chi deve spingere le macerie
    ai bordi delle strade
    per far passare
    i carri pieni di cadaveri.

    C’è chi deve sprofondare
    nella melma e nella cenere,
    tra le molle dei divani letto,
    le schegge di vetro
    e gli stracci insanguinati.

    C’è chi deve trascinare una trave
    per puntellare il muro,
    c’è chi deve mettere i vetri alla finestra
    e montare la porta sui cardini.

    Non è fotogenico
    e ci vogliono anni.
    Tutte le telecamere sono già partite
    per un’altra guerra.

    Bisogna ricostruire i ponti
    e anche le stazioni.
    Le maniche saranno a brandelli
    a forza di rimboccarle.

    C’è chi con la scopa in mano
    ricorda ancora com’era.
    C’è chi ascolta
    annuendo con la testa non mozzata.
    Ma presto
    gli gireranno intorno altri
    che ne saranno annoiati.

    C’è chi talvolta
    dissotterrerà da sotto un cespuglio
    argomenti corrosi dalla ruggine
    e li trasporterà sul mucchio dei rifiuti.

    Chi sapeva
    di che si trattava,
    deve far posto a quelli
    che ne sanno poco.
    E meno di poco.
    E infine assolutamente nulla.

    Sull’erba che ha ricoperto
    le cause e gli effetti,
    c’è chi deve starsene disteso
    con la spiga tra i denti,
    perso a fissare le nuvole.

    Wislawa Szymborska

    Rispondi
  7. Ema

    “c’è un muro beige che chiude l’orto degli ulivi, tutto intorno.”

    SOLO L’UOMO

    Io attraversai le ostili
    cordigliere,
    tra gli alberi passai a cavallo.
    L’humus ha lasciato
    sul suolo
    il suo tappeto millenario.
    Le cime degli alberi si toccano,
    nella tremante comunione.
    Sotto, la selva è oscura.
    Un breve volo, un grido,
    gli uccelli del freddo,
    le volpi dalla coda elettrica,
    gli uccelli dalla coda elettrica,
    una grande foglia che cade,
    e il mio cavallo calpesta il morbido
    letto dell’albero addormentato,
    ma sotto la terra
    gli alberi di nuovo
    si conoscono e si toccano.
    La selva è una sola,
    una sola manciata di profumo,
    una sola radice sotto la terra.
    Gli spilli mi pungevano,
    le pietre dure ferivano il mio cavallo,

    il gelo frugava sotto i miei abiti logori
    cercando il mio cuore per cantare e assopirlo.
    I fiumi che nascevano
    davanti ai miei occhi scorrevano veloci
    e volevano uccidermi.
    D’improvviso un albero ostacolava il sentiero
    come se si fosse
    messo a camminare e allora
    l’avesse abbattuto
    la selva, e stava lì
    grande come mille uomini,
    con la sua chioma folta,
    pullulante d’insetti
    fradicio di pioggia,
    ma dalla morte
    voleva fermarmi.
    lo saltai l’albero,
    lo feci a pezzi con l’ascia,
    accarezzai le sue belle foglie come mani,
    toccai le potenti
    radici che molto più di me
    conoscevano la terra.
    lo scavalcai l’albero,
    attraversai tutti i fiumi,
    la schiuma mi portava,
    le pietre mi mentivano,
    l’aria verde che produceva
    gioielli a ogni istante
    aggrediva la mia fronte,
    bruciava le mie ciglia.
    lo attraversai le alte cordigliere
    perché con me un uomo,
    un altro, un uomo
    camminava al mio fianco.

    Non venivano gli alberi,
    non scorreva con me l’acqua
    vertiginosa che volle uccidermi,
    né la terra ispida.
    Solo l’uomo,
    solo l’uomo era con me.
    Non le mani dell’albero,
    belle come volti, né le gravi
    radici che conoscono la terra
    mi aiutarono.
    Solo l’uomo.
    Non so come si chiama.
    Era povero come me, aveva
    i miei stessi occhi, e con quelli
    apriva il sentiero
    perché un altro uomo passasse.
    Ed eccomi qui.
    Per questo esisto.
    Credo
    che non ci uniremo lassù in cima.
    Credo
    che sotto la terra niente ci aspetti,
    ma sulla terra
    andiamo insieme.
    La nostra comunione è sulla terra.
    P.Neruda

    Rispondi
  8. Roby (s.d a.)

    La terra è secca; Yehochoua prende nelle mani alcuni sassolini…
    Siamo noi quei sassolini, fra i quali bene e male si incontrano, si sopportano, lottano; aridi e inermi davanti a tempeste di polvere, dove la tentazione, insistente, cerca spazio a tutti i costi, a volte sgretolandoci come granelli di sabbia. Ma quando quei sassolini passano attraverso quelle mani, e ricevono carezze, piano piano, goccia dopo goccia il corso del fiume troverà il letto su cui scorrere, la terra non sarà più secca, diventerà fertile, edificando un percorso d’amore che aderisce in pieno all’unico grande progetto della vita

    Rispondi
  9. Titti

    D’effetto la scena della tentazione di Gesu’ nell’orto degli ulivi, rappresentata nel film The Passion di Mel Gibson.
    Gesu’ come creatura vive la paura fino in fondo per superarla con la fede. Infatti la fede e’ per chi ha paura del cammino da compiere, ma si affida.
    Ad una scena come quella citata, fatta di sottile ma forte tensione psicologica (eppure di Rosalinda Celentano nel ruolo del diavolo si vedono quasi soltanto gli occhi inquietanti), si contrappone nettamente quella fin troppo plateale da pacchiano fantasy-horror de L’ultimo dei Templari (film da evitare, nonostante la presenza di Nicolas Cage, se si vogliono risparmiare i soldi del biglietto): Satana sottoforma di pseudo drago volante ha preso le sembianze di una giovane – ritenuta dapprima una ‘semplice’ strega da condannare – invece poi sottoposta ad esorcismo liberatorio.
    Il cinema e’ sempre piu’ attratto da tematiche del genere, perche’ lo e’ l’uomo che continua a indagare a piu’ non posso il Mistero, mentre il Signore ci chiede soltanto di vivere nell’Amore con gioia.
    Parafrasi dell’unica frase salvabile del film con Cage: (il male) studia le debolezze umane e se ne serve al momento opportuno per mettere gli uomini uno contro l’altro. Anche qui c’e’ di mezzo una figura femminile, una strega; a questa e alla Magdalenne di Yehochoua preferisco la Madeleine di Proust!

    Rispondi
  10. lucia D.

    Ciao Titty:,hai il nickname di uno dei miei personaggi preferiti,nell’infanzia:Mi sembla di avel visto etc etc.Il problema è che ne avevo tanti di preferiti!Alcuni li odiavo,e li guardavo per buttarmi giù,nelle giornate nuvolose.Come oggi,ma anche la settimana scorsa.SOffia il vento,in questo momento.Ma Yehochoua non era morto?Non si riesce a capire,E Nathane,che c’entra?Ciao Titty,buona madeline.Lucia

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *