[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=KMKTaLaYBB8&feature=related]
da qui
Sembra il muro del pianto, ma Amos può vedere, ormai, che non lo è. Non ha bisogno di toccare, di sentire le pieghe delle cose, di saggiare il mondo come fosse una nuvola di tessere di cui non si conoscono i colori. Gli sembra impossibile passare tra i tavoli in legno e le poltrone in pelle; accarezza le piante, accende per gioco uno dei computer collocati in ogni postazione.
– Come si permette?
Le sopracciglia aggrottate di Hadas incutono timore.
– Sono talmente felice che non riesco a controllarmi.
– E perché è così felice?
il sorriso di Tsion lo rassicura.
– Ero cieco e ci vedo.
– Oh bella! – fa Rabi. E come mai?
– Ero vicino alla Porta di Damasco, quando un giovane mi ha messo una mano sulla spalla.
– Amos, che fai?
– Non lo vedi? Faccio l’elemosina.
– Ti piacerebbe lavorare?
– Sono cieco.
– E chi sarebbe questo giovane?
Sono ancora le sopracciglia di Hadas ad appesantire l’atmosfera.
– Conosci questa porta?
– No, mi hanno portato qui perché passa molta gente.
– E’ bella, ha le mura merlate e un arco da cui si scorge una palma disegnata nell’azzurro.
– Non so chi fosse, ricordo la sua voce profonda.
– Quanto darei per vedere tutto questo!
– Dopo il ponte, a sinistra, c’è una scala dove i giovani si siedono, per riposarsi o per parlare.
– Non dirci che è Yehochoua.
– Amico, riconosco delle ombre in movimento, come se camminassero degli alberi.
– Non so come si chiami.
– Guarda meglio, Amos, sono ragazzi che scherzano, contenti.
– Vai via di qui, le favole raccontale ai matti come te.
– Li vedo, li vedo! Anche la palma riflessa nell’azzurro dei tuoi occhi!
– Sì, vattene, scemo, e guardati dal riferire queste frottole.
– Come ti chiami?
– Non importa il nome, mi vedrai per poco, ancora.
– Questo Yeochoua dobbiamo eliminarlo, è un impostore.
– Pensi di partire?
– Andrò molto lontano, ma ricordati di me ogni volta che apparirà, nell’arco, quella palma.

Essere cieco può significare anche vivere una vita passiva e priva di senso, mendicando affetti, uno sguardo, attenzioni, nel continuo bisogno di conferme e certezze dal prossimo.
L’incontro “giusto”, al momento giusto, può cambiare tutto e dare senso ad una vita che sembrava inutile, può eliminare quell’indifferenza, quell’apatia spirituale che rendevano la vita buia e senza alcuna speranza di rialzarsi.
Essere sordo, alla parola dell’altro, ai suoi bisogni, ai suoi dolori ed alle sue gioie, è molto peggio dell’essere cieco.
Ascoltare è il presupposto necessario e sufficiente, indispensabile, per poter condividere.
Non riuscire ad ascoltare è sinonimo di egoismo e chiusura, di limitatezza.
http://www.youtube.com/watch?v=aIbArw2Akg8
“Andrò molto lontano, ma ricordati di me ogni volta che apparirà, nell’arco, quella palma.”
http://www.youtube.com/watch?v=kK5PbQcRH8c
” Tu ricordati di me
finchè il fiato avrai per farlo,
pelle per sentirlo”
“Guarda meglio, Amos….Li vedo, li vedo!”
Se un cieco può vedere allora è certo… quando tutto sarà buio vedremo la luce!
– Li vedo, li vedo! Anche la palma riflessa nell’azzurro dei tuoi occhi!
La cecità a volte sta dentro di noi, ma basta il tocco di una mano e quel velo che ci offusca scompare e finalmente vediamo la Luce.
“ricordati di me ogni volta …”
http://www.youtube.com/watch?v=Gzv8IXyGFSA
” …se i malvagi spuntano come l’erba
e fioriscono tutti i malfattori,
è solo per la loro eterna rovina…
Il giusto fiorirà come palma… “
Ricordati di me
la memoria dell’amore…
è la luce che si manifesta quando il buio ci assale, è la vista che ritorna quando rischiamo di dimenticare, è la gioia che ci coglie, improvvisa, quando pensavamo che, ormai, tutto fosse perduto e invece, una volta, almeno quella volta, davanti a quegli occhi, siamo stati riconosciuti e siamo stati felici…
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=MfpmtGCw3Bk]
“Sono talmente felice che non riesco a controllarmi.
– E perché è così felice?”
.. conoscere Dio a volte vuol dire scoprire per cosa si è felici
http://www.youtube.com/watch?v=V8U3zIpyLQQ
– Vai via di qui, le favole raccontale ai matti come te.
Difficile non paragonare questa cecità con quella abietta dei grandi della terra
Centinaia di persone che muoiono di fame, mentre casse intere di pomodori, agrumi e quant’altro vengono gettate via perché la produzione non può superare certi tag, larve umane consumate dagli insetti e dalle malattie, bambini che giocano alla guerra. In fondo la guerra che cos’è se non un processo di autodistruzione dell’uomo? Basterebbe poco per convivere bene tutti, un po’ di rispetto per il prossimo rivalutando quel senso di fratellanza che si è perso e si perde ogni giorno davanti alla tentazione del potere che logora l’uomo all’estremo, fino a renderlo completamente cieco.
Non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere, e forse peggiore della cecità fisica è proprio quella del pensiero che, anche di fronte ad una evidente e palese realtà, insiste con i propri pregiudizi.
Un re persiano, essendo stato tradito da una delle sue mogli, uccide sistematicamente le sue spose al termine della prima notte di nozze.
La bella Shar?z?d, andata in sposa al re, escogita un trucco per salvarsi: ogni sera racconta al re una storia, rimandando il finale al giorno dopo. Va avanti così per mille e una notte; e alla fine il re, innamoratosi, le rende salva la vita.
La salvezza è la più bella storia d’amore
grazie!
riconoscersi, anche alla fine di una strada tortuosa.
a corredo del commento precedente
Vediamo se si fa così, dopo la lectio informatica di ieri sera….
in caso contrario, sorry…
http://www.youtube.com/watch?v=0fXiaoHW2UI
http://www.youtube.com/watch?v=5H50jTA4k0Y
Love changes, changes everything
Love makes you fly it can break your wings
Love changes, changes everything
Love makes the rules from fools to kings
Love changes, love changes everything…
Ci sono momenti nella vita in cui ci sentiamo ciechi, il disorientamento interiore ci porta a stare in un angolo come mendicanti. Poi una mano sulla spalla, l’incontro con chi amando riesce a condividere e a far vedere. La risposta all’amore di Cristo ci apre gli occhi ad una vita nuova. Torniamo ad essere protagonisti della nostra vita e della fede e la nostra gioia e’ incontenibile.
“Guarda meglio Amos…”
Morire come le allodole assetate
sul miraggio
O come la quaglia
passato il mare
nei primi cespugli
perché di volare
non ha più voglia
Ma non vivere di lamento
come un cardellino accecato
G.Ungaretti
l’amore è l’unica cosa che ci cambia.
grazie!